Pordenone: giornate del cinema muto – Programma 4 ottobre – Melies, Chaplin e altro!

31.LE VOYAGEEVENTO CLOU DEL PROGRAMMA DI MARTEDI’ 4 OTTOBRE DELLA 30.MA EDIZIONE DELLE GIORNATE DEL CINEMA MUTO LA PROIEZIONE DELLA COPIA RESTAURATA A COLORI DI “LE VOYAGE DANS LA LUNE”, IL PRIMO FILM DI FANTASCIENZA DELLA STORIA D EL CINEMA, FIRMATO DA GEORGES MÉLIÈS E ISPIRATO A JULES VERNE E H.G. WELLS, GIUNGE A PORDENONE DOPO L’ANTEPRIMA ALL’ULTIMO FESTIVAL DI CANNES   DUE GLI EVENTI MUSICALI DELLA GIORNATA: ALLE 16.00 L’INCONTRO/ESIBIZIONE DI UNA GRANDE AMICA DEL FESTIVAL, JEAN DARLING, EX BAMBINA PRODIGIO CHE DEBUTTO’ A SOLI TRE ANNI IN “OUR GANG” (SIMPATICHE CANAGLIE). ALLE 20.45 L’EVENTO MUSICALE, INSERITO NELLA SEZIONE SHOSTAKOVICH & FEKS, “SHINEL” (IL CAPPOTTO) DIRETTO NEL 1926 DA GRIGORI KOZINTSEV E LEONID TRAUBERG.   NEL POMERIGGIO DA SEGNALARE DUE IMPORTANTI PELLICOLE INSERITE NELLA SEZIONE RISCOPERTE: “DAVID COPPERFIELD” PRESENTATO NELL’ANNO DE L SUO CENTENARIO E “SANTARELLINA”, LA PRIMA COMMEDIA ‘LEGGERA’ ITALIANA.   comunicato stampa E’ senz’altro uno degli appuntamenti clou che le Giornate del Cinema Muto di Pordenone regalano al pubblico in questa 30.ma edizione: l’attesissimo Le voyage dans la lune (Viaggio nella luna, Francia/1902) del pioniere e mago del cinema Georges Méliès, ispirato a Jules Verne e H.G. Wells, viene proiettato al Teatro Verdi di Pordenone nel programma della quarta giornata, martedì 4 ottobre alle 20.30, nella versione a colori restaurata che ha incantato il pubblico di Cannes lo scorso maggio, e che certamente si configura come uno degli eventi di più significativo raccord o fra il cinema delle origini e le tecnologie digitali del nostro tempo. Il restauro di questi 14 minuti di film, realizzato da Lobster Films, Fondation Groupama Gan pour le Cinéma e Technicolor Foundation for Cinema Heritage, è durato dal 1999 al 2011 e rappresenta senza meno la più straordinaria maratona mai intrapresa in casi analoghi. Si era sempre creduto che il famoso Voyage, primo film di fantascienza della storia del cinema, fosse sopravvissuto solo in bianco e nero. Nel 1999 Serge Bromberg e Eric Lange fondatori della Lobster Films di Parigi vennero a conoscenza dell’esistenza della copia a colori grazie ad Anton Giménez, allora direttore della Filmoteca de Catalunya, ma il film si trovava in uno stato di totale decomposizione. Una volta entrati in possesso della pellicola, Bromberg e Lange iniziarono un lungo e certosino lavoro su ognuno dei 13.375 fotogrammi del film. I laboratori della Haghefilm riuscirono a salvare un terzo della pellicola su un internegativo a colori. Il rimanente, in frammenti molto piccoli, fu pazientemente fotografato, fotogramma per fotogramma, con una nuova camera digitale a 3 milioni di pixel. Il salvataggio delle immagini sopravvissute richiese oltre 2 anni ma poi il lavoro dovette essere sospeso. E’ stato g razie al coinvolgimento della Fondation Groupama Gan e della Technicolor Foundation for Cinema Heritage, che nell’aprile 2010 è stato possibile avviare uno dei più ambiziosi e complessi progetti di restauro mai tentati. Il processo ha richiesto un altro anno di lavoro, portato avanti dai Technicolor Creative Services di Hollywood, sotto la supervisione di Tom Burton: un altro anno, a un decennio di distanza dall’inizio del restauro, con un costo complessivo di 400.000 euro. Il film è stato quindi arricchito di un colonna commissionata al gruppo francese AIR. Alle Giornate il film sarà presentato (e si tratta della prima proiezione pubblica) nella copia a 35mm, il formato originale utilizzato da Méliès nel 1902: il regista, nel 150° anniversario della sua nascita, sarebbe sicuramente rimasto sorpreso nel constatare l’entusiasmo che suscita tuttora il suo Voyage dans la lune. Il programma di martedì 4 ottobre ci regala anche due importanti Eventi Musicali, a partire dall’incontro con l’ex bambina prodigio del muto, Jean Darling (ore 16.00 al Teatro Verdi) ex attrice bambina ormai indissolubilmente legata alle Giornate. È una delle poche persone con nitidi ricordi dell’attività svolta ai tempi del cinema muto – presso gli studios di Hal Roach nei panni della piccola femme fatale bionda della serie Our Gang (Simpatiche canaglie) che sarebbe diventata la più lunga serie della storia del cinema. Jean Darling è il nome d’arte di Dorothy Jean LeVake: correva l’anno 1927 e la piccola Jean avrebbe avuto per colleghi Stan Laurel e Oliver Hardy, Charley Chase e Jean Harlow, avrebbe conosciuto Marion Davies, Greta Garbo e Clark Gable. Jean Darling ha poi lavorato con Rouben Mamoulian, impersonando Carrie Pipperidge per Carousel, lo spettacolo da lui allestito a Broadway nel 1945. Oggi vive in Irlanda, dove scrive, fa trasmissioni radiofoniche e canta, ancora con una voce chiara e limpida. Anche quest’anno ha potuto avvalersi della collaborazione di Ron Magliozzi del Museum of Modern Art per ampliare il suo repertorio di canzoni sul cinema. Al pianoforte la accompagna Donald Sosin.   Sempre sul fronte degli eventi musicali, questa volta inserito nella Sezione Shostakovich & Feks, il film diretto nel 1926 da Grigorij Kozintsev e Leonid Trauberg “Shinel” (Il cappotto). La prima versione di questa partitura è stata creata nel 2003 da Maud Nelissen per violino, violoncello, pianoforte e (soprattutto) percussioni accordate (marimba e vibrafono), e in quello stesso anno è stata eseguita in Olanda. Per questa esecuzione alle Giornate, la compositrice ha rivisto il suo lavoro per avvicinare ancora di più la musica alle immagini. Shinel sancì la collaborazione della FEKS (la Fabbrica dell’attore eccentrico) con l’eminente filologo, storico, critico, romanziere, sceneggiatore Yuri Nikolaevich Tinyanov (1894-1943) che scrisse la sceneggiatura e propose di affidarne la regia ai FEKS, di cui era un ammiratore. Il prologo è ripreso da La prospettiva Nevsky e la trama principale da Il cappotto di Gogol ma vi sono anche altri elementi tratti dalla stessa raccolta di Racconti di Pietroburgo. Gran parte della stampa accolse in modo ostile Shinel, scioccata dalle libertà che si prendeva con la letteratura classica.   Nelle proiezioni pomeridiane dedicate a importanti Riscoperte di questi anni, da segnalare il David Copperfield (George O. Nicholls, 1911), nella copia proveniente dal Museo Nazionale del Cinema di Torino. Il film, primo degli innumerevoli adattamenti per il cinema di David Copperfield, viene proiettato alle Giornate nell’anno del suo centenario e in prossimità dei 200 anni dalla nascita di Charles Dickens, che ricorrono nel 2012. Si tratta anche della produzione più ambiziosa intrapresa fino ad allora dalla storica Thanhouser, cui le Giornate dedicano quest ’anno un importante omaggio. Importante anche la presentazione del film italiano “Santarellina”, del 1912, con Gigetta Morano: la preziosa riscoperta di questo film firmato da Mario Caserini arricchisce di un ulteriore tassello la nostra conoscenza del primo cinema italiano. Il film, a lungo ritenuto perduto, era considerato dai critici dell’epoca e successivamente dagli storici come la prima sofisticata commedia leggera italiana. La storia si mantiene fedele al libretto di Meilhac e Millaud per l’operetta del 1883, che aveva riscosso un grande successo sui palcoscenici italiani. Per The Bioscope (Londra, 28 marzo 1912) era “un soggetto praticamente perfetto per una pellicola muta. Pieno di azione e ricco di situazioni in cui l’umorismo sorge spontaneo anche senza l’ausilio delle parole .. Sotto ogni punto di vista è sicuramente il miglior lavoro fin qui realizzato da questa casa”. La quarta giornata di festival, densa di appuntamenti e proiezioni, vedrà anche la presentazione di una pellicola legate alla sezione Il Canone Rivisitato (Oblomok Imperii, URSS 1929), i primi film animati di Walt Disney, i Tesori del West, e Kertész prima di Curtiz

