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Omicidio di Udine: per le ragazze accusa di omicidio preterintenzionale. Il movente? I soldi

Nel disporre la custodia in comunita’ protette, il Gip Laura Raddino ha ritenuto plausibile il pericolo di fuga delle due ragazzine arrestate per l’uccisione di Mirco Sacher. ”Sebbene esse si siano presentate spontaneamente ai carabinieri a riferire il fatto – afferma l’ordinanza di convalida – cio’ risulta essere avvenuto solo dopo un allontanamento articolato e durato dalle ore 15 circa fino a notte inoltrata, in cui entrambe hanno manifestato iniziative e abilita’ notevoli (fino ai limiti dell’inverosimiglianza e salvi gli esiti delle indagini in corso)”. Il giudice ha convalidato il fermo delle ragazze ritenendo vi fosse ”il concreto rischio che esse si allontanassero ed efficacemente, di nuovo, con conseguenze anche in ordine alla praticabilita’ di eventuali valutazioni e decisioni da effettuarsi nell’immediato, in ordine all’esistenza di altre e diverse esigenze cautelari”

Il Gip non ha ritenuto valide le ipotesi di reato per omicidio volontario e per furto aggravato in alternativa alla rapina, che dunque cadono. Dietro a tutto il delitto ci sarebbe il tesoro di Sacher che aveva un contro corrente di 150mila euro e che nelle ultime settimane aveva prelevato denaro in svariate occasioni

”Pur dando per certo che la colluttazione sia scaturita da un approccio sessuale dell’uomo non voluto dalle ragazze e da una insistenza della vittima volta a perpetrare violenza sessuale nei loro confronti, risulta che esse ben avrebbero potuto sottrarsi, e agevolmente, all’uomo e alla sua presa”. Lo scrive il Gip Laura Raddino nell’ordinanza di convalida emessa oggi al termine dell’udienza. Secondo il magistrato, le due ragazzine avrebbero potuto fuggire, ”non solo perche’ si trovavano in un’area aperta e libera per la fuga, peraltro ben visibile, in pieno giorno e frequentata da vari utenti e perche’ pertanto avrebbero anche potuto chiedere aiuto, ma anche perche’ esse erano in due ben piu’ agili del Sacher”. Il giudice ritiene che tutti questi elementi non consentano ”di configurare allo stato nemmeno sotto il profilo putativo o dell’eccesso colposo, lo stato di legittima difesa”

Se lasciate in liberta’ c’e’ il pericolo che le due ragazzine ”commettano altri gravi delitti della stessa specie di quello per cui si procede”. Lo scrive il Gip Laura Raddino, nell’ordinanza di convalida del fermo delle due ragazzine udinesi. Per il magistrato ”risulta probabile che, se lasciate in liberta’, esse possano influire, pregiudicandola, sulla genuinita’ delle future risultanze istruttorie”

Le due ragazzine, scrive il Gip, ”non solo si sono mostrate reticenti su circostanze aventi rilievo pregnante, quale il possesso della tessera bancomat della vittima, ma stanti alcune incongruenze e inverosimiglianze nei loro racconti, hanno anche mostrato di essere in grado di concertare una comune linea difensiva di comodo”

 

Il Giudice si sofferma sul fatto che ”nonostante Sacher Mirco fosse una persona parsimoniosa, negli ultimi tempi aveva prelevato dal proprio conto corrente somme che nell’arco del mese arrivavano a pareggiare o a superare l’importo della sua pensione”, di 1.300 euro mensili. ”Tali sopravvenute emergenze di indagine – prosegue il Gip – operano nel senso di mettere in dubbio prospettata violenza sessuale nei confronti delle indagate da parte dell’uomo o almeno a metterla in dubbio come motivo unico della colluttazione”. Il magistrato non esclude, ”come possibile ipotesi alternativa o cumulativa, quella che la colluttazione sia insorta in realta’ o comunque anche per uno scontro relativo a richieste di denaro delle minori rimaste insoddisfatte”. Ma il giudice Raddino non ritiene tuttavia che l’ipotesi sia assistita da indizi tali, al momento, da configurare l’omicidio volontario e la rapina impropria.

 

 

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