telegram

Pre Mittelfest: 16 luglio

MOSTRA MUROAncora due intense giornate di pre-festival a Cividale del Friuli in attesa dell’apertura ufficiale di Mittelfest fissata per sabato. Grande attesa nella giornata di giovedì 16 luglio per una prestigiosa, doppia inaugurazione: si apre al pubblico, dopo i recenti lavori di valorizzazione, il nuovo percorso di visita al complesso monastico di Santa Maria in Valle, vero e proprio gioiello della città Ducale. L’ex-Convento delle Orsoline ospiterà per tutto il periodo del festival la mostra fotografica “IN DIRETTA DAL MURO”, che sarà inaugurata alle 18.30 alla presenza del Sindaco di Cividale Attilio Vuga, del Presidente di Mittelfest Antonio Devetag e dell’Assessore regionale alla Cultura Roberto Molinaro.

Le immagini, talvolta tragiche, spesso commoventi, di un evento storico che ha cambiato il volto dell’Europa: un Muro che cade (quello di Berlino) e tanti altri muri fisici e mentali che, crollando, hanno cambiato geograficamente e politicamente i Paesi dell’Est concorrendo a definire i contorni della nuova Europa. Lo scatto di una macchina fotografica, un’immagine impressa nella pellicola, un gesto che ha permesso di fermare nel tempo i fatti, i momenti, gli eventi politico-sociali e culturali di grande importanza storica che hanno profondamente modificato la storia contemporanea e dai quali muove l’edizione 2009 di MittelFest. Ma tanti gesti (in realtà tanti occhi e tanti sguardi attenti prima ancora dello scatto) hanno documentato anche gli scorci delle città europee che furono scenario di quei fatti e permettono di vedere, proprio attraverso quegli occhi, edifici, piazze, luoghi oggi profondamente modificati. Ne escono immagini di forte valenza simbolica che, al contempo, mantengono quella vitalità, quella freschezza, il fermento di quegli anni. Questa mostra fotografica, unica ed originale, si lega – come detto – ad un evento altrettanto eccezionale: l’apertura di uno spazio di straordinaria bellezza e interesse architettonico quale l’ex Convento delle Orsoline che il Comune di Cividale apre al pubblico proprio in occasione dell’esposizione. Un’occasione per ammirare nella splendida cornice del chiostro e nella Sala degli Affreschi del Monastero di Santa Maria in Valle una serie di immagini fotografiche raccolte nell’area territoriale dell’Austria e di una Germania ancora divisa, in Polonia ed Ungheria. L’evento espositivo, promosso da MittelFest con il Forum Austriaco di Cultura di Milano, vede le illustri collaborazioni della Commissione Europea (Rappresentanza di Milano), del Goethe-Institut-Mailand di Milano, dei Consolati di Polonia ed Ungheria.

Sempre giovedì 16, alle 21.00 al teatro Ristori, la sacra rappresentazione in forma di oratorio Statio ad Sextum – Cunvigne a Sante Marie in Sylvis un testo di mons. Pietro Biasatti sulle musiche di Giovanni Zanetti, con la regia di Ferruccio Merisi e i costumi di Claudia Contin.

L’incontro tra la civiltà latina cristiana e quella e la civiltà longobarda viene rappresentata nell’Abbazia di Santa Maria in Sylvis, a Sesto al Reghena. In quel luogo, nell’ottavo secolo, i longobardi si erano riuniti attorno alla regola benedettina, ed è quello il momento che viene qui rappresentato utilizzando la lingua latina, paleoslava e germanica. In mezzo alla foresta vergine di querce, estesa senza interruzione dal fiume Livenza al Tagliamento, presso il villaggio latino posto a sei miglia dalla città di Concordia sulla strada che menava al castrum di Ragogna, tre nobili longobardi – Erfo, Anto e Marco – edificarono un’abbazia. Chiamarono a reggerla i monaci benedettini e vi si ritirarono anch’essi in vita di preghiera. Erano gli anni fra il 741 e il 745. Il Patriarca di Aquileia, Callisto, aveva appena trasferito la sua residenza dal castello di Cormòns alla città di Forum Iulii.  Poco più tardi, nel 762, il nuovo patriarca Sigualdo avrebbe accolto sotto la sua immediata protezione il nuovo monastero di Sextum in Silvis, la cui fabbrica era destinata a durare – imponente e bella, insigne ornamento della Chiesa patriarcale – fino a oggi, inizi del III millennio. L’identità del popolo friulano si è formata, in seno alla cristianità latina aquileiese, come sintesi di tre componenti culturali di base, la celtica dei Carni, la romana dei coloni di Aquileia, la longobarda dei fondatori dello stato ducale. Vi si aggiunge quel ramo degli Slavi meridionali – gli Sloveni – che si affacciavano sulle Alpi Giulie al seguito della stirpe turca dei bellicosi Àvari. Questo stesso popolo friulano e le anime che si fondono nella sostanza della sua identità, è coralmente il protagonista della Statio ad Sextum, ideata da Pietro Biasatti secondo la forma drammaturgica della “sacra rappresentazione”. In un concitato contrappunto di voci latine, slave e germaniche, addensate nell’eloquio romanzo del Friuli, si dipana una traccia lirica collettiva, dolente e penitente, ma visionaria, avventurosa.

