OGM: Fidenato semina il suo campo a Vivaro “Seminiamo mais migliore di quello tradizionale”

Ieri, per la stampa, s’è trattato di una normale giornata di cronaca, nella quale un contadino cocciuto ha deciso di seminare del mais biotecnologico sul suo campo. Ieri, invece, s’è consumato un evento storico, soprattutto per il futuro della libertà. Un uomo libero, Giorgio Fidenato, insieme ad un piccolo Movimento e ad un’altrettanto piccola associazione di agricoltori ha mostrato a tutti che i diritti di proprietà non possono essere calpestati.

Alle 11 del mattino, davanti a circa duecento persone (forze dell’ordine comprese) ha iniziato a parlare Leonardo Facco: “Mentre venivo qui a Vivaro in auto stamattina, continuavo a chiedermi come fosse possibile che una persona – per ben tre anni –abbia dovuto subire quel che ha subito per fare una cosa che in mezzo mondo si fa, seminare del mais migliore rispetto a quello tradizionale. Mi son chiesto fino a che punto le ideologie riescano ad offuscare le menti e fino a che punto la storia debba continuamente ripetersi in modo errato. I malthusiani – ha spiegato Facco – sono duri a scomparire (un po’ come i luddisti), ma oggi noi non siamo qui per rivendicare null’altro che la vittoria della libertà sull’intolleranza”. Ancora Facco: “Non siamo qui per prenderci una rivincita nei confronti di chi continua a non pensarla come me e Giorgio, ma semmai siamo qui per invitare al dialogo e al ragionamento, dato che tutti hanno il diritto di esistere. Mentre i contrari al mais Ogm vorrebbero vederci soppressi, noi diciamo che tutte le coltivazioni – siano esse biologiche, biodinamiche, tradizionali o biotecnologiche devono coesistere”.

Al termine dell’introduzione di Facco, Fidenato è montato sul suo trattore ed ha iniziato a seminare il suo terreno. Venti minuti in tutto, davanti a ai giornalisti incuriositi, ma soprattutto ad un gruppo (capeggiato dal Movimento 5 Stelle, di cui era presente la consigliera regionale del Friuli) che ha POTUTO LIBERAMENTE E CIVILMENTE MANIFESTARE IL SUO DISSENSO, esponendo striscioni con sopra esposte le loro opinioni. Dice Facco:“La presenza di chi dissentiva, a cui non è stato torto un capello, è la dimostrazione di civiltà che il Movimento Libertario e Agricoltori Federati hanno dato a quelli che, viceversa, durante questi tre anni hanno malmenato Giorgio, distrutto la sua proprietà, devastato il suo ufficio. L’ho detto dall’inizio che potevano manifestare il loro dissenso, purché lo avessero fatto in modo civile”.

Al termine della semina, sul palco è salito Giorgio Fidenato, che ha ribadito: “Oggi abbiamo ristabilito la legalità, ma soprattutto abbiamo rimesso in ordine le cose, ricordando che nessuno, sia esso maggioranza o minoranza, può prevaricare i diritti di proprietà di un individuo. Oggi siamo qui per ribadire la vittoria del diritto sulla coercizione. Oggi siamo qui – ha ribadito – per mettere fine a tante bugie e sciocchezze raccontate in merito al mais biotecnologico. Ma io – ha continuato Fidenato – non sono vendicativo, non serbo rancori. Questo campo è da oggi a disposizione per essere studiato e analizzato. Sono pronto ad accordarmi con le istituzioni, con le scuole, con chiunque volesse seriamente approfondire l’argomento relativo alle biotecnologie. Anche io sono un ambientalista, anche io voglio vivere in un luogo salubre e migliore, per questa ragione ho portato avanti questa battaglia, per questa ragione – a differenza di quel che non vi dicono la Coldiretti e i suoi complici – grazie a questo mais si evita di spargere milioni di chili di pesticida nell’aria, si migliora la qualità del prodotto, si facilita il lavoro dell’agricoltore. E’ questo il futuro? Vedremo, sarà il mercato a decidere e scegliere se comprare questi prodotti. Non sarà certo la violenza invece, che molti chiamano democrazia ad imporre le sue insensate logiche stataliste”.

tratto da movimentolibertario

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