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Olimpiadi Venezia 2020: il masterplan: calcio in Friuli

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mappa_Venezia2020Venezia rilancia la sua candidatura a ospitare le olimpiadi del 2020. Il primo ostacolo per la città veneta sarà quello di superare la selezione italiana. Le altre candidature pesanti saranno quella di Tokyo, arrivata fra le quattro finaliste per le olimpiadi del 2016, e quella amerciana che con oogni probabilità si giocherà fra Detroit e Boston. Non è ancora ufficiale ma probabilmente anche Parigi ritenterà il colpaccio dopo la sconfitta sul filo di lana contro Londra

Le candidature asiatiche oltre a quella autorevolisisma di Tokyo, che ha così escluso Hiroshima-Nagasaki, sono quelle dei petroldollari di Doha e Dubai più le improbabili candiadtura coreana di Busan, quella azera di Baku e quella irachena di Baghdad.

Le candidature africane più autorevoli sono quelle sudafricane di Città del capo o Durban oltre alla marocchina Rabat; Nordamerica oltrea Boston o Detroit (l’America non organizza le olimpiadi da Atlanta ’96) segnala le candidature di Toronto.

IN Europa oltre alle candidature italiane si segnalano quelle di Budapest, Istanbul, due candidature portoghesi mentre Praga si è ritirata e Parigi rimane lì, in attesa di capire se tentare di nuovo la corsa alle olimpiadi

