Ogm: Tar del Lazio, si può

ogmL’assenza dei piani regionali di coesistenza tra colture tradizionali e ogm non può essere un alibi che lo Stato usa per non decidere. Se le regioni non danno via libera agli ogm, tocca al ministero delle politiche agricole farlo al posto loro. Non solo. La tutela del principio di coesistenza non serve a giustificare il blocco delle sperimentazioni in campo aperto. È quanto dice una sentenza del Tar Lazio, che dà ragione alla multinazionale Monsanto, a cui nel gennaio 2006 era stata negata l’iscrizione nel registro varietale di alcuni ibridi di mais ogm e la messa a coltura di altri ibridi.

In relazione alla bocciatura da parte del TAR del Lazio del decreto ministeriale Zaia, che vietava la semina di prodotti OGM in Italia, Legambiente manifesta tutta la propria preoccupazione per gli effetti negativi che questo provvedimento produrrà all’agricoltura tipica nazionale e in particolare del Friuli Venezia Giulia. Si ricordi inoltre
che a dicembre è stata approvata dal Consiglio Regionale una legge che  vieta sul nostro territorio la semina e la produzione di materiali ogm.

Pertanto Legambiente invita la Regione a vigilare sulle attività degli  agricoltori che lo scorso anno si sono resi colpevoli di semina abusive, e invita all’applicazione della norma di legge recentemente approvata.

Legambiente invita il neo ministro Romano ad adottare un provvedimento analogo a quello emanato a suo tempo dal ministro Zaia, al fine di ripristinare il vuoto normativo anti OGM,  determinato dalla sentenza del TAR Lazio.

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