Nasce Play Uniud, condividere la conoscenza e continuare a costruire insieme il futuro

Seguire online seminari, convegni, webinar. Virtualmente, incontrare i docenti e frequentare le aule. Immergersi, insomma, nella “biodiversità della conoscenza” dell’Università di Udine. Chiunque da oggi lo potrà fare attraverso “Play Uniud” (www.uniud.it/playuniud), il nuovo canale YouTube gestito dall’Università di Udine che vuole diventare un luogo reale, sociale e pubblico per portare formazione e informazione e condividere con il territorio la scienza e l’esperienza dell’ateneo friulano.

«L’Università – dice il rettore Roberto Pinton – è la nostra “fabbrica della conoscenza” e, pur a porte chiuse in questo momento di emergenza, ha continuato a lavorare, insegnare, fare ricerca a mente aperta, grazie alle nuove tecnologie e alla comunità accademica che con generosità e coraggio si è messa in gioco».

«Tutto quello che ci sta capitando – sottolinea Marina Brollo, delegata al trasferimento della conoscenza e ideatrice del progetto – ha reso evidente, a chiunque, quale centralità abbia la scienza. Per questo ora, più che mai, occorre diffonderla con accesso libero e aperto. Così, nei laboratori, nelle officine del sapere, stiamo sperimentando modi differenti per restare connessi, a tu per tu, con la comunità di riferimento e con la società tutta».

Gli obiettivi di “Play Uniud” sono fondamentalmente tre. «L’avvio – spiega Brollo – di una esperienza di condivisione scientifica; la leggerezza del divertimento, ma in stretta connessione con le attività di ricerca e didattica; l’impegno, pubblico e sociale dell’ateneo friulano nel formare cittadini responsabili. Il nuovo canale YouTube farà scorrere la cultura e il sapere, per mettere in comunicazione, a seconda dei temi, tanti mondi: l’ateneo, gli studenti, le famiglie, le istituzioni, il mondo produttivo, il territorio».

In particolare, Play Uniud si svilupperà in due fasi. La prima con una sezione di tre percorsi di divulgazione della conoscenza già realizzati dall’Ateneo: i cicli di conferenze di “Aperture”; i seminari del “Cantiere Friuli”; gli incontri di “Tajus, aperitivi con il giurista”. Seguirà, in seconda fase, la condivisione di altre serie prodotte dall’Ateneo e dai suoi otto Dipartimenti, con una varietà di interventi sintonizzati sull’attualità, in particolare dell’emergenza e delle sfide post-coronavirus.

«Con uno stile vivace, immediato e inclusivo – dice Marina Brollo – desideriamo offrire a tutti eventi culturali e scientifici, informazioni, idee per riflettere. L’obiettivo sociale è quello di distribuire pillole di conoscenza, speranza e di fiducia per esistere e resistere nel futuro prossimo venturo. Lontani, ma non distanti, restiamo connessi, con tre consapevolezze: che l’epidemia ci disorienta e trasformerà in modo radicale le relazioni sociali, l’organizzazione del lavoro, le filiere economiche, le abitudini, il tempo delle nostre vite; che l’università è al centro del cambiamento, con la responsabilità di disegnare il futuro con un ruolo strategico di “pensare insieme” il futuro che vogliamo, è il lievito della torta dell’innovazione scientifica e culturale. Infine, che il futuro cambiamento affonda le radici nella memoria del passato, vuoi per cambiarlo, vuoi per coltivarlo».

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