MITS: diplomati approdano nelle imprese del FVG

L’industria manifatturiera, anche in Fvg, si evolve verso la nuova frontiera del 4.0 e le imprese hanno sempre più la necessità di coprire figure altamente specializzate. La risposta arriva dal MITS che da anni, traducendo al meglio il sistema duale (formazione in “aula” alternata a quella in impresa), immette nel mondo del lavoro Tecnici superiori con le competente richieste dalle stesse imprese. Anche quest’anno, sono 103 i giovani che hanno terminato il percorso di studi biennale, post diploma, ottenendo lo scorso luglio il titolo di Tecnico superiore, ma soprattutto avendo nella gran parte dei casi già pronto un seguito lavorativo garantito nelle stesse imprese dove hanno svolto, durante il biennio di studi, gli stage formativi. Di questi sono 18 i corsisti che hanno raggiunto il massimo dei voti, diplomandosi con 100 e lode e 100 centesimi.

Oggi, nella sede di Confindustria Udine, in occasione dell’evento “MITS DAY: diplomati ITS e imprese si raccontano”, i neo diplomati MITS e le imprese che hanno partecipato al percorso di alta formazione (ospitando gli stage e in moltissimi casi assumendo successivamente i giovani) hanno testimoniato la loro esperienza proprio per rendere note le potenzialità del sistema duale e quindi del forte collegamento e continuità tra mondo della formazione e dell’impresa reso possibile proprio grazie ai percorsi ITS.

Il MITS, anche nel periodo di chiusura a causa dell’emergenza covid19, ha sempre garantito la continuità dell’offerta formativa, in alcuni casi anche laboratoriale, grazie alle lezioni online. Ora, rispettando tutte le misure di sicurezza necessarie, è pronta a ripartire al cento per cento in presenza, dando il suo contributo allo sviluppo del sistema produttivo del FVG e del Paese.

Una scommessa testimoniata oggi nel corso dell’evento al quale hanno preso parte, accanto ai neo diplomati, il presidente del MITS, Gianpietro Benedetti, la presidente di Confindustria Udine, Anna Mareschi Danieli, il delegato del rettore agli ITS dell’Università degli studi di Udine, Marco Sortino, Francesco Trevisan, docente dell’Università degli studi di Udine e presidente della Commissione, i rappresentanti delle imprese Danieli Automation, Brovedani Group, Cda, Fantoni.

Nel suo intervento, il presidente Benedetti ha sottolineato «la necessità sempre più spinta per le aziende di reperire sul mercato del lavoro figure professionali, i super tecnici MITS, che hanno ricevuto una solida formazione tecnica professionalizzante e che hanno sperimentato e acquisito la capacità di lavorare in team e di risolvere situazioni lavorative in continua evoluzione (problem solving) come forma mentale quotidiana. Sono giovani che, diplomatisi tecnici superiori, vengono ricercati, talora contesi, dalle aziende in quanto in grado di inserirsi prontamente nei processi produttivi perché hanno già “vissuto l’azienda” nei lunghi periodi di stage o di apprendistato di alta formazione. Sono giovani – ha concluso Benedetti – che vivono con soddisfazione l’immediato inserimento lavorativo che offre loro prospettive di ulteriore crescita professionale e personale».   

«I dati sull’istruzione in Italia – ha affermato la presidente di Confindustria Udine Anna Mareschi Danieli -mostrano quanto il nostro capitale umano sia ancora relativamente debole. Abbiamo forti carenze in particolare sul livello di istruzione dopo il diploma. Il problema principale è l’assenza di una “seconda gamba” professionalizzante. Serve un’offerta formativa terziaria che copra la domanda delle imprese, che ad oggi non risulta soddisfatta».

In FVG, secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confindustria Udine su rilevazioni del sistema Excelsior di Unioncamere, le assunzioni previste dalle imprese nel corrente mese di settembre sono quasi 6 mila. Rispetto allo stesso periodo del 2019, la riduzione delle entrate programmate si attesta al -32,9%. Un riavvio quindi delle attività particolarmente cauto, ma segnali di ripresa si evidenziano per alcuni comparti dell’industria (alimentari e costruzioni). Il settore industriale in FVG, in particolare, dovrebbe assorbire a settembre il 40,5% delle assunzioni complessive (34,6% in provincia di Udine), un valore ben superiore al dato nazionale, 29,7%, e del Nord Est 37,9%. Un dato che conferma il valore trainante dell’industria nella ripresa. Con riferimento ai gruppi professionali richiesti, il 26,1% delle assunzioni riguarderà in regione professioni con elevata specializzazione e tecnici (29,6% in provincia di Udine), il 26,9% impiegati e addetti alle vendite e nei servizi (28,8% a Udine), il 36% operai specializzati e conduttori di impianti e macchine (32,1% Udine), l’11% professioni non qualificate (9,6% Udine).

«Ancora una volta, però – ha sottolineato la presidente di Confindustria Udine -, risulta elevata la difficoltà di reperimento di queste figure, attestandosi al 44,5% del totale, maggiore del dato nazionale, che invece si ferma al 32,5%. In prospettiva, nel trimestre settembre-novembre le assunzioni potrebbero arrivare 16.740 a unità in Regione. Sempre che riusciamo a trovare le qualifiche che stiamo cercando. Siamo al paradosso in cui abbiamo da un lato tanti ragazzi che non trovano o neanche cercano lavoro e dall’altro le imprese, che cercano ma non trovano lavoratori giovani adeguatamente formati. Gli scritti e i diplomati ITS sono troppo pochi e non bastano le lauree professionalizzanti, peraltro ancora in via di sperimentazione, a colmare questo gap. Abbiamo bisogno quindi di impostare subito una riforma complessiva perché, al fianco delle università “tradizionali”, lavorino istituzioni educative professionalizzanti in cui il ruolo centrale delle imprese sia riconosciuto e apprezzato. Si deve partire proprio dagli ITS e dalle loro caratteristiche specifiche: co-progettazione didattica, lezioni in laboratorio e robusti moduli di formazione in azienda. Dobbiamo smettere di pensare solo all’emergenza, ma serve una visione di medio-lungo periodo, che tenga presente anche il grave deficit di natalità, ormai strutturale, che colpisce il nostro Paese. Se va avanti così, nei prossimi anni non avremo nemmeno giovani da formare».

«Le aziende hanno necessità di definire nuove figure professionali dotate di soft skills e, al contempo, di spiccate competenze tecniche e digitali. Per raggiungere tali ambiziosi obiettivi serve un progetto nazionale che metta al centro il sistema di Istruzione tecnica in una logica di filiera, integrando Scuole, I.T.S. e Università, in una visione di lungo respiro: solo in questo modo si potrà sostenere l’implementazione di percorsi curriculari contemporanei.  È giunto il momento, dopo una fase di start up durata 10 anni, di consolidare il sistema I.T.S., e quindi il segmento di istruzione terziaria professionalizzante, che assegna un ruolo centrale alle imprese, superando la situazione di costante precarietà normativa e finanziaria nella quale questo sistema è stato costretto ad operare sino ad oggi». 

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