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PORTI: SERRACCHIANI, AUTORITÀ UNICA PER PROSPETTIVE DI SVILUPPO

Trieste, 12 feb – “L’obiettivo è avere un’Autorità portuale di
sistema, così come prevista dalla riforma nazionale, che metta
insieme porti e interporti del Friuli Venezia Giulia in modo da
realizzare una piattaforma logistica in grado di farci fare un
salto di qualità e di ragionare sulle prospettive di sviluppo”.
Lo ha dichiarato la presidente della Regione Debora Serracchiani
intervenendo all’incontro pubblico dal titolo “La riforma: porto
e a capo”, svoltosi oggi all’hotel Savoia di Trieste e
organizzato da Nordest Economia e dal quotidiano Il Piccolo.

“Dobbiamo essere in grado di sfruttare le potenzialità della
riforma” ha affermato la presidente. “Nel decreto, che dovrebbe
essere approvato definitivamente entro un paio di mesi, è
contenuta la possibilità di inserire nell’Autorità portuale di
sistema anche i porti di rilevanza regionale. Vogliamo essere i
primi a farlo”.

“Il Friuli Venezia Giulia è in grado di ambire ad essere un
sistema, ma non soltanto attribuendoci un’etichetta ma entrando
nelle dinamiche nuove dei trasporti e della logistica portuale”
ha aggiunto Serracchiani. “E lo dobbiamo fare nell’ottica di
integrare i porti, gli interporti, gli aeroporti e le grandi vie
già esistenti o in fase di realizzazione come la terza corsia o
la velocizzazione delle tratte ferroviarie”.

“Finalmente stiamo lavorando di più e meglio anche tra di noi,
creando condizioni di marketing che vedono i privati e le
istituzioni uniti e in grado di portare risultati qualificanti,
come nel caso dei protocolli firmati nella missione in Iran” ha
puntualizzato la presidente della Regione. “Ci aspettano impegni
gravosi ma siamo orientati a gestire insieme questa sfida molto
significativa per quest’area e per l’intero sistema Paese”.

Al dibattito, moderato dal direttore de Il Piccolo Paolo
Possamai, hanno preso parte anche il commissario dell’Autorità
portuale di Trieste Zeno D’Agostino, il sindaco di Trieste
Roberto Cosolini, il presidente di Cesped spa Rodolfo Flebus e il
presidente di Samer & Co. Shipping Enrico Samer.

Nella discussione si è sottolineato come lo sviluppo della
portualità non si limita ai traffici ma anche e soprattutto alle
ricadute sul territorio e sull’occupazione (D’Agostino ha
sottolineato come in un anno a Trieste sono stati creati o
stabilizzati un centinaio di posti di lavoro). Necessari, secondo
gli operatori, investimenti sulle infrastrutture (in particolare
ferroviarie) e la valorizzazione dei punti franchi per attirare
investimenti e dare occasioni di sviluppo all’industria non solo
triestina ma di tutta la regione.

In questo contesto si inserisce anche la questione relativa a
Porto vecchio, su cui, ha rimarcato il sindaco Cosolini, si
misura la capacità del sistema Paese di attrarre investimenti
perché si tratta di un progetto che non si limita a Trieste e al
Friuli Venezia Giulia ma che coinvolge anche il Governo nazionale.
ARC/RU

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