Sarà presentato al pubblico delle Giornate del Cinema Muto e soprattutto ai bambini e ai ragazzi di Pordenone, alla Mediateca di Cinemazero, martedì 4 ottobre alle ore 18, il libro della giornalista Arianna Di Genova, arricchito dalle illustrazioni di Alessandro Sanna, Io e Charlot, pubblicato da biancoenero edizioni, nella collana Strani Tipi.
Il prezioso libro di Arianna Di Genova racconta la storia vera di Charlie Chaplin e della magia che trasformò un bambino povero, nato nei bassifondi di Londra a fine Ottocento, in un genio del cinema mondiale e uno degli uomini più ricchi d’America.

Oltre che essere una prima introduzione al ruolo che il buffo personaggio con bastone e bombetta ha avuto per la cultura mondiale, Io e Charlot è un libro che diverte, incuriosisce e fa riflettere sul significato della determinazione e del talento. Nato nel 1889 nel quartiere di Kennington, nei sobborghi di Londra, da due artisti di music hall, Chaplin ha vissuto un’infanzia poverissima che ha condiviso con il fratellastro Sidney.  Ma rispetto ai tanti altri compagni di sventura coltivava un sogno: recitare e diventare un grande attore comico. Sostenuto dai suoi sogni e da un innato talento, è diventato il mito del cinema che tutti conosciamo. E che le Giornate del Cinema Muto celebrano quest’anno – oltre che nel manifesto ufficiale – anche con diverse proiezioni. Dopo le due comiche Easy Street e The Adventurer accompagnate dagli SpilimBrass, un film di animazione giapponese a lui dedicato, e il cortometraggio The Blind Date (2010) del giovane regista Patrick McCarthy, presentato nella sezione dei Muti del XXI secolo, Charlie Chaplin sarà protagonista nella serata di mercoledì 5 ottobre (ore 20.30, Teatro Verdi di Pordenone) e nel pomeriggio di domenica 9 ottobre (ore 17, Teatro Zancanaro di Sacile) con il capolavoro The Circus (Il circo, 1928).

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