Udine

Premio Hemingway allo sloveno Drago Jancar

hemingway1Riconoscimento internazionale allo scrittore e saggista nato a Maribor per il suo impegno nella diffusione e nella promozione dei valori di libertà, tolleranza e amicizia fra i popoli.E’ Drago Jan?ar il vincitore della prima edizione del Premio Hemingway-Sparkasse. La consegna del premio internazionale si è tenuta venerdì 12 giugno alle ore 18.30 al centro congressi Kursaal di Lignano Sabbiadoro. La giuria del Premio Hemingway-Sparkasse, presieduta dal direttore della Rete Uno della Rai, Mauro Mazza e da Silvano Delzotto, sindaco di Lignano Sabbiadoro, ha scelto all’unanimità di premiare lo scrittore e saggista sloveno nato a Maribor per il suo costante impegno manifestato durante tutti gli anni della sua carriera sia nella promozione che nella diffusione dei valori di libertà, tolleranza e amicizia fra i popoli nell’ambito dell’Euroregione, area geografica che unisce il Friuli Venezia Giulia con i territori balcanici. Il vissuto umano e professionale di Drago Jan?ar collima alla perfezione con le motivazioni del riconoscimento del premio voluto dalla banca carinziana presente in Italia con sedi a Udine, Treviso, Conegliano Veneto e Vicenza, che ha alla base il riconoscimento di uomini del mondo della cultura e del pensiero che hanno radici profonde proprio nell’Euroregione, terra-ponte fra est e ovest d’Europa. Drago Jankar è nato a Maribor il 13 aprile 1948 ed è stato da sempre considerato una sorta di sovversivo da parte del regime di Tito per il suo impegno a favore della libertà e della democrazia e nelle sue opere, caratterizzate da uno stile laconico ma al tempo stesso ironico, lo scrittore sloveno ha dato voce e volti a reali vicende storiche dell’Europa centrale e orientale sostenendo la necessità dell’impegno civile.
“Il Premio Hemingway-Sparkasse – spiega Magister Alois Hochegger, presidente della banca austriaca che è anche main sponsor della kermesse culturale di Lignano Sabbadioro dedicata al grande scrittore americano Ernest Hemingway – ha ritenuto opportuno assegnare il riconoscimento a Jan?ar in quanto rappresentante della volontà di superare ogni barriera di tipo ideologico, politico e religioso per favorire la tolleranza, la libertà e l’amicizia fra i popoli, elementi che sono alla base dello sviluppo della nostra società e per cui la cultura, come nel caso dello scrittore sloveno, può dare un contributo significativo.”
Drago Jan?ar è uno dei più noti scrittori sloveni contemporanei e le sue opere sono tradotte in diciotto lingue, tra le quali anche l’hindi, il kazako e l’irlandese. I suoi romanzi sono quasi sempre legati a concrete vicende storiche dell’Europa centrale, la cui sorte sembra incarnare, per lo scrittore, la tragicità della condizione umana. Jan?ar è anche autore di numerosissimi saggi, nei quali analizza con pungente ironia le questioni politiche e culturali slovene e europee. Sostenitore della necessità dell’impegno civile, ha sostenuto la causa dei bosgnacchi nelle guerre jugoslave e ha guidato una delegazione di scrittori sloveni in visita ad una Sarajevo ancora assediata. Tre le sue opere tradotte in lingua italiana: L’allievo di Joyce del 2006, Il ronzio del 2007 e Aurora boreale del 2008.

Il premio Hemingway-Sparkasse si svolge nell’ambito della XXV edizione del Premio Ernest Hemingway-Lignano Sabbiadoro in programma sabato 13 giugno a Lignano Sabbiadoro (Udine). L’importante appuntamento culturale è finanziato e sostenuto da Kärntner Sparkasse AG Cassa di Risparmio della Carinzia che intende dare ulteriore spessore a una kermesse che nel corso degli anni ha saputo ritagliarsi uno spazio importante nel panorama nazionale culturale accreditandosi come uno dei principali appuntamenti italiani dedicati al mondo dei libri e dell’informazione. La banca austriaca attraverso la propria Fondazione privata, sostiene la cultura in ogni sua forma e ha scelto di sostenere questo evento nato come locale e che ha ormai assunto rilevanza internazionale.

