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Brutta nottata quella tra venerdì e sabato per diverse famiglie residenti in via Selvotta a Muzzana del Turgnano. Famiglie che, impotenti, hanno visto tracimare il canale che scorre parallelo alla strada regionale 353 prima e statale 14 poi, la cui acqua ha invaso orti e giardini ed anche qualche scantinato. Attimi di paura, quelli vissuti dai muzzanesi, che hanno da principio temuto il peggio, poi accolto il tempestivo e provvidenziale intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Cervignano e dei volontari
della locale Protezione civile coordinati dal responsabile, Aldo Bertelli. All’ opera anche il personale del Consorzio di bonifica della Bassa friulana. Nel giro di due ore, a cominciare dalle 21 circa, l’acqua ha superato le barriere costituite da argini e muretti, salendo verso le abitazioni in forma di ondata, entrando da porte e finestre di seminterrati. In qualche caso la zona, che si
trova leggermente avvallata rispetto al resto del paese, è rimasta anche al buio. La pioggia incessante di questi giorni ha ingrossato tutti i corsi d’ acqua che scorrono nella Bassa friulana, ma è parso chiaro fin da subito che il fenomeno fosse causato da circostanze eccezionali: un chilometro a nord dell’ abitato interessato dall’inondazione , infatti, la Levada grande, questo è il
nome del roggia, è oggetto di lavori pubblici da parte della ditta Campanotto, incaricata dal Comune di eseguire la realizzazione di un incrocio sulla Udine- Muzzana che si immetta nella zona industriale. Sotto accusa è il cantiere. “Di fronte ad una precipitazione abbondante ma non esagerata, che non ha comportato per i corsi d’acqua innalzamenti superiori alla norma – afferma il sindaco di Muzzana, Vittorino Gallo -, si è verificato purtroppo un accumulo d’acqua a causa dei lavori in corso, causando una portata abnorme della Levada grande in prossimità dell’entrata di Muzzana. La zona rappresenta un collo di bottiglia che non ha retto all’ondata di piena arrivata verso l’una e ritiratasi intorno alle 4 di notte. Stamattina (ieri per chi legge, ndr) in corrispondenza del manufatto realizzato, l’impresa ha provveduto a mettere una paratoia che regolerà il deflusso, riportando la situazione alla normalità”. Intanto i volontari della protezione civile hanno arginato il pericolo di ulteriori danni
alle abitazioni disponendo dei sacchi di sabbia nelle aree più vulnerabili. Le famiglie si preparano a chiedere il risarcimento dei danni.






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