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Obiettivo Friuli: Dieci proposte alla Regione Fvg per rilanciare il Friuli

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Un documento in dieci punti indirizzato al presidente della Regione Fvg Renzo Tondo nel quale si rivendica una maggiore attenzione nei confronti della provincia di Udine (cuore economico del Fvg) e in particolare del settore manifatturiero, quale principale motore di sviluppo del suo territorio ma anche dell’intero Friuli Venezia Giulia. Lo hanno sottoscritto oggi – mercoledì 1 dicembre – a palazzo Belgrado i componenti del Comitato provinciale per l’Economia e il lavoro di Udine. Presieduto dal presidente della Provincia di Udine, on. Pietro Fontanini oggi affiancato dagli assessori Franco Mattiussi (attività produttive) e Daniele Macorig (lavoro e agricoltura), l’organo è stato istituto nel 2008 e include le parti sociali territoriali (Provincia e Cciaa di Udine, Confindustria, Api, Confartigianato, Cna, Confcommercio, Unione Agricoltori, Cia, Coldiretti, Associazione cooperative friulane, LegaCoop Fvg, Cgil, Uil, Cisl Udine e Alto Friuli). «Il documento è frutto di una sintesi, di una condivisione e di una metodologia senza precedenti sul territorio regionale – è stato sottolineato durante l’incontro -; un lavoro dal quale emerge un forte senso di partecipazione e di impegno da parte dei rappresentanti del mondo economico e istituzionale friulano nell’individuare le strade per riprogrammare il futuro dell’economia friulana che rappresenta oltre il 50% del Pil regionale». «Attraverso questo atto – ha sottolineato il presidente Fontanini riepilogandone i tratti salienti – chiediamo alla Regione di dare maggiore centralità alla nostra provincia e in particolare al settore manifatturiero, l’unico comparto che può davvero rilanciare l’economia locale sfruttando, nelle dinamiche dell’export (che nel primo trimestre del 2010 ha fatto segnare per la provincia di Udine un -11,9%), il favorevole rapporto di cambio euro-dollaro». Determinante per il futuro economico sarà il ruolo di Friulia, la finanziaria regionale «che deve sfruttare il prossimo rinnovo della dirigenza – ha evidenziato il presidente Fontanini – per tornare ad essere fonte di finanziamenti, di aiuti alle imprese per superare i momenti difficili. Pensiamo al suo ruolo quale società d’investimento, a un’agenzia di sviluppo che aiuti il sistema economico, comprese le realtà piccole con interessanti potenzialità di sviluppo». «Alle Province – ha aggiunto – va affidata la competenza in materia di formazione professionale che va ad aggiungersi alle funzioni positivamente svolte in materia di lavoro e occupazione».
Dieci le proposte avanzate dal Comitato a partire dall’invito al Governo regionale di porsi ancora di più al fianco delle imprese con idee nuove e provvedimenti di medio e lungo periodo, con un apparato pubblico moderno ed efficiente, sburocratizzando i procedimenti, «vero tasto dolente per l’imprese» ha rimarcato con vigore Carlo Faleschini (presidente Confartigianato Ud) nel ricordare che proprio l’eccesso di regolamenti compromette l’esistenza stessa delle aziende oltre a disincentivare i giovani a intraprendere questo percorso. Viene richiesta anche una modernizzazione complessiva della pubblica amministrazione con una maggiore chiarezza sulle competenze istituzionali nonché una semplificazione dell’apparato amministrativo per liberare risorse da investire in nuove attività. Sul fronte della ricerca e dell’innovazione così come sulle infrastrutture, si propongono nuovi patti territoriali: nel primo caso tra istituzioni, mondo scientifico e imprese nel secondo caso tra la Regione Fvg e le quattro province. E’ indispensabile stimolare l’aggregazione tra le imprese rilanciando i distretti e i consorzi industriali, e l’internazionalizzazione del business, favorire l’accesso al credito alle Pmi con l’utilizzo di garanzie private e incentivi pubblici. In quest’ambito, la Regione deve sostenere i processi di capitalizzazione delle Pmi attraverso l’azione di Mediocredito e dei Consorzi Fidi. Per lo sviluppo territoriale della Provincia di Udine, infine, è necessario un accordo quadro e un programma di defiscalizzazione per l’intera area della montagna friulana e per le zone industriali.

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