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Arcigay Udine Pordenone: “Nonostante la pena bassa per un fatto così grave e inumano, siamo di fronte a una sentenza dal grande valore simbolico e sociale”. “Apprendiamo con soddisfazione la notizia di questa sentenza che spero voglia essere un monito per le coscienze dei pordenonesi, non certo omofobi, ma troppo spesso assopiti e distratti rispetto alle problematiche riguardanti la comunità omosessuale. Registriamo con gioia che nel rendere giustizia alla vittima di questo atto inqualificabile, la sentenza riconosca ad ArciGay l’importanza del suo ruolo sociale nella tutela dei diritti delle persone LGBT”.

Così Giacomo Deperu, vicepresidente di Arcigay “Nuovi Passi” Udine e Pordenone dopo la sentenza che condanna i tre aggressori del giovane disabile gay pordenonese.
“È un segno dei tempi – continua – che finalmente questi atti, molto più diffusi di quanto si creda, vengano finalmente denunciati e condannati. Apprezziamo, inoltre, le parole del Pubblico Ministero a sostegno dell’approvazione in Parlamento di una legge che finalmente inserisca l’aggravante per omofobia che in questo caso sarebbe certamente stata applicata”.
Il Tribunale di Pordenone ha condannato ad un anno e due mesi di reclusione (senza la sospensione condizionale) i colpevoli dell’aggressione ai danni di un omosessuale non-vedente.
Il giovane, nel gennaio 2009, nella piazza centrale di Pordenone, era stato inseguito, malmenato e apostrofato come “Frocio, bastardo e pedofilo”.
Il Giudice Rodolfo Piccin, con la sentenza di condanna, ha espressamente riconosciuto il ruolo sociale di Arcigay condannando gli imputati ad un risarcimento pecuniario simbolico all’Associazione, oltre che ad un risarcimento di 15 mila euro per la vittima.
“È stato riconosciuto il ruolo di Arcigay – spiega Francesco Furlan, avvocato del giovane –. Ritengo che la pena sia stata un po’ bassa, vedremo le motivazioni. Ora venga approvata la legge che riconosce le aggravanti per la violenza omofoba”.

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