FONTE: PRIMASTUDIO Udine – Alessandro Rinaldini

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DRAGO JAN?AR / SCHEDA E NOTE INFORMATIVE

Drago Jan?ar è uno scrittore e saggista sloveno. E’nato a Maribor il 13 aprile 1948, dove ha frequentato l’università. All’inizio degli anni settanta, è stato capo redattore del giornale studentesco “Katedra”, che, a causa di alcuni articoli critici contro il regime comunista, ha dovuto lasciare. Nel 1974 è stato accusato di “diffusione di propaganda ostile” per aver introdotto in Jugoslavia un volume sul massacro dei domobranci (denominazione collettiva degli appartenenti alla Difesa territoriale slovena: formazione anticomunista e collaborazionista di miliziani prevalentemente volontari, costituitasi in Slovenia nel settembre 1943, per contrastare la Resistenza antifascista del Fronte di liberazione sloveno), che aveva acquistato nella vicina Carinzia austriaca. Fu condannato a un anno di reclusione, ma venne rilasciato dopo tre mesi. Lo stesso anno venne arruolato nell’esercito jugoslavo e mandato a prestare servizio in Serbia, dove fu vittima di sistematici maltrattamenti da parte dei superiori, a causa del suo status di “sovversivo”. Tornato in Slovenia, decise di dedicarsi esclusivamente alla scrittura. Non riuscendo a pubblicare i suoi libri, trovò lavoro al quotidiano di Maribor “Ve?er”, dove però non poté scrivere articoli e fu assegnato a lavori amministrativi. Alla fine degli anni settanta si trasferì a Lubiana, dove ha lavorato come sceneggiatore e aiuto regista in alcune produzioni cinematografiche. A Lubiana ha conosciuto numerosi dissidenti politici, tra i quali il poeta Edvard Kocbek e il filosofo Ivan Urban?i?, e ha cominciato a partecipare al fervente clima culturale della capitale slovena dei primi anni ottanta. Dopo la morte di Tito e la graduale liberalizzazione in campo culturale, Jan?ar ha potuto lavorare con numerose compagnie teatrali come sceneggiatore e ha pubblicato i suoi primi romanzi. Dal 1987 al 1991 è stato presidente dell’Associazione degli scrittori sloveni, attraverso la quale ha cercato di promuovere il processo di democratizzazione del Paese. Nelle elezioni del 1990 ha sostenuto apertamente l’opposizione democratica slovena e la successiva decisione per l’indipendenza della Slovenia.

La prosa di Jan?ar si accosta spesso a modelli modernisti, mentre i contenuti ruotano intorno alla questione del rapporto tra l’individuo e le istituzioni repressive, come prigioni, galere, manicomi e caserme. Il suo stile è spesso laconico e allo stesso tempo ironico. I suoi romanzi sono quasi sempre legati a concrete vicende storiche dell’Europa centrale, la cui sorte sembra incarnare, per lo scrittore, la tragicità della condizione umana. Jan?ar è anche autore di numerosissimi saggi, nei quali analizza con pungente ironia le questioni politiche e culturali slovene e europee. Sostenitore della necessità dell’impegno civile, ha sostenuto la causa dei bosgnacchi nelle guerre jugoslave e ha guidato una delegazione di scrittori sloveni in visita ad una Sarajevo ancora assediata. Nelle elezioni del 2000 e del 2004 ha dato il suo pubblico appoggio al Partito Democratico Sloveno. Jan?ar è uno dei più noti scrittori sloveni contemporanei: le sue opere sono tradotte in 18 lingue, tra le quali anche l’hindi, il kazako e l’irlandese.

Opere tradotte in italiano:

– L’allievo di Joyce. Racconti, trad. Veronika Brecelj, coedizione Ibiskos Editrice Risolo e ZTT- Est, Empoli-Trieste 2006, collana Est-Libris.
– Il ronzio, trad. Roberto Dapit, Forum, Udine 2007.
– Aurora Boreale, trad. D. Betocchi ed E. Lenaz, Bompiani, Milano 2008.

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