Premio Letterario Caterina Percoto

100 giorni da oggi – 21 aprile – per partecipare alla 9^ edizione del Premio Percoto, che ci porta a riflettere sui temi della più stretta attualità: Caterina Percoto “cronista” di guerra e il suo auspicio di una “santa alleanza fra tutte le nazioni della terra” aprono uno sguardo di speranza sugli scenari del nostro tempo.

Il 1° agosto (ore 12) scade la consegna degli elaborati per autori adulti e ragazzi, il 25 novembre la cerimonia di Premiazione a Manzano.

Nel frattempo molte iniziative collaterali, a cominciare dall’evento nel cartellone di vicino/lontano 2022, in programma giovedì 12 maggio a Udine, sul tema “La guerra non ha un volto di donna: la sfida al racconto da Percoto a Aleksievic”, con Sergia Adamo, ordinario di Letterature comparate all’Università di Trieste. L’evento nasce dallo speciale partenariato che il Premio Percoto inaugura nel 2022 con il festival vicino/lontano.

MANZANO – Si apre nei 210 anni dalla nascita di una scrittrice di riferimento del Risorgimento italiano – una delle pochissime ‘penne’ al femminile dell’Ottocento letterario – la 9^ edizione del Premio Letterario Caterina Percoto, il contest biennale promosso dal Comune di Manzano – Assessorato alla Cultura, rivolto ad autori adulti e ai giovani attraverso due diverse sezioni. Ideato per onorare la scrittrice friulana nativa di S. Lorenzo di Soleschiano sul Natisone (nei pressi di Manzano), il Premio Percoto, ha adottato la forma racconto, una delle cifre stilistiche care a Caterina Percoto. I racconti di Caterina Percoto offrono infatti una documentazione culturale e antropologica dell’Italia fra Risorgimento e unità nazionale.

Il Premio Percoto sarà quest’anno l’occasione per cimentarsi in un concorso letterario, ma anche e soprattutto per condividere una riflessione che nasce dall’opera di Caterina Percoto e diventa patrimonio comune di conoscenza ed esercizio di pensiero, prima ancora che di scrittura. Il tema 2022 è infatti di straordinaria attualità e raccoglie il grido di dolore dell’Europa in guerra, nelle settimane più convulse per i popoli del continente: si tratta di un excerpt dalla novella ‘La coltrice nuziale’, ispirata ai “Fatti di Jalmicco” del 1848, quando Udine e altri villaggi friulani si ribellarono al dominio asburgico. Caterina Percoto aveva assistito alla repressione austriaca, con interi villaggi friulani incendiati e saccheggiati: così affidò il suo pensiero all’epistola che chiude la novella, una sorta di ‘manifesto’ consegnato anche al nostro tempo. “Tra i figli di due Paesi egualmente liberi, egualmente potenti, bella è l’unione di sangue! Ella è preludio di quella santa alleanza, che nel cospetto di Dio stringerà un giorno, come altrettante sorelle, tutte le nazioni della terra”: così recita l’estratto che fungerà da traccia per gli autori dei racconti in gara all’edizione 2022 del Premio letterario Caterina Percoto. Un auspicio che schiude una pionieristica visione “internazionalista” di pacifica e solidale convivenza fra le nazioni: la stessa che oggi tutti ci auguriamo per l’evoluzione del drammatico conflitto in Ucraina.

PREMIO PERCOTO 2022

Ci sono 100 giorni di tempo dal lancio di oggi – 21 aprile – per partecipare alla 9^ edizione del Premio Percoto. Il Premio è articolato in due categorie indipendenti, la Categoria Adulti che propone la scrittura di racconti brevi in lingua italiana o friulana della lunghezza massima di 20mila caratteri (spazi inclusi), e la Categoria Ragazzi per studenti delle Scuole Primaria e Secondaria di primo grado e secondo grado: in questo caso il racconto breve in lingua italiana o friulana avrà lunghezza massima di 5mila caratteri (spazi inclusi). La Giuria tecnica, presieduta dall’autrice e giornalista Elisabetta Pozzetto, è composta inoltre dall’Assessore alla Cultura del Comune di Manzano Silvia Parmiani e da William Cisilino, Elisabetta Feruglio, Valter Peruzzi, Walter Tomada. Verranno assegnati due premi per la categoria adulti, quattro premi per la categoria ragazzi ed una menzione speciale per la lingua friulana. Gli elaborati dovranno pervenire entro le ore 12 del primo agosto 2022, secondo le indicazioni del bando consultabile al link https://www.comune.manzano.ud.it/c030055/po/mostra_news.php?id=1414&area=H

«Il Premio Letterario Caterina Percoto – dichiara l’Assessore Regionale alla Cultura Tiziana Gibelli – ancora una volta offrirà l’occasione per riscoprire l’opera di una delle autrici friulane più importanti ed innovative. Non a caso il tema scelto per l’edizione 2022 è incentrato sulla visione internazionale della scrittrice, tema molto popolare all’epoca in cui è vissuta Percoto, ma altrettanto attuale anche oggi, tanto più in una regione di confine come il Friuli Venezia Giulia che, nel 2025 vedrà Gorizia affiancare Nova Gorica in quella che è la prima Capitale Europea della Cultura transfrontaliera. Una sfida che sarà fondamentale per tutta la nostra regione e che, ne sono convinta, potrà trovare molti spunti di riflessione anche negli elaborati che verranno presentati per il Premio. Ci tengo anche a fare un plauso alla collaborazione che è stata avviata con Vicino Lontano, uno dei soggetti di produzione culturale più importanti della regione e che contribuirà certamente a far crescere ulteriormente la manifestazione».

