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Povertà e ludopatia, una relazione pericolosa. La fotografia dell’Eurispes

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Condizione di chi (persona o entità collettiva) è privo di sufficienti mezzi di sussistenza o ne ha in maniera inadeguata. Incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o di fare scommesse, nonostante l’individuo che ne è affetto sia consapevole che questo possa portare a gravi conseguenze e rischi. Queste sono le definizioni rispettivamente di povertà e di ludopatia. Stiamo parlando di due fenomeni senza alcun dubbio fortemente diffusi nella società odierna. Ma ciò che fa riflettere e che colpisce e che essi stanno diventando sempre più legati tra di loro. Sono dati, statistiche e studi a dirlo e confermarlo. Una sorta di relazione, insomma, che sotto certi aspetti può anche essere definita pericolosa. Cerchiamo dunque di analizzare la situazione.

Un italiano su quattro si sente povero, il 77,2% degli italiani conosce persone che non arrivano a fine mese, un giovane su 10 è costretto a tornare a vivere con i genitori, il 48,2% delle famiglie non ha i mezzi per far studiare i propri figli; la metà degli italiani non riesce a pagare le spese mediche: sono questi soltanto alcuni degli aspetti negativi messi in evidenza da un articolo di Giochi di Slots basato sul dal Rapporto Italia 2017 dell’Eurispes, Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali. Quest’ultimo fa notare come la situazione sia tutt’altro che positiva e ottima. Ma da cosa nasce e dipende tutto questo? Secondo Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes. “La situazione è frutto della mancanza di un progetto per il futuro che possa vedere tutti collaborare nell’interesse generale del Paese”. Insomma, un vero e proprio declino, che riguarda la ricerca, l’innovazione e l’istruzione. A pagarne le spese sono in primis le nuove generazioni. Ma da cosa dipende questo stato di povertà così fortemente generalizzato? La principale causa è la perdita del lavoro (76,7%), ma ecco che, accanto alla separazione o al divorzio, alla perdita o alla malattia di un familiare, spunta anche la dipendenza dal gioco (38,7%). Ecco la relazione di cui abbiamo parlato. Il gambling, da passione e hobby, può dunque trasformarsi in rischio, essendo una vera e propria arma a doppio taglio. E questo non lo si può non sapere.

Questo legame porta sicuramente a delle riflessioni e a dei tentativi di arginare il qualche modo il problema e le sue conseguenze. “La brutta fotografia portata all’attenzione dall’Erispes corrisponde con gli indicatori in nostro possesso. In Lombardia il 60% dei giovani delle scuole superiori ha già provato a giocare e il 15,5% di essi lo fa almeno una volta alla settimana. Il fenomeno, inoltre, coinvolge uno studente su tre già fin dalle medie”, sono queste le parole di Viviana Beccalossi, assessore al Territorio e all’Urbanistica della regione Lombardia. Insomma, un vero e proprio grido d’allarme, che allarga in confini della problematica. Ed è per questo che uno degli interventi adottati mira in primis al contrasto alla ludopatia, coinvolgendo anche le scuole. Perché non si può far finta di niente. Perché la lotta a certe relazioni pericolose deve partire dal basso. Solo questo può essere il giusto inizio.

 

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