Per l’economia friulana serve concertare misure d’intervento immediate

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La crisi economica morde con forza anche il Friuli. Lo testimonia l’insicurezza sociale che serpeggia nelle famiglie e lo certificano i dati statistici.

 “E’ importante perciò – ha esordito Giovanni Da Pozzo, presidente della Camera di Commercio di Udine – che pure i nostri parlamentari siano a conoscenza della situazione”. Proprio per questo, l’ente camerale rappresentato dalla giunta al completo, ha voluto incontrare i senatori e gli onorevoli del Friuli Venezia Giulia. Ad ascoltare il battito del polso dell’economia friulana si sono presentati Angelo Compagnon, Flavio Pertoldi, Mario Pittoni, Ferruccio Saro e Ivano Strizzolo (Carlo Monai, Giovanni Collino e Carlo Pegorer erano impegnati a Roma).Dopo aver presentato i dati economici aggiornati al primo bimestre del 2009, il presidente Da Pozzo ha sottolineato le emergenze che coinvolgono soprattutto le piccole e medie imprese che rappresentano oltre il 90% dell’universo produttivo provinciale e, quelle con meno 9 dipendenti, oltre il 51 % della forza lavoro: necessità di liquidità monetaria, rigidità bancaria nel concedere credito, calo degli ordinativi, stagnazione degli investimenti, calo dei consumi del terziario e incertezza nel futuro sollecitando azioni immediate. Serve inoltre, secondo Da Pozzo, la revisione o ma rotatoria, in questo momento difficile, degli studi di settore.

Nel suo intervento, Dino Cozzi, rappresentante dell’Abi in consiglio, ha sottolineato che la percezione delle aziende della riduzione del credito è reale perché, in questa fase, c’è maggiore necessità di liquidità rispetto a una situazione ordinaria di mercato. Graziano Tilatti, dopo aver ricordato il ruolo fondamentale dell’edilizia nei momenti di crisi economica, ha chiesto misure di defiscalizzazione legate alla riqualificazione dei borghi e dei centri storici, la ristrutturazione delle strutture recettive e la manutenzione degli edifici tutelati dalle Belle Arti. Anche i fondi disponibili in molte Casse Edili potrebbero essere utilizzati per promuovere lo sviluppo dell’edilizia con l’istituzione di uno specifico fondo di rotazione.

Marco Bruseschi, vice presidente camerale, ha evidenziato la necessità di supportare le imprese nel lavoro di ricerca e di aggressione di nuovi mercati che non vivono situazioni recessive. “Il ricorso alla cassa integrazione è un segnale che ha una sua valenza positiva in quanto significa che le aziende non licenziano, ma fanno di tutto pur di restare in vita e non disperdere il proprio patrimonio professionale”.

A questo proposito, Franco Buttazzoni ha messo in evidenza come l’allargamento degli ammortizzatori sociali alle pmi, in aree come quelle del Triangolo della sedia, rappresenterebbe una boccata d’ossigeno e un contributo alla loro sopravvivenza in attesa della ripresa.

Anche la situazione del commercio, ha spiegato Giuseppe Pavan, è grave e si sta sensibilmente deteriorando in questo inizio d’anno, con un calo delle vendite del 15-20 per cento e la chiusura di molte attività.

In controtendenza pare l’agricoltura, ha detto Elsa Bigai. Il settore, tra l’altro, se adeguatamente supportato con l’accoglimento di tutte le domande del Psr, sarebbe in grado di muovere immediatamente decine di milioni di euro in investimenti che andrebbero a beneficio proprio degli artigiani e delle pmi. Per favorire l’export, inoltre, serve puntare molto e con decisione sull’agroalimentare e il vitivinicolo che hanno ancora ampi spazi di crescita. E su questo versante la Cciaa di Udine si sta muovendo molto bene, secondo Bigai.

Tutti i parlamentari presenti hanno ascoltato con attenzione l’esposizione delle problematiche delle singole categorie e si sono dichiarati disponibili a far diventare periodici questi incontri conoscitivi.

Compagnon ha chiesto al Governo nazionale di non puntare soltanto a proporre pacchetti anticrisi blindati poiché in questo modo il singolo parlamentare non può dare alcun contributo utile.

Strizzolo ha preso atto della tenacia delle aziende friulane nell’adottare tutte le strategie possibili per resistere alle turbolenze attuali. Saro ha sollecitato le categorie a esporre con franchezza l’esatta situazione delle difficoltà per dare un segnale alla politica e alle necessità d’intervento. Pertoldi si è soffermato sulla necessità di stabilire esattamente delle priorità d’azione e ha condiviso la richiesta di moratoria per l’aggiornamento degli studi di settore.

Pittoni crede che, con il federalismo, sia possibile attuare una lotta più puntuale all’evasione fiscale.

“Per favorire la riduzione della crisi di liquidità – ha inoltre evidenziato Da Pozzo – sarebbe assai opportuno che le amministrazioni pubbliche onorassero puntualmente le loro pendenze con i fornitori senza allungare eccessivamente i tempi di pagamento. Anche su questo versante la Camera e le Aziende speciali, hanno voluto dare un preciso segnale, predisponendo il pagamento dei fornitori a 30 giorni, nella speranza di essere imitati da altri enti pubblici”. In conclusione, il presidente camerale ha evidenziato il ruolo etico e sociale dell’imprenditoria privata che, pur in un  momento di crisi mondiale, utilizzando anche gli ammortizzatori sociali disponibili, ha mantenuto stabile il livello occupazionale.

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