Ancora due intense
giornate di pre-festival a Cividale del Friuli in attesa dell’apertura
ufficiale di Mittelfest fissata per sabato. Grande attesa nella giornata di giovedì 16 luglio per una prestigiosa,
doppia inaugurazione: si apre al pubblico, dopo i recenti lavori di
valorizzazione, il nuovo percorso di visita al complesso monastico di Santa Maria in Valle, vero e proprio
gioiello della città Ducale. L’ex-Convento delle Orsoline ospiterà
per tutto il periodo del festival la mostra fotograficaIN DIRETTA DAL MURO”, che sarà
inaugurata alle 18.30 alla presenza del Sindaco di Cividale Attilio Vuga, del Presidente di Mittelfest Antonio Devetag e dell’Assessore
regionale alla Cultura Roberto Molinaro.

Le immagini, talvolta
tragiche, spesso commoventi, di un evento storico che ha cambiato il volto
dell’Europa: un Muro che cade (quello di Berlino) e tanti altri muri
fisici e mentali che, crollando, hanno cambiato geograficamente e politicamente
i Paesi dell’Est concorrendo a definire i contorni della nuova Europa. Lo
scatto di una macchina fotografica, un’immagine impressa nella pellicola,
un gesto che ha permesso di fermare nel tempo i fatti, i momenti, gli eventi
politico-sociali e culturali di grande importanza storica che hanno
profondamente modificato la storia contemporanea e dai quali muove
l’edizione 2009 di MittelFest. Ma tanti gesti (in realtà tanti occhi e
tanti sguardi attenti prima ancora dello scatto) hanno documentato anche gli
scorci delle città europee che furono scenario di quei fatti e permettono di
vedere, proprio attraverso quegli occhi, edifici, piazze, luoghi oggi
profondamente modificati. Ne escono immagini di forte valenza simbolica che, al
contempo, mantengono quella vitalità, quella freschezza, il fermento di quegli
anni. Questa mostra fotografica, unica ed originale, si lega – come detto
- ad un evento altrettanto eccezionale: l’apertura di uno spazio di straordinaria
bellezza e interesse architettonico quale l’ex Convento delle Orsoline
che il Comune di Cividale apre al pubblico proprio in occasione
dell’esposizione. Un’occasione per ammirare nella splendida cornice
del chiostro e nella Sala degli Affreschi del Monastero di Santa Maria in Valle
una serie di immagini fotografiche raccolte nell’area territoriale
dell’Austria e di una Germania ancora divisa, in Polonia ed Ungheria.
L’evento espositivo, promosso da MittelFest con il Forum Austriaco di
Cultura di Milano, vede le illustri collaborazioni della Commissione Europea
(Rappresentanza di Milano), del Goethe-Institut-Mailand di Milano, dei
Consolati di Polonia ed Ungheria.

 

Sempre giovedì 16, alle
21.00 al teatro Ristori, la sacra rappresentazione in forma di oratorio Statio ad Sextum – Cunvigne a
Sante Marie in Sylvis un testo di mons. Pietro Biasatti sulle
musiche di Giovanni Zanetti, con la regia di Ferruccio Merisi e i costumi di
Claudia Contin.

L’incontro tra la
civiltà latina cristiana e quella e la civiltà longobarda viene rappresentata
nell’Abbazia di Santa Maria in Sylvis, a Sesto al Reghena. In quel luogo,
nell’ottavo secolo, i longobardi si erano riuniti attorno alla regola
benedettina, ed è quello il momento che viene qui rappresentato utilizzando la
lingua latina, paleoslava e germanica. In mezzo alla foresta vergine di querce,
estesa senza interruzione dal fiume Livenza al Tagliamento, presso il villaggio
latino posto a sei miglia dalla città di Concordia sulla strada che menava al castrum di Ragogna, tre nobili longobardi
– Erfo, Anto e Marco – edificarono un’abbazia. Chiamarono a
reggerla i monaci benedettini e vi si ritirarono anch’essi in vita di
preghiera. Erano gli anni fra il 741 e il 745. Il Patriarca di Aquileia,
Callisto, aveva appena trasferito la sua residenza dal castello di Cormòns alla
città di Forum Iulii.  Poco
più tardi, nel 762, il nuovo patriarca Sigualdo avrebbe accolto sotto la sua
immediata protezione il nuovo monastero di Sextum
in Silvis, la cui fabbrica era destinata a durare – imponente
e bella, insigne ornamento della Chiesa patriarcale – fino a oggi, inizi
del III millennio. L’identità del popolo friulano si è formata, in seno
alla cristianità latina aquileiese, come sintesi di tre componenti culturali di
base, la celtica dei Carni, la
romana dei coloni di Aquileia, la longobarda dei fondatori dello stato ducale.
Vi si aggiunge quel ramo degli Slavi meridionali - gli Sloveni – che si
affacciavano sulle Alpi Giulie al seguito della stirpe turca dei bellicosi Àvari.
Questo stesso popolo friulano e le anime che si fondono nella sostanza della
sua identità, è coralmente il protagonista
della Statio ad Sextum, ideata da Pietro Biasatti secondo la
forma drammaturgica della “sacra rappresentazione”. In un concitato
contrappunto di voci latine, slave e germaniche, addensate nell’eloquio
romanzo del Friuli, si dipana una traccia lirica collettiva, dolente e
penitente, ma visionaria, avventurosa.
486