Piccolo Festival 2009: La Giulietta

sarà la prima assoluta de “LA GIULIETTA”,dalla novella di Luigi Da Porto sabato 22 agosto alle ore 21 al Castelllo di Cassaco lo spettacolo teatrale ad aprire il Piccolo Festival 2009La storia
La novella è introdotta da una lettera dedicatoria a Lucina Savorgnana, al suo interno compare il personaggio del narratore, Peregrino, un arciere che accompagna il suo capitano “forse da amore sospinto” da Gradisca verso Udine. L’intento della narrazione è quello di consolare Luigi per le sue pene d’amore e dissuaderlo dall’amare con eccessiva intensità, poiché amore reca con sé, inevitabilmente, dolore.
Il racconto ha poi inizio: siamo a Verona, all’inizio del XIV secolo, Bartolomeo della Scala è signore della città, i Montecchi e i Capuleti sono tra le famiglie più ricche e influenti. Una tempo amiche, esse sono ora divise da un odio insanabile. In occasione del Carnevale Antonio Capuleti è solito dare grandi feste, ad una delle quali Romeo Montecchi si reca di nascosto e conosce Giulietta, la bellissima figlia diciottenne del padrone di casa. I due si innamorano e Giulietta decide di donarsi al suo amato, che con insistenza la reclama ogni notte sotto il suo balcone, a patto che prima convolino a nozze. Romeo chiede a Frate Lorenzo, suo grande amico e confessore di Giulietta, di sposarli in segreto. I due giovani, dopo il matrimonio, “più notti del loro amore felicemente goderono”, sino a quando scoppia la tragedia. Durante una rissa per strada fra seguaci dei Montecchi e dei Capuleti, Romeo uccide Tebaldo, cugino di Giulietta, e viene per questo condannato all’esilio perpetuo. Giulietta è disperata e ad aumentare la sua angoscia interviene il padre che decide improvvisamente di maritarla al conte di Lodrone. Giulietta non sapendo più che fare, come ultima speranza, si rivolge a Frate Lorenzo il quale le fornisce una pozione in grado di farla cadere in un sonno simile alla morte, permettergli poi, al risveglio, di fuggire con il suo Romeo. La vigilia della cerimonia Giulietta prende la pozione e, creduta morta, fra lo strazio generale, viene sepolta nella cripta di famiglia. Intanto Romeo, che avrebbe dovuto essere avvertito dello stato reale delle cose, informato invece della morte della fanciulla si precipita a Verona e giunge alla cripta dove si uccide con il veleno sul corpo dell’amata. Giulietta, svegliatasi subito dopo, non potendo sopportare il dolore della sua morte, lanciato un alto grido, muore a sua volta. La novella si chiude col funerale congiunto dei due giovani e l’erezione di un monumento, voluto da Bartolomeo, con una epigrafe che suonasse a monito dei cittadini e delle famigli finalmente riappacificate.

Luigi da Porto
Figlio del nobile vicentino Bernardino e di Elisabetta Savorgnan, educato ad Urbino (dove divenne amico del Bembo) alle lettere ed alle armi, fu capitano di cavalleria della Serenissima Repubblica di Venezia. Nel 1510 venne assegnato di stanza prima a Cividale, poi nella fortezza di Gradisca, su un fronte apparentemente tranquillo della guerra che vedeva opposta Venezia alla Lega di Cambrai (detta anche Lega Santa) formata dal Papato, dalla Francia e dall’Impero. Lo stesso Friuli era diviso fra sostenitori di quest’ultimo (detti strumieri) e quelli di Venezia (detti zamberlani). Questa lotta visse il suo cruento apice il giorno di giovedì grasso 1511 quando Antonio Savorgnan, zio di Luigi e capo dei zamberlani, sobillando il popolo con la minaccia di un’invasione imperiale fece barbaramente trucidare tutti i nobili strumieri nella città di Udine. Pochi giorni prima, durante quello stesso Carnevale, ad un ballo a palazzo Savorgnan, Luigi conobbe la cugina Lucina e se ne innamorò perdutamente. Il loro amore era purtroppo impossibile perché, sebbene della stessa famiglia, appartenevano a due rami opposti per fazione. Qualche mese più tardi, durante un’imboscata presso un guado sul Natisone, Luigi rimase gravemente ferito da un colpo di lancia alla gola che lo lasciò semiparalizzato. Dovette abbandonare le armi e dopo una lunga convalescenza ritirarsi nella villa di famiglia a Montorso. Lì sì dedico esclusivamente alle amate lettere e circa dieci anni più tardi scrisse la novella La Giulietta che, dedicata proprio alla cugina Lucina, lascia intravedere non pochi riferimenti al suo sfortunato amore.

Gabriele RIBIS ideazione e regia
Luciano ROMAN Luigi
Barbara CARRER Lucina (canto)
STREPITZ musica
COMPAGNIA AREAREA danza Luca ZAMPAR Dasa GRGIC Roberto COCCONI
Roberto COCCONI coreografie
Cristian FINOIA costumi Alex SILVESTRI video

tutti i dettagli sul Piccolo Festival 2009 li potete trovare qui

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