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Mittelfest 2013: bilancio del Direttore Antonio Devetag

«Mittelfest 2013 ha segnato un cambiamento sostanziale di ruolo e di vocazione – commenta il Direttore Antonio Devetag: gli obiettivi prefissati, e raggiunti in questa edizione, erano quelli di dare vita a un network internazionale, nazionale e regionale in cui il Festival di Cividale superasse la mera e pur prestigiosa funzione di “finestra” aperta sulla Nuova Europa per assumere a pieno titolo il ruolo di snodo culturale e di interscambio concreto tra il centro Europa, Italia ed Europa dell’ovest». «Un lavoro certosino per un’apertura di rapporti a tutto campo, con Budapest, Zagabria e Lubiana che ha consentito di preparare per tempo quella “piattaforma diplomatica” alla quale la regia della Regione Friuli Venezia Giulia, e in particolare della presidente Debora Seracchiani e dell’Assessore regionale alla cultura Gianni Torrenti, ha permesso a Mittelfest, e a Cividale di diventare per un giorno punto centrale dell’interscambio culturale tra Italia ed Est Europa con la prestigiose presenze del Presidente della Repubblica di Slovenia Borut Pahor e del Ministro italiano ai Beni culturali Massimo Bray».
«L’ufficializzazione in un protocollo d’intesa del rapporto ormai consolidato con il Festival dei due Mondi di Spoleto va in questa direzione: ciò significa assegnare a Mittelfest il ruolo privilegiato per portare al pubblico italiano i migliori spettacoli ed eventi culturali di territori e nazioni estremamente creative e dinamiche ma certamente poco conosciute. L’interesse del direttore spoletino Giorgio Ferrara è stato forte e concreto individuando già alcuni spettacoli ungheresi che il prossimo anno saranno di scena nel Festival umbro».
Questo cambio di passo perseguito dal Direttore, in accordo con il Consiglio di indirizzo del festival, è stato accompagnato dalle tante e fortunate produzioni e coproduzioni messe in atto quest’anno. «Il focus sulla Croazia, ampio e interessante, si è concretizzato soprattutto nella collaborazione messa in scena, in prima mondiale, di “Michelangelo” di Tomaz Pandur; si è, inoltre, sviluppato con quell’operazione di assoluto interesse che è stata “Vivo e Coscienza”, unica coreografia firmata da Pasolini e messa in scena, sempre in prima assoluta, in collaborazione con la scuola Paolo Grassi di Milano. “Una giovinezza enormemente giovane”, altra prima mondiale, coproduzione tra il Teatro Stabile del FVG e Mittelfest si è rivelata una delle scommesse più riuscite, sia per la superba interpretazione di Roberto Herlitzka sia per l’ottima regia di Antonio Calenda su un testo straordinario di Gianni Borgna, che con ogni probabilità, grazie alla presenza di alti funzionari del ministero ungherese della cultura approderà con ogni probabilità nei teatri di Budapest». «Microcosmi, prova di grande difficoltà tecnica ci ha permesso di portare con un esperimento di teatro en plen air due protagonisti della cultura mitteleuropea, Claudio Magris e Giorgio Pressburger. Le perfomance croate e ungheresi – questa ultime particolarmente legate alla magnifica tradizione magiara – sono state numerose e interessanti; la serie degli incontri in Santa Maria dei Battuti, in collaborazione con l’Università di Udine e in particolare con Luigi Reitani, hanno portato al pubblico aspetti poco conosciuti ma senz’altro affascinanti di poeti e autori mitteleuropei». «Ci sarebbe poi da aprire un capitolo a parte sulle numerose produzioni, ospitalità e coproduzioni che hanno interessato la nostra regione: dal raffinato Emigrants del teatro Nazionale di Bordeaux; la riscoperta di antichi brani di autori friulani andati in scena con ottimo successo nella basilica di Aquileia; Strolic che ha portato alla riscoperta della poesia di una grande friulano Pietro Zorutti, messo in musica dal “nostro” maestro Walter Sivilotti, compositore e direttore d’orchestra, e recitato dal grande Omero Antonutti. Le belle prove di Glauco Venier e quella interessante e discussa di Marco Maria Tosolini in Salomè Renaissance, completano un primo quadro». «Un primo quadro – conclude Devetag – cui vanno aggiunti l’eccezionale apporto dei conservatori Tomadini e Tartini, con ben dieci spettacoli, di grande qualità, graditissimi dal pubblico, che hanno permesso di animare Cividale trasformandola in una movimentata città armonica, e la imperdibile serie di tre capolavori del cinema muto Metropolis, Berlin e il magnifico Tempi Moderni che ha infiammato il finale del festival in piazza Duomo, grazie alla perfetta esecuzione delle musiche originali di Charlie Chaplin».

