Napoli-Udinese: lasciapassare per i sogni

udinese_napoli-7Ci sono dei giorni in cui uno deve prendere coscienza del passato e del futuro. Così fu quando nella scorsa primavera l’Udinese di Guidolin, reduce dalla sconfitta casalinga con la Roma (con un arbitro ampiamente collaborativo),  si trovò ad affrontare il Napoli priva di Sanchez e Di Natale. Sembrava l’inizio della parabola discendente dell’arcobaleno bianconero. Invece la svolta. Inler e Denis regalarono i 3 punti all’Udinese e tolsero definitivamente ai partenopei la possibilità di lottare per lo scudetto. Cosa potrebbe significare una vittoria stasera? Niente, direbbe Guidolin, e ha ragione. Ma sarebbe un salto mentale in un altra dimensione. L’Udinese comincerebbe a fare paura. Non per lo scudetto magari, ma uno dei tre posti in Champions League?

Oggi, con l’Udinese in prima posizione e un Napoli che scricchiola schiacciato dal peso fisico e mentale della Champions League le due squadre si ritrovano. Sbagliato pensare che sia solo il big match di questo mercoledì sera Napoli-Udinese rappresenta molto di più. Innanzitutto per le due tifoserie divise da una fortissima rivalità che trascende l’ambito calcistico e affonda le sue radici in un terreno fatto di pregiudizi da una parte e di scherno dall’altra. D’altra parte esistono forse due popoli più lontani di quello napoletano, fracassone e bonario, e quello friulano, pessimista e taffazziano?

Esistono due allenatori più lontani fra di loro di quanto non lo siano Guidolin, pacato, riflessivo, e Mazzarri, re dei piangina d’Italia? Due ottimi allenatori, gli ultimi due che giocano con una difesa a tre in un campionato appiattito da anni sulla linea a 4 ma diversi in tutto.

Come sei mesi fa l’Udinese si presenta al via senza due pedine fondamentali: Di Natale e Isla tenuti a riposo , ufficialmente, per dei sopravvenuti problemi fisici. Non che dubitiamo delle parole della società bianconera ma se Totò domenica ha giocato fino alla fine evidentemente era già stato deciso che il bomber di origini partenopee non avrebbe preso parte alla sfida al San Paolo. Isla domenica è stato proabilmente il peggiore dei tre centrocampisti centrali e viene da chiedersi se un turno di riposo non gli sia davvero necessario visto che lui (e Armero) devono sciropparsi anche i voli intercontinentali quando ci sono i mercoledì dedicati alle nazionali. Due assenze pesanti dunque. E’ l’ennesima ultima occasione per Floro che questa sera deve dimostrare di essere defintivamente diventato il giocatore che tutti auspicano da anni. La grande vetrina stasera sarà per lui. Guidolin proverà a sfruttare le sue doti in velocità esaltate in occaiosne del secondo gol contro l’Atletico Madrid allestendo una squadra probabilmente diversa da quella vista finora. Dato per assodato che se mai c’è da fare turnover non sarà stasera che la difesa friulana si vedrà privata di uno fra Benatia (voci insistenti di una sua partenza proprio verso Napoli la prossima stafione) Danilo e Domizzi. Grande rebus a centrocampo con Pinzi sicuramente in luogo di quello che fu il posto di Inler, assistito a sinistra da Asamoah e Armero. Qualche dubbio in più sul centrocampo di destra. Dato per scontato l’utilizzo di Badu al posto di Isla rimangono delle perplessità sul recupero di Basta, tenuto fuori rosa domenica (sempre che fosse una necessità e non una scelta) per un problema all’adduttore, che è stato convocato e che tutit si augurnao di vedere in campo. Alternative? Probabilmente Ferronetti che però sarebbe in grado di sostenere due partite di fila?

Capitolo attacco: Floro davanti è una certezza, qualche incognita potrebbe aprirsi sulla trequarti dove Torje nelle ultime partite ha steccato mentre Fabbrini, a cui di solito sono delegati gli incontri infrasettimanali europei, ha ben impressionato nelle ultime uscite e potrebbe meritarsi una chance da titolare.

Il Napoli sembra annunciato con Dzemaili in luogo di Gargano. Il centrocampo svizzero del Napoli perde tantissimo in dinamicità e guadagna in geometria e il recupero di cavani permette a Mazzarri di schierare la miglior formazione possibile conl’unico dubbio fra Aronica e Fideleff.

La difesa friulana dovrà cercare di evitare pericolosi attacchi centrali giocando sulla palla coperta di Lavezzi e Hamsik che una volta fronte alla porta potrebbero essere devastanti anche di fronte alla pur ottima difesa friulana. Per tagliare gli altri rifornimenti a Cavani, a digiuno dal gol da un po’ troppo tempo parlando in termini statistici, sarà fondamentale tamponare le fasce. Basta se la vedrà con un Dossena piuttosto in forma mentre dall’altra parte Armero dovrà contenere Maggio, già  indicato l’anno scorso come mismatch decisivo dell’incontro. Quindi al solito il centrocampo a 5 dell’Udinese permetterà un pressing con diagonali dei dentrali a dare una mano in fascia o centralmente dove Pinzi dovrà dividersi fra difesa a e centrocampo. L’Udinese di solito agisce in un pressing intorno alla metà campo in modo da rubare palla all’avversario nel momento in cui non ha tantissimi uomini dietro la linea della palla. Il compitò sarà dunque delegato alle due mezzali, al trequartista e a Floro Flores. che si dovranno concentrare sul tecnico ma pachidermico Dzemaili. Arma decisiva per l’Udinese potrebbero essere i lanci lunghi di Danilo, soluzione cui Guidolin pare aver deciso di affidarsi di tanto in tanto calpestando il suo DNA di triangoli e palla terra, che contro il Novara hanno permesso di sorprendere la difesa avversaria.

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