Morto lo storico d’arte Philippe Daverio. Era atteso a Pordenone il 20 settembre

E’ morto nella notte a Milano lo storico dell’arte Philippe Daverio. Lo ha reso noto la regista e direttrice del Franco Parenti Andree Ruth Shammah.

Docente e saggista, ex assessore alla Cultura del Comune di Milano, aveva 71 anni. “Mi ha scritto suo fratello stamattina per dirmi che Philippe è mancato stanotte” ha detto Shammah.

“Amico mio ….il tuo silenzio per sempre è un urlo lancinante stamattina” ha scritto Shammah su Instagram. Ha commentato Emanuele Fiano del Pd: “Andree Ruth #Shammah ci da purtroppo notizia della scomparsa di Philippe #Daverio uomo di grande cultura, simpatia e umanità. Una grande perdita per #Milano e per tutti. Sono molto addolorato per la sua scomparsa. Sia lieve a lui la terra”.

“Una gravissima perdita – ha aggiunto il presidente dell’Anpi provinciale di Milano Roberto Cenati – per il Paese, per Milano, per la cultura, per tutti noi”.

“Intellettuale di straordinaria umanità – così il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini -, un capace divulgatore della cultura, uno storico dell’arte sensibile e raffinato. Con sagacia e passione, ha accompagnato le italiane e gli italiani nell’affascinante scoperta delle architetture, dei paesaggi, dell’espressione creativa, degli artisti, delle fonti del nostro patrimonio culturale. Tutto questo era Philippe Daverio, un uomo di cui ho sempre apprezzato la grande intelligenza e lo spirito critico e che già manca a tutti noi”.

“Con Philippe Daverio scompare uno dei grandi protagonisti della vita culturale di Milano degli ultimi decenni”. Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha ricordato sulla sua pagina Facebook lo storico dell’arte. “Daverio è stato un innamorato di Milano cui ha sempre dato la forza della sua originalità e della sua competenza, dal Comune alla Scala fino al Museo del Duomo e a Brera. L’ho visto all’opera in tanti frangenti, non sempre ho condiviso le sue posizioni, ma mi ha sempre colpito la sua libertà di pensiero. – ha aggiunto – Soprattutto Milano e l’Italia devono allo spirito internazionale e alla capacità comunicativa di Philippe la sua lotta in difesa del bello e dell’arte del nostro paese di cui fu un instancabile e geniale divulgatore. Grazie, Philippe, and ‘save Italy'”.

«Philippe Daverio era un uomo intelligentissimo, di vasta e erudita cultura, e un divulgatore di rara capacità comunicativa»: questo il ricordo, nella mattinata in cui è stata resa nota la scomparsa del grande critico d’arte, dei curatori di pordenonelegge Gian Mario Villalta, Alberto Garlini e Valentina Gasparet. A pordenonelegge Philippe Daverio era atteso per la 21^ edizione ai nastri di partenza: domenica 20 settembre avrebbe dovuto conversare dei temi legati al suo ultimo saggio, “La mia Europa a piccoli passi”.

«Ricordiamo soprattutto un uomo che si divertiva in quello che faceva – scrivono ancora i curatori di pordenonelegge – e che riusciva a illuminare qualunque momento con il dono della battuta arguta e della provocazione intelligente. Passare qualche minuto con lui era come correre sull’ottovolante: tra citazioni raffinate, vivaci analisi della contemporaneità e la sensazione di un’umanità ricca e sagace. Ci mancherà moltissimo».

A Pordenonelegge Philippe Daverio era stato ospite nel 2012 in dialogo con Dominique Aris, per un incontro dedicato alle “Architetture della cultura”, e sempre per un progetto di Fondazione Pordenonelegge era stato protagonista, nel 2019, di un dialogo con lo scrittore Gian Mario Villalta dedicato al racconto del paesaggio del Conegliano Valdobbiadene.

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