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Pechino 2008: come cambia lo spirito olimpico

stadio-olimpico-press_1-copy.jpgMancano meno di 40 giorni al fatidico 8 agosto, data storica dell’inizio dei giochi olimpici 2008. Un conto alla rovescia che di per sé non sarebbe importante se il trascorrere dei giorni e il parallelo avanzare della torcia olimpica – un percorso di 137 mila chilometri, il più lungo della storia delle Olimpiadi – non sottolineassero, tra contestazioni e prese di posizione molto diverse, i labili equilibri della storia contemporanea.

Situazione, questa, che spinge a riflessioni culturali ancorché sportive. L’appuntamento di mercoledì 2 luglio, alle 18.30 presso la corte di palazzo Morpurgo di via Savorgnana 12 a Udine, è infatti promosso dall’assessorato alla cultura del Comune di Udine, nell’ambito di Udine Estate 08, in collaborazione con il Coni – sezione provinciale di Udine e con la Forum Editrice.

L’incontro prende le mosse dall’ultimo libro di Gianpaolo Carbonetto intitolato Da Olimpia a Pechino, appena uscito in libreria. Duecento pagine che documentano in modo puntuale e particolareggiato i risultati delle gare olimpiche, con un breve excursus sulla storia dello sport dall’antichità a oggi, la storia dei primi 112 anni dell’era olimpica moderna con tutti i nomi degli oltre venticinquemila atleti che sono saliti sul podio. I risultati, che per la prima volta appaiono in forma così completa, presentati per Olimpiade e non per specialità permettono un migliore inquadramento del contesto in cui sono maturati. Contesto peraltro argomentato in modo conciso ma sufficientemente indicativo del momento storico-politico all’inizio di ciascun capitolo. Di come è mutato nel tempo lo spirito olimpico, fino ai repentini mutamenti degli ultimi decenni, ne parleranno appunto Bruno Pizzul, noto giornalista sportivo, assieme al campione Venanzio Ortis (medaglia d’oro dei 5000 metri e argento dei 1000 metri ai campionati europei del 1978) e ad Alessandro Talotti che già alle Olimpiadi di Atene del 2004 e che sta ora ultimando la preparazione atletica per affrontare le gare di salto in alto a Pechino.

Quali sono le differenze di preparazione fisica, di aspettative degli atleti e che cosa pensano del paese ospitante – la Cina – additato per note questioni legate al mancato riconoscimento di alcuni diritti umani, vincerà lo spettacolo sportivo o quello mediatico? Si presume che l’8 agosto,direttamente o tramite la televisione, ci saranno quasi cinque miliardi di persone ad assistere alla cerimonia inaugurale di Pechino. Queste, quindi, sono solo alcune, presumibili questioni che si affronteranno durante l’incontro. I saluti dell’Assessore alla Cultura Luigi Reitani introdurranno le testimonianze degli atleti, accompagnate da quella del preparatore di Talotti, Mario Gasparetto (presidente provinciale Fidal e rappresentante dei tecnici sportivi del Coni di Udine). Ma saranno soprattutto l’autore del libro Gianpaolo Carbonetto e Bruno Pizzul a restituire al pubblico considerazioni e sensazioni legate all’evento ‘olimpiadi’, l’evento collettivo che da sempre rappresenta la sfida fisica tra gli esseri umani.”È un momento – dice Carbonetto in prefazione – in cui si ha la certezza di potersi misurare con l’avversario su basi di partenza paritarie e con regole uguali per tutti. È il sogno di ogni sportivo, la competizione in cui il valore di una vittoria supera quello di un successo in qualunque campionato mondiale, eccezion fatta, forse, per il calcio”.

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