Omicidio Udine: uccide il figlio a coltellate. La madre ancora non lo sa

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“Ascolteremo gli altri avventori con cui l’uomo si è intrattenuto al bar”. Lo ha annunciato il Procuratore capo di Udine Antonio Biancardi in merito alle indagini sull’uomo che ha ucciso il proprio figlio a Remanzacco. “Per ora abbiamo la versione dei fatti ricostruita dall’ indagato, in carcere per omicidio e tentato omicidio aggravato dal vincolo di parentela, nel corso di un interrogatorio lungo e dettagliato reso ieri davanti al pm Elisa Calligaris – ha spiegato Biancardi – I fatti devono essere ora confermati”. L’uomo sarebbe tornato a casa intorno alle 21, ubriaco, al punto che la moglie ha chiesto aiuto al 118, giunto sul posto insieme con i carabinieri. Ai militari la donna e il figlio avevano escluso pericoli per la loro incolumità. L’uomo era stato dunque portato in ospedale per la sbronza e dimesso prima di mezzanotte, rimasto a Udine ancora un paio d’ore, notato nei pressi della stazione dopo le 2 di notte, si era incamminato a piedi verso casa, distante una decina di chilometri, dove è arrivato intorno alle 4.30. Al rientro è avvenuta la lite. Domani l’uomo sarà sottoposto domani all’udienza di convalida e la Procura conferirà l’autopsia al medico Carlo Moreschi

Continua a chiedere del figlio che, non sa ancora essere morto, ucciso da suo marito, e padre del ragazzo. E’ la richiesta che fa continuamente dal letto di ospedale Elisaveta, la badante moldava, di 48 anni, accoltellata all’alba di martedì dal marito, Andrei Talpis, di 48, rientrato a casa ubriaco. La donna non è in pericolo di morte ma è ancora ricoverata a Udine, sedata. I medici stanno ancora aspettando che si riprenda per comunicarle, con l’ausilio di uno psicologo, la notizia della morte del figlio Ion, di 19 anni, intervenuto forse nel tentativo di placare il litigio tra i genitori. Poi, non appena le condizioni della donna lo consentiranno, la Procura di Udine e la Squadra mobile la ascolteranno per ottenere anche la sua versione dei fatti. In stato di choc è anche l’altra figlia della coppia, Cristina, una ragazza di 21 anni, che viveva ancora in Moldavia, per motivi di studio. Contattata da una zia, sorella della madre, che abita in Veneto, la giovane si è precipitata in Italia e stamattina si è presentata in Questura insieme con la zia. Anche la ragazza, che non comprende bene l’italiano, dovrà essere ascoltata dagli inquirenti per delineare i rapporti familiari.

Il deputato della Lega Nord Massimiliano Fedriga ha presentato un’interrogazione scritta al Ministero della Giustizia sull’omicidio di Remanzacco (Udine), dove un padre ha ucciso il figlio e ferito la moglie. “Una persona già nota alle forze dell’ordine – ricorda Fedriga – per numerosi episodi di violenza domestica, l’ultimo dei quali proprio qualche ora prima dell’omicidio del figlio diciannovenne e dell’accoltellamento della moglie, e per essere un forte bevitore. Mi chiedo come mai, alla luce dei precedenti, la magistratura non abbia disposto misure cautelari a tutela della donna e dei giovani figli, spesso vittime degli eccessi dell’uomo, ma abbia invece deciso deliberatamente di soprassedere, rendendo così possibile l’orrendo fatto di sangue occorso meno di due giorni fa”. Ricordando la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, Fedriga chiede al Guardasigilli “quali siano gli strumenti che intendere mettere in campo per tutelare le donne e per debellare la violenza domestica e di avviare al contempo una verifica sulle ragioni che hanno condotto il cittadino Andrei Talpis a trovarsi, a dispetto dei precedenti, nelle condizioni di commettere l’omicidio”.

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