PIANO PAESAGGISTICO: SANTORO, UNO STRUMENTO CHE SEMPLIFICA L'OPERATIVITÀ

Trieste, 1 dicembre – “Il Piano Paesaggistico Regionale (PPR) è ormai alle fasi conclusive del suo iter di redazione. Entro febbraio prevediamo di giungere all’adozione preliminare e poi dare avvio alle fasi conclusive di consultazione per approvarlo entro il 2017”. Lo ha annunciato l’assessore regionale alle Infrastrutture e al Territorio del Friuli Venezia Giulia Mariagrazia Santoro intervenendo oggi a Udine al convegno Piano Paesaggistico Regionale (PPR) del Friuli Venezia Giulia. Contenuti e strumenti di consultazione, durante il quale ha fissato i tempi per le battute finali di “uno degli obiettivi più ambiziosi della legislatura”.

Un Piano “costruito per il territorio e con il territorio” che – ha ricordato Santoro – è il frutto di “un lavoro fatto da moltissimi studiosi dell’Università di Udine che sono stati chiamati a mettere la loro scienza e sapienza a servizio del saper fare, in stretta sinergia con l’operato dei funzionari della direzione centrale Infrastrutture e Territorio della Regione”.

La coralità del PPR deriva anche dall’altissimo livello di coinvolgimento che ha comportato la sua elaborazione attraverso le comunità locali, durante quello che è stato definito il “percorso partecipativo del Piano”. Sono stati oltre 5.000 gli studenti delle scuole della regione, di diverso ordine e grado, coinvolti nei lavori di ricognizione e sensibilizzazione sul paesaggio, più di 100 i Comuni che hanno sottoscritto la convenzione con la Regione per la co-pianificazione, mentre attraverso lo strumento del segnalatore on line  sono giunte da tutto il territorio regionale oltre 3.300 segnalazioni (dato aggiornato a giugno 2016), utilizzate per l’individuazione di aspetti di valore e disvalore del paesaggio.

“Un lavoro importante e silenzioso” ha ricordato Santoro “che ha visto impegnati tutti per chiarire, insieme alla Soprintendenza, regole e modalità certe affinché questo nostro territorio sia sempre più un territorio migliore in cui vivere”.

Durante il convegno i vari relatori chiamati a illustrare i contenuti del Piano a sindaci, tecnici comunali, architetti, ingegneri e professionisti del settore presenti, hanno elencato i 12 ambiti di paesaggio in cui è stata suddivisa la regione (Carnia, Val Canale – Canal del Ferro – Val Resia – Alte Valli Occidentali, Pedemontana Occidentale, Anfiteatro Morenico, Valli Orientali e Collio, Alta Pianura Pordenonese, Bassa Pianura Friulana e Isontina, Carso e Costiera Orientale, Laguna e Costa). Per ciascuno di essi sono state elaborate delle schede d’ambito che individuano le morfologie tipiche (morfotipi), le caratteristiche dei diversi aspetti ambientali, i valori e le vulnerabilità e infine le norme di tutela e valorizzazione.

Finora sono stati definiti i beni paesaggistici secondo le indicazioni di legge, le aree di notevole interesse pubblico (34 in tutta la regione, tra cui, ad esempio, giardini storici, ma anche intere aree comunali, come quelle incluse nelle zone carsiche) e ulteriori contesti rilevanti. Non sono stati posti nuovi vincoli al di fuori di quelli previsti dalla normativa. Un rilievo particolare è stato riconosciuto ai Siti UNESCO (sia quelli già dichiarati che quelli in via di riconoscimento), tenendo conto di una “visione dinamica del PPR” – come ha sottolineato Santoro – che ne fa uno strumento flessibile nel tempo.

Al convegno è intervenuto anche il soprintendente ad Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del FVG Corrado Azzollini che ha rimarcato come “il bellissimo percorso che stiamo attuando, sia teso a elaborare un quadro normativo che semplifichi l’operatività di Enti locali e professionisti”.

ARC/PPD/com

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