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OGM: Consiglio di Stato respinge ricorso di Giorgio Fidenato

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Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso dell’imprenditore agricolo Giorgio Fidenato che aveva impugnato il decreto del Governo che vieta la coltura del mais geneticamente modificato in Italia.
“Non nutrivo grandi speranze nel Consiglio di Stato, come del resto in ogni situazione in cui ad esprimersi è un Tribunale italiano, visto che siamo il Paese della disapplicazione dei trattati europei”. Lo ha affermato l’agricoltore Giorgio Fidenato, commentando il rigetto del proprio ricorso nella discussa vertenza sull’utilizzo di sementi Ogm. “Come sempre ho fatto in passato – ha aggiunto il leader di Agricoltori Federati -, mi rivolgerò alla Corte di Giustizia Europea, l’unica che ha riconosciuto la bontà delle nostre istanze e del nostro operato”. “Questa sentenza – ha concluso il paladino delle battaglie pro Ogm – mi fa riflettere ancora una volta su un’altra delle circostanze tutte italiane: i giudici, a prescindere dal caso specifico e odierno, non pagano mai per eventuali errori. Probabilmente, se fosse introdotta una norma ad hoc, pronunciamenti che vanno in netto contrasto con la legge comunitaria, che è sovrana in questa materia, sarebbero meno frequenti”.

“La sentenza conferma che la Regione Friuli Venezia Giulia ha agito bene, quando per prima e da sola ha dovuto far fronte alle semine di mais transgenico”. Lo ha affermato il vicepresidente della Regione e assessore all’Agricoltura Sergio Bolzonello, commentando la decisione del Consiglio di Stato che rigetta il ricorso contro il decreto che vieta la coltura del mais Mon 810 in Italia. “Non siamo mai stati mossi da pregiudizio ideologico – ha precisato Bolzonello – ma solo dalla convinzione che il nostro territorio non avrebbe potuto tollerare la coltivazione di Ogm senza intaccare l’autenticità e la tipicità dei prodotti locali, che sono una nostra grande ricchezza”. “Rileviamo con soddisfazione che il tempo e autorevoli istituzioni stanno dando ragione alla nostra scelta e confidiamo che alla fine anche la Commissione europea si pronuncerà in sintonia – ha concluso – con la nostra legislazione regionale e nazionale”.

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