Pittori fra Otto e Novecento in Friuli Venezia Giulia

SPACAL LOJZE CASETTA CARSICA 1958 CM 42 X 48 OLIO SU TAVOLA

Artisti triestini, friulani e sloveni esposti in una collettiva promossa da MIBACT – Biblioteca statale isontina in collaborazione con la Galleria Leg Antiqua di Gorizia – apertura 27 aprile alle 18

Il gusto di un’epoca di grandi fermenti creativi nei ritratti della borghesia e nei paesaggi di colline e di mare è magistralmente rappresentato nelle opere esposte dal 27 aprile al 28 maggio 2016 nella mostra dal titolo “Pittori fra Otto e Novecento in Friuli Venezia Giulia”, promossa e organizzata dalla Biblioteca statale isontina a Gorizia in collaborazione con la Galleria Leg Antiqua di Gorizia.
Opere di rara bellezza, esposte nella sede di corso Verdi 67, realizzate dagli anni ’20 fino agli anni ’70 del 900; oltre mezzo secolo di ricca e importante attività artistica realizzata da alcuni fra i pittori più significativi sia di queste terre, da Trieste al Friuli, sia di respiro europeo, da Vienna a Lubiana e Monaco. Maestri che seppero imporsi anche fuori dal contesto regionale e nazionale per l’originalità e forza del loro stile. Opere da scoprire in quanto provenienti dal mondo del collezionismo privato e dunque raramente esposte.
Tutti olii su tela o tavola che offrono una gamma ampia di stili e soggetti, dai ritratti della borghesia triestina di Giannino Marchig e Amalia Glanzmann, Arturo Fittke, ai paesaggi marini e di campagna di Vito Timmel, Giovanni Zangrando, Carlo Sbisà, Isidoro Grünhut e Santo Bidoli, accanto agli scorci carsici di Lojze Spacal e del lubianese Božidar Jakac e luoghi ben riconoscibili del Friuli nelle opere di Giovanni Napoleone Pellis e Luigi Bront .
Un’esposizione interessante per la varietà e qualità dei pezzi esposti, scelti dal gallerista Federico Ossola con l’intento di offrire al pubblico un confronto fra scuole di pittura del territorio su temi condivisi ma espressi con tecniche e influenze culturali differenti. Molti degli artisti infatti hanno legami con il mondo austroungarico, essendo nati e formatisi nelle accademie di Vienna, Parigi e Monaco, mentre altri sono espressione di movimenti e scuole italiane sviluppatesi a Firenze, Venezia e Milano. Dunque uno spaccato di oltre mezzo secolo di cultura pittorica espressione del milieu multiculturale di queste terre fra verismo e novecentismo, classicismo e avanguardie a cavallo fra due secoli.
La mostra sarà inaugura con l’introduzione del direttore della Bsi Marco Menato, e resterà aperta , con ingresso libero, fino al 28 maggio 2016, negli orari da martedì a sabato dalle 9 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30.

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