Complessivamente più di 50 spettacoli da una decina di paesi del Centroeuropa, tra prosa, musica, danza, incursioni nel cinema e dibattiti hanno animato Mittelfest nella sua 22.ma edizione con sei percorsi che hanno guidato il pubblico nei nove giorni Festival .
Un’edizione ricca di appuntamenti che ha avuto come obiettivo principale – come ribadito dal Direttore Devetag – di rilanciare il valore internazionale di un appuntamento unico nel panorama culturale italiano per la sua funzione di ponte, culturale e istituzionale verso i Paesi del centroeuropa. In un momento in cui i tagli alla cultura hanno ridotto sensibilmente (il 20 per cento) il budget totale, sono state fondamentali le sinergie instaurate a livello regionale, nazionale e internazionale per offrire al pubblico l’occasione di spettacoli in anteprima mondiale e nazionale e svariate coproduzioni che toccheranno nella prossima Stagione numerose città italiane ed estere. Il festival è stato ridimensionato rispetto allo scorso anno con circa 10 spettacoli in meno: una riduzione che non ha però diminuito le occasioni per il pubblico, grazie anche alla collaborazione con i Conservatori regionali che hanno consentito un’animazione musicale di altissimo livello in oltre 10 appuntamenti ad ingresso libero disseminati in città: qualche spettacolo in meno a pagamento non ha, quindi, impedito di mantenere alto il profilo innovativo delle scelte culturali.
A sottolineare l’importanza delle sinergie avviate in regione (con altri teatri ed enti produttivi i già citati Conservatori e i principali festival culturali) anche le numerose piazze del territorio toccate dal festival: se Cividale rimane la città-festival per eccellenza, cuore pulsante e palcoscenico privilegiato, il festival della Mitteleuropa quest’anno ha fatto riecheggiare la sua eco in località che non erano mai state raggiunte da un evento targato Mittelfest, come Trieste, Cervignano, Comeglians e Còrmons e rinnovato la collaborazione con luoghi già ‘collaudati, come Udine, Gorizia, Palmanova e Aquileia. Ma tra le collaborazioni, di particolare spicco anche il protocollo d’intesa firmato con il Festival dei 2mondi di Spoleto che va ad arricchire ulteriormente le co-produzioni tra festival.

Il pubblico ha accolto molto positivamente le proposte di quest’anno aumentando il numero degli abbonati e consolidando l’affluenza agli spettacoli in programma, agli incontri e agli eventi collegati al cartellone principale del festival, con una partecipazione di oltre 10mila spettatori, e una occupazione posti che si assesta intorno all’80 per cento, superando le aspettative vista la riduzione degli spettacoli in calendario. Davvero degna di nota l’attenzione ricevuta da Mittelfest sul web, tanto rispetto al sito che ai social network, che ormai rappresentano una delle fonti privilegiate di informazione. Oltre 45mila i contatti sul sito e 25 mila su Facebook , a questo si aggiunge il dato sui Paesi di provenienza dei visitatori: il sito di Mittelfest ha registrato accessi da 80 Paesi diversi, e almeno 20 di questi con numeri che superano le svariate centinaia (i più attivi sono, in ordine di accesso, Italia, Slovenia, Croazia, Stati Uniti, Ungheria, Austria, Germania, Francia, Svizzera, Rep. Ceca, Inghilterra, Spagna).

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