Mobilità elettrica, il Friuli all’avanguardia in Italia

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La nostra regione è una delle più attente alle tematiche della mobilità sostenibile, e gli ultimi interventi regionali per favorire i mezzi elettrici potrebbero offrire nuovi stimoli al mercato. Intanto, però, la situazione in Italia continua a non essere altrettanto dinamica.

Eppur si muove, possiamo dire parafrasando Galilei. Parliamo del mercato delle auto elettriche in Italia, che nel corso del 2017 ha avuto qualche piccolo “sussulto”, che lascia almeno spazio alla speranza di una nuova attenzione da parte degli automobilisti verso la mobilità sostenibile. Secondo i dati ufficiali dell’Unrae, l’Unione Nazionale Rappresentanti Veicoli Esteri, le immatricolazioni di vetture elettriche hanno raggiunto la quota di duemila unità in tutto l’anno.

Cresce l’attenzione per le auto ecologiche

Certo, siamo ancora allo 0,1 per cento rispetto alla “torta” complessiva delle auto immatricolate in Italia negli ultimi dodici mesi, ma qualcosa, come dicevamo, si sta muovendo: a fine 2016 erano stati venduti solo di 1.403 veicoli “green”, mentre invece i mezzi diesel continuano a essere i protagonisti delle vendite in tutto lo Stivale. Ma qualcosa sta cambiando, sia perché le case costruttrici stanno puntando molto sulle motorizzazioni innovative e a emissioni ridotte, come si può vedere sul portale www.infomotori.com che dedica una sezione alle ultime novità del mercato, sia perché alcune regioni, come il nostro Friuli, stanno dando una scossa.

I piani della Regione Friuli

Soltanto nelle ultime settimane, come abbiamo raccontato dal nostro sito, l’ente regionale ha avviato una serie di differenti interventi con l’obiettivo di sensibilizzare gli automobilisti verso una mobilità sostenibile: dapprima c’è stato il progetto NeMo (per la sostituzione del parco auto della pubblica amministrazione), poi il Piano regionale per la mobilità elettrica (che punta anche a realizzare una rete infrastrutturale per la ricarica delle batterie) e infine gli incentivi destinati ai privati che intendono abbracciare le nuove tecnologie green.

Incentivi per la rottamazione delle auto inquinanti

Per quanto riguarda quest’ultimo punto, è l’assessore regionale all’Ambiente Sara Vito a spiegare che la Giunta ha previsto nell’ultima Legge di Stabilità un “contributo da 1,4 milioni di euro per promuovere la mobilità sostenibile e promuovere la rottamazione di 119mila veicoli a benzina (euro 0 e euro 1) e 78mila a diesel (da euro 0 a euro 3) ritenuti inquinanti e l’acquisto di mezzi green, ponendo un’attenzione particolare alle famiglie con redditi più bassi”. Secondo le intenzioni, questo provvedimento ha come obiettivo l’eliminazione di “circa 200 mila vetture inquinanti, quasi un quarto del circolante nella Regione. Circolante che, tra l’altro, dalle nostre parti è quasi tutto a benzina e gasolio grazie agli sconti sui carburanti tradizionali di cui godono da anni i nostri cittadini e alla possibilità di fare il pieno a prezzo ridotto, soprattutto per il diesel, appena passata la frontiera”, conclude l’esponente della Giunta Serracchiani.

Entro il 2020 una rete di colonnine elettriche capillare

Più in generale, il Friuli sta provando a emergere nel panorama italiano come una delle aree più attente alla mobilità sostenibile, sulla base della convinzione che il passaggio all’elettrico possa dare veramente una svolta a un sistema di trasporto che, come confermato da studi e ricerche, non è più “sopportabile” in termini di impatto sull’ambiente e, di conseguenza, sulla salute dei cittadini. Importante, in questo senso, l’azione per sostenere la “svolta elettrica“, che la Regione promuove concentrandosi anche nella realizzazione di una adeguata rete di ricarica per i veicoli a batteria, per arrivare già entro il 2020 a offrire agli automobilisti una rete di colonnine che possano garantire il rifornimento sia su distanze brevi, per gli spostamenti quotidiani, che sui percorsi medio-lunghi, sulle principali strade regionali.

 

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