Venezia si candida ad ospitare i 32esimi giochi Olimpici e Paralimpici del 2020. Prima della fine dell’anno, il Comitato Venezia 2020 ha deciso di presentare il Masterplan del Progetto Olimpico: infrastrutture, strutture ricettive e posizionamento degli impianti sportivi sul territorio.
1. QUADRANTE OLIMPICO, AREA OLIMPICA, IMPIANTI
VENEZIA E IL NORDEST
Venezia è la città candidata a ospitare i Giochi e, quindi, il fulcro di tutto il Progetto Olimpico. Nella sua area metropolitana saranno presenti oltre il 60% delle strutture deputate a ospitare le gare, a partire dal Quadrante Olimpico di Tessera. Tradotto in cifre, questo significa che a Venezia si svolgeranno manifestazioni di 24 sport olimpici (10 nel solo Quadrante), per un totale di 230 eventi che si stima coinvolgeranno quasi 7.900 atleti.
Il progetto ideato dal Comitato Venezia 2020 si allarga, poi, a un’Area Olimpica “estesa” che includendo le Province di Treviso e Padova poggia su un bacino demografico di oltre un milione di persone: la cosiddetta Area Metropolitana veneta.
A Padova, ad esempio, sono previste 27 manifestazioni ospitate in 4 impianti, per un totale di più di 800 atleti. 4 impianti anche  Treviso, per un totale di 44 eventi organizzati nella Provincia che vedranno impegnati 1200 atleti. Il Torneo Olimpico di calcio consentirà di estendere l’impatto dei Giochi in un’area ancora più estesa, coinvolgendo altre città del
NordEst, così come l’ipotesi di portare le gare veliche a Trieste potrebbe essere valutata in seguito con attenzione in alternativa al
piano attuale
LA META’ DEGLI IMPIANTI È GIÀ ESISTENTE, UN TERZO SARÀ TEMPORANEO
Un dato assolutamente rilevante è che 13 dei 26 impianti previsti dal Master Plan (quindi il 50% esatto) è già esistente – in parte naturalmente da adattare alle esigenze dell’evento che si terrà tra 11 anni – e altri 6 impianti (pari al 23% del totale) sono già pianificati (citiamo per esempio il Velopark di Treviso, già per altro inserito in Finanziaria nel 2008).
Soltanto 7 impianti, quindi, devono essere costruiti ex novo in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici del 2020.
Altro elemento importante è la tipologia degli impianti previsti nel Master Plan: su 26, 17 sono permanenti e 9 sono temporanei. Si tratta, cioè, di strutture mobili concepite secondo i più moderni standard di sicurezza, che potranno essere smantellate e rimosse al termine delle manifestazioni. Una soluzione all’avanguardia, meno impattante sull’ambiente e che consente di ridurre al minimo le difficoltà che alcune città olimpiche hanno avuto per mantenere impianti enormi una volta terminato l’evento sportivo per cui
erano stati costruiti.
IL QUADRANTE OLIMPICO
Fulcro del Master Plan sarà il cosiddetto “Quadrante Olimpico”, previsto nell’area di Tessera, alle porte della città di Venezia e sullo snodo di tutte le infrastrutture viarie (di terra, aria e mare) più importanti. Nel Quadrante Olimpico sono collocati il Villaggio Olimpico con gli alloggi degli atleti e delle delegazioni e diverse strutture in grado di ospitare eventi, tra cui l’Olympic Cube 1 e 2 (due arene indoor temporanee), il Media Center e l’International Broadcasting Center, l’Aquacenter e lo Stadio Olimpico.
Nel Quadrante Olimpico saranno ospitati 171 eventi di 10 diversi Sport Olimpici (a Londra 2012 saranno 7 gli Sport ospitati nell’Olympic Park) che vedranno coinvolti 5.200 atleti, circa la metà dell’intero numero dei protagonisti del grande evento olimpico.
Si tratta di un progetto straordinario di qualificazione di un’area potenzialmente strategica, che prevede sia strutture non permanenti (gli Olympic Cubes) che permanenti (Villaggio Olimpico, Aquacenter, Stadio). Per le strutture permanenti è già previsto un utilizzo post olimpico.
Lo Stadio Olimpico, ad esempio, sarà costituito in parte da strutture mobili, tanto che da 80.000 posti verrà ridotto a 25.000 al termine dei Giochi. L’Aquacenter, concepito e costruito secondo i più moderni standard, sarà destinato a diventare un impianto pubblico/federale in grado, potenzialmente, di ospitare i Campionati Mondiali di Nuoto nel 2019, 2021 o 2023.
Il Villaggio Olimpico e i due centri destinati a tv e media – che verranno realizzati secondo un sapiente mix di strutture temporanee e permanenti – potranno eventualmente diventare spazi a destinazione direzionale, commerciale o espositiva.
2. INFRASTRUTTURE PER LA MOBILITA’ E L’OSPITALITA’
VENEZIA AL CENTRO DELLA NUOVA EUROPA
Venezia si trova nel cuore della “nuova Europa”, cioè l’attuale Unione Europea composta da 27 membri. La città, infatti, sorge in prossimità del punto di confluenza tra il Corridoio 5 (Lisbona-Kiev), che taglia l’Europa da est a ovest, e il Corridoio 1 (Berlino – Palermo), che congiunge Nord e Sud del continente. La città è raggiungibile in giornata (andata e ritorno) da un bacino di oltre 25 milioni di persone (Nord Italia, parte del Centro Italia, Slovenia, Austria, Sud della Germania).
Grazie alle strutture aeroportuali, Venezia è raggiungibile da tutte le principali città europee in meno di due ore. Il sistema aeroportuale di Venezia, infatti ha una capacità di oltre 15 milioni di passeggeri/anno, quasi il doppio, ad esempio, di quella di Rio de Janeiro, scelta per ospitare i Giochi del 2016. Oltre allo scalo Marco Polo di Venezia, il sistema aeroportuale interessato dall’eventuale organizzazione dei Giochi Olimpici del 2020 prevedrà il coinvolgimento anche degli aeroporti veneti: Canova (Treviso), Catullo (Verona), e dell’aeroporto friulano di Ronchi dei Legionari (Trieste), ormai parte integrante dello scalo veneziano, come dimostra la recente “alleanza” tra le due Società di gestione.
Da oggi al 2020, l’area di Venezia sarà interessata dalla costruzione di importanti infrastrutture viarie – pianificate indipendentemente dall’organizzazione dei Giochi – che renderanno il raggiungimento dell’Area Olimpica e lo spostamento all’interno della stessa molto più agevole. Il cosiddetto “Passante di Mestre” ha già snellito la circolazione in uno dei nodi focali
della viabilità della Regione Veneto. Entro il 2020 sono previste ulteriori, importanti migliorie quali: nuova stazione TAV interconnessa con il gate aeroportuale, ammodernamento di diversi tratti autostradali, rafforzamento della rete trasportistica via mare.
RICETTIVITA’ SUPERIORE ALLE RICHIESTE DEL C.I.O.
Per poter ospitare i Giochi, il CIO richiede la disponibilità di 29.000 stanze in hotel 3-5 stelle in un raggio di 50 chilometri dal “Game
Center” e altre 11.000 devono costituire una “riserva precauzionale”. Venezia, cuore della prima Regione turistica d’Italia, supera ampiamente questo requisito. Nell’Area Olimpica sono, infatti, presenti 44.170 stanze. Di queste, oltre 41.000 sono in Provincia di Venezia e 2.500 a Padova città. Oltre 720mila sono, infine, i posti letto OGGI disponibili sul territorio di tutto il Veneto.

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