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Pordenone: il bosniaco che reclutava per l’ISIS aveva assegno di sussidio

182271_106071146138500_4160939_nL’assessore regionale alle Politiche sociali, Maria Sandra Telesca, ha espresso “turbamento per le notizie apprese ma grande fiducia nell’opera di prevenzione messa in atto dalle Forze dell’ordine”, in relazione alla vicenda del fermo di un cittadino macedone, Ajahn Veapi, residente ad Azzano Decimo (Pordenone) fermato a Mestre con l’accusa di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale. In merito al fatto che il macedone fosse beneficiario del fondo di solidarietà regionale (circa 500 euro al mese) l’assessore precisa che “tale misura, posta in essere dalla Giunta precedente, veniva erogata dai servizi sociali dei Comuni sulla base di criteri generali definiti a livello regionale, ma con possibilità di introdurre alcune variabili. Ha così assunto caratteristiche diverse tra i vari territori”. “Il limite ISEE previsto era di 8000 euro e – ha aggiunto – ne usufruivano circa 6000 nuclei famigliari; l’importo messo a disposizione dei Comuni era complessivamente di 11,5 milioni. Non era previsto alcun patto con il beneficiario e l’intera gestione era a carico dei servizi sociali”. “Oggi questa misura e’ confluita nella misura attiva di sostegno al reddito, che ha regole più rigide e uniformi in tutta la regione. L’ISEE è stato abbassato a 6000 euro e il diritto è condizionato alla sottoscrizione di un patto di inclusione stilato in collaborazione con i centri per l’impiego. In questo modo il sostegno e’ molto più mirato e l’erogazione soggetta a verifiche più puntuali, ma – ha concluso Telesca – non certo fino a sostituire l’attivita’ delle Forze dell’ordine”

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