Bearzi

Predisposizione misure per commercio ambulante in FVG

“La Regione dispone di una normativa peculiare nel settore del commercio sulle aree pubbliche, e a fronte dell’emergenza e della crisi in atto, sta predisponendo ulteriori misure di aiuto per dare risposte anche al commercio ambulante, perché saranno rivolte alle categorie economiche per le quali finora non sono ancora stati approntati i primi interventi di sostegno”.

Lo ha evidenziato in Consiglio regionale l’assessore alle Attività produttive del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini, nel condividere una mozione presentata in Aula attraverso la quale venivano richieste iniziative a sostegno dei commercianti e degli ambulanti, nonché misure di aiuto al commercio sulle aree pubbliche a fronte dell’emergenza Coronavirus.

Bini, nell’occasione, ha ricordato che -“la legge 9 del 2019 ha riportato integralmente alla Regione le competenze per la definizione delle regole nel settore dei commercianti e degli ambulanti, nella prospettiva della valorizzazione della qualità dei prodotti offerti, specie se di produzione locale, e dei servizi resi. In quest’ottica vanno valutate anche le modalità di organizzazione di mercati e fiere e i luoghi di svolgimento, specie considerando i casi di collocazione in spazi urbani centrali, di pregio storico e architettonico”.

I vari Decreti emanati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per il contenimento della pandemia, hanno inciso profondamente sull’andamento ordinario delle attività del commercio sulle aree pubbliche, sospendendo anche l’attività itinerante, e causando la chiusura dei mercati, salvo quelli per la vendita di soli generi alimentari.

In chiave locale, con le ordinanze numero 10 e 11/2020 del Presidente della Regione era stata confermata l’attuazione sul territorio del Friuli Venezia Giulia di tali vincoli, vietando l’esercizio delle attività di commercio nella forma di mercato all’aperto o al chiuso, o di analoga forma di vendita su area pubblica o privata, comprese quelle per i generi alimentari, eccetto che nei Comuni nei quali il sindaco abbia adottato un apposito piano, consegnato ai commercianti, che preveda condizioni di sicurezza sanitaria minimali. Ovvero: una perimetrazione nel caso di mercato all’aperto; la presenza di un unico varco di accesso separato da quello di uscita, e il contingentamento delle presenze; per i venditori e i clienti l’uso obbligatorio di guanti monouso, di mascherine o comunque di una protezione a copertura di naso e bocca; e il mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro. “In questa fase emergenziale – spiega Bini – la Regione ha così cercato di rendere comunque possibile la prosecuzione dell’attività degli ambulanti, almeno per il settore alimentare, nei contesti in cui fossero assicurate adeguate garanzie sotto il profilo sanitario”.

“In termini generali – ha poi aggiunto Bini – gli interventi che abbiamo messo in campo stanno cercando di dare risposte concrete a tutti gli imprenditori, ma anche, e in particolare, agli operatori commerciali: abbiamo iniziato a farlo con un contributo a fondo perduto pari al 20 per cento del canone di affitto per il mese di marzo, destinato ad alcune categorie, tra le quali però non siamo riusciti a includere gli ambulanti in conseguenza della natura della loro attività che non prevede l’utilizzo di locali. Abbiamo cercato inoltre – aggiunge l’esponente dell’esecutivo Fedriga – di facilitare l’accesso al credito e di consentire l’erogazione in via anticipata e senza fidejussione a favore dei beneficiari di contributi concessi prima dell’1 aprile 2020”.

“Ora – anticipa l’assessore – stiamo predisponendo misure di aiuto rivolte alle altre categorie economiche, tra le quali gli ambulanti; da parte della Regione saranno stabiliti interventi semplici e veloci, in grado di supportare gli imprenditori in questo momento difficile, tenendo conto dell’apporto delle rispettive associazioni di categoria, anche di livello nazionale, con le quali, in questo periodo, è sempre stata tenuta una costante interlocuzione”.

“Sappiamo – conclude l’assessore regionale – che ciò non sarà sufficiente ma occorre considerare che l’emergenza da Coronavirus ha di fatto bloccato interi settori economici, ai quali dobbiamo comunque prestare attenzione”

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