b2.jpgPiccola Butterfly… è vissuta un giorno come una farfalla madama butterfly. Per celebrare il 150° anniversario della nascita di Giacomo Puccini, una produzione originale di Piccolo Festival scritta e diretta dal regista friulano Antonio Petris. 30 marzo, Teatro Garzoni – Tricesimo, ore 19. 31 marzo Auditorium – Reana del Rojale, ore 20.30
Per informazioni e prenotazioni:
IAT Tricesimo Piazza Verdi, 12 Tel 0432/880643
http://www.piccolofestival.org/

Genesi: Puccini scelse il soggetto della sua sesta opera dopo aver assistito a Londra, nel luglio 1900, all’omonima tragedia in un atto di David Belasco, a sua volta tratta da un racconto dell’americano John Luther Long dal titolo Madam Butterfly, apparso nel 1898. Per la realizzazione del dramma Puccini si documentò senza sosta e minuziosamente sui vari elementi orientali che ritenne necessario inserirvi. Lo aiutarono particolarmente una nota attrice giapponese, Sada Yakko, e la moglie dell’ambasciatore nipponico con la quale parla in Italia facendosi descrivere usi e costumi dell’affascinante popolo orientale. La sera del 17 febbraio 1904, nonostante l’attesa e la grande fiducia dei suoi artefici, Madama Butterfly cadde clamorosamente al Teatro alla Scala di Milano. Il fiasco spinse autore ed editore a ritirare immediatamente lo spartito, per sottoporre l’opera ad un’accurata revisione che, attraverso l’eliminazione di alcuni dettagli e la modifica di alcune scene e situazioni, la rese più agile e proporzionata. Nella nuova veste, Madama Butterfly venne accolta entusiasticamente al Teatro Grande di Brescia appena tre mesi dopo, il 28 maggio, e da quel giorno iniziò la sua seconda, fortunata esistenza.
Spettacolo: Partendo da un testo originale che prende spunto anche dallo straordinario film di Daviv Croneberg M. Butterfly, (protagonista Jeremy Irons), il regista e autore Antonio Petris ha costruito una pièce in cui Pinkerton (che sarà interpretato dall’attore Graziano Sirci), a distanza di qualche anno, si rende conto che forse l’unica donna che ha veramente amato in tutta la sua vita è stata Cio-Cio-San, la piccola Butterfly. Una confessione-ricordo che scorrerà le più belle pagine musicali dell’opera. Protagonista il soprano giapponese Yasko Fujii, Suzuki verrà impersonata dal mezzosoprano coreano Seon Young Pak, Pinkerton sarà il tenore Roberto Miani e Gabriele Ribis il console Sharpless. Al pianoforte il giovane talento Matteo Ziraldo. I costumi saranno curati da Emmanuela Cossar. Il Coro del Rojale e il coro “Panarie” di Artegna diretti da Paolo Paroni parteciperanno eseguendo il celeberrimo “coro a bocca chiusa”. Trama: Sbarcato a Nagasaki, Pinkerton (tenore), ufficiale della marina degli Stati Uniti, per vanità e spirito d’avventura si unisce in matrimonio, secondo le usanze locali, con una geisha quindicenne di nome Cio-cio-san, termine giapponese che significa Madama (“San”) Farfalla (“cio-cio”), in inglese Butterfly (soprano), acquisendo così il diritto di ripudiare la moglie anche dopo un mese; così infatti avviene, e Pinkerton ritorna in patria abbandonando la giovanissima sposa. Ma questa, forte di un amore ardente e tenace, pur struggendosi nella lunga attesa accanto al bimbo nato da quelle nozze, continua a ripetere a tutti la sua incrollabile fiducia nel ritorno dell’amato. Pinkerton infatti ritorna dopo tre anni, ma non solo: accompagnato da una giovane donna, da lui sposata regolarmente negli Stati Uniti, è venuto a prendersi il bambino, della cui esistenza è stato messo al corrente dal console Sharpless (baritono), per portarlo con sé in patria ed educarlo secondo gli usi occidentali. Soltanto di fronte all’evidenza dei fatti Butterfly comprende: la sua grande illusione, la felicità sognata accanto all’uomo amato, è svanita del tutto. Decide quindi di scomparire dalla scena del mondo, in silenzio, senza clamore; dopo aver abbracciato disperatamente il figlio, si immerge un pugnale nel petto (facendo Harakiri). Quando Pinkerton, sconvolto dal rimorso, entrerà nella casa di Butterfly per chiedere il suo perdono, sarà troppo tardi: la piccola geisha ha già terminato di soffrire.

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