PORTO TRIESTE: DELRIO, ESEMPIO IN ITALIA DI VERA MODERNITA'

Per Serracchiani “utile all’Italia e all’Europa”

Trieste, 14 apr – La necessità di una “cura del ferro”, cioè di
un sempre più massiccio utilizzo della ferrovia per i porti
italiani?: “porto sempre come esempio il porto di Trieste” ha
commentato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
Graziano Delrio nel corso del suo odierno sopralluogo al Porto
Nuovo di Trieste, assieme alla presidente del Friuli Venezia
Giulia Debora Serracchiani, all’assessore regionale alle
Infrastrutture Mariagrazia Santoro, al sindaco di Trieste Roberto
Cosolini e al commissario dell’Autorità portuale Zeno D’Agostino.

“Mettere i camion sul treno mi riempie di soddisfazione”, ha
infatti sottolineato Delrio alla partenza di uno dei 122 treni
che ogni settimana collegano le banchine di Trieste all’Europa (a
conferma di quell’incremento del 23 per cento di traffico
ferroviario annunciato oggi da D’Agostino), per testimoniare
quella “via del ferro”, ha dichiarato la presidente Serracchiani,
che “qui a Trieste parte direttamente dal porto, senza costruire
nuove grandi infrastrutture ma semplicemente utilizzando
l’esistente e adattando le strutture che già ci sono a queste
nuove sfide”.

Stiamo ottenendo “risultati veramente straordinari”, ha osservato
Serracchiani, ricordando come dalla prossima settimana il porto
giuliano attiverà anche un collegamento merci Est-Ovest Italia
verso Novara, grazie proprio a quest’azione “di rammendo” delle
infrastrutture già operanti: “poi ci sarà ovviamente il tempo di
farne di nuove, di cui abbiamo certamente bisogno”.

Si stanno dunque recuperando traffici, “frutto del lavoro fatto
in questi ultimi tempi”, ha confermato la presidente della
Regione: “stiamo aprendo nuovi traffici e nuove rotte, facendo
quello che è utile a Trieste e al Friuli Venezia Giulia, ma anche
all’Europa e all’Italia”, grazie appunto ad una “cura del ferro”
nella quale Trieste è il porto più importante del nostro Paese.

Gli investimenti previsti per lo scalo giuliano “servono a far
diventare Trieste uno delle due principali porte d’accesso ai
traffici nel Sud Europa”, ha quindi ribadito Delrio, confermando
che “il Governo è al fianco di Regione, Comune e Autorità
portuale per lo sviluppo del porto, che rappresenta un’eccellenza
assoluta a livello nazionale, non solo per i ‘numeri’ ma appunto
anche per le modalità ferroviaria di gestione dei traffici:
Trieste è un porto con vere caratteristiche di modernità”, ha
concluso il ministro.

Delrio, visitando in precedenza alla Centrale idrodinamica la
grande rassegna che ripercorre i 180 anni di storia marittima di
Trieste, ha inoltre affermato che il Governo nazionale “ci sarà”
per la riqualificazione del Porto Vecchio, “per recuperare un
polo importante della città, come richiesto dal Comune e dalla
Regione”.

Il ministro, nella sua visita, ha incontrato Enrico Samer e
Francesco Parisi che gli hanno illustrato le attività al terminal
RoLa e gli investimenti al terminal frutta (“per portare il 100
per cento dei Tir turchi su rotaia”, ha indicato Samer) e i
lavori al molo VI (ad oggi impegnate risorse per 15 milioni di
euro, ha osservato Parisi): come ha concluso il ministro Delrio
l’importante sarebbe avere in Italia “porti e terminalisti che
funzionano così….”.
ARC/RM/ppd

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