IL PREMIO PERCOTO E I PERCORSI DI TERRA E CULTURA.

«Ancora una volta siamo felici di testimoniare la sorprendente attualità dell’opera della concittadina Caterina Percoto – sottolineal’Assessore alla Cultura del Comune di Manzano, Silvia Parmiani – Il patrimonio letterario che il Premio si propone di preservare e tramandare rappresenta anche unprezioso tesoro culturale ereditato dalla comunità. Con la 9^ edizione del Premio Percoto vogliamo anche inaugurare un nuovo progetto che intreccia alla scoperta dei luoghi l’approfondimento culturale e storico: “Percorsi di Terra e Cultura, promossi dal Comune di Manzano, attraverso una prospettiva suggestiva consentiranno di scoprire e ‘sfogliare’ la letteratura nei luoghi dove è stata vissuta e raccontata. Perché i narratori sono capaci di condurre i lettori negli angoli più remoti della cultura locale: i loro romanzi, i loro racconti sono ‘intrisi’ degli aspetti caratterizzanti dei territori nei quali ogni storia è ambientata». Ciascun itinerario si potrà percorrere a piedi o su due ruote attraverso itinerari ciclopedonali: vere e proprie passeggiate culturali nel segno della movimentazione e del turismo sostenibile,  attraversi i luoghi della concittadina più famosa di Manzano, Caterina Percoto. Un’occasione del tutto nuova per conoscere un suggestivo patrimonio culturale e paesaggistico, legato alla vita e alla storia della Percoto, nell’area compresa tra Soleschiano e San Lorenzo di Manzano. Saranno visitabili i luoghi che l’autrice descrive nei suoi racconti con un lessico fortemente ancorato al reale, dalla Casa Natale di una donna che fu scrittrice, imprenditrice, studiosa, responsabile della casa ed educatrice, ai prati della frazione di San Lorenzo di Soleschiano dove riecheggia l’amore di Caterina Percoto per la sua terra, alla Villa Martinengo che racconta la grande amicizia con Pietro Savorgnano Di Brazzà e la curiosità infinita della Percoto per le terre lontane e per i viaggi. Il Percorso di Terra e Cultura nei luoghi di Caterina Percoto prenderà il via nell’autunno 2022 e sarà fruibile in occasione della Premiazione, il prossimo novembre. Una segnaletica dedicata consentirà di approfondire i dettagli legati ad ogni luogo e attraverso una tecnologia interattiva con QR code si potrà successivamente accedere anche a letture di estratti scelti dall’opera di Caterina Percoto, legati alla ‘stazione’ nella quale ci si trova.

IL PREMIO PERCOTO INCONTRA IL FESTIVAL VICINO/LONTANO

Novità rilevante dell’edizione 2022 è l’inaugurazione di un partenariato speciale con il festival vicino/lontano, in programma a Udine dall’11 al 15 maggio 2022. E giovedì 12 maggio, alle 19.30 a Udine (Auditorium Sgorlon, ore 19.30), si parlerà del Premio Percoto in occasione dell’incontro sul tema “La guerra non ha un volto di donna: la sfida al racconto da Percoto a Aleksievic”, una conversazione affidata alla studiosa di letteratura comparata Sergia Adamo. Premio Nobel per la Letteratura 2015, Svetlana Aleksievic ha così descritto il peso e la solitudine di chi sfida la possibilità di racconto della guerra dichiarato: “sono stata definita scrittrice delle catastrofi, ma non è vero: io cerco continuamente parole d’amore. L’odio non ci salverà, solo l’amore”. «Anche Caterina Percoto ha affrontato in altri tempi questa sfida, per questo – spiega la presidente di Giuria del Premio Percoto, Elisabetta Pozzetto – l’esercizio di ripercorrere un filo che leghi queste due scrittrici dal Friuli dell’Ottocento ad oggi è meno ardito di quanto sembri. Sono entrambe dotate dell’ ”amoroso tocco”, in grado di cambiarci attraverso il racconto. Nelle pagine de “la Coltrice nuziale” Percoto affronta la crudeltà della guerra attraverso le lacerazioni che provoca ai vincoli più naturali, quelli di sangue. Le novelle in lingua italiana di Caterina Percoto – sottolinea ancora la Presidente di Giuria Elisabetta Pozzetto – hanno il potere di avvincere anche il lettore odierno perché sono finestre aperte su una realtà poco documentata in letteratura: il Friuli del medio Ottocento». Rileggere Caterina Percoto significa confrontarsi con una dei pochi autori del Risorgimento che ha testimoniato in presa diretta gli orrori della guerra sulla gente comune. Caterina Percoto non fu la letterata chiusa in una torre eburnea ma un’intellettuale per cui è irriducibile l’esigenza di farsi testimone, di dar voce a chi ha subito ingiustizia, di scuotere le coscienze dell’opinione pubblica. Di affrontare temi delicati con la vividezza e il coraggio richiesti per realizzare un reportage vero e lacerante. Testi come “La coltrice nuziale” e “La donna di Osopo” porteranno la censura austriaca a vietare la circolazione della sua opera, e per il suo schierarsi apertamente a fianco della causa unitaria l’autrice rischierà anche di farsi arrestare».

CATERINA PERCOTO

Caterina Percoto nasce il 12 febbraio del 1812 a San Lorenzo di Soleschiano, in provincia di Udine. Alla morte del suo amato padre, nel 1821, la famiglia si trasferisce a Udine e viene condotta nell’Educandato di Santa Chiara, oggi conosciuto con il nome di Educandato Uccellis. Nel 1829 Caterina lascia il convento. Tornata a casa, la giovane si dedica all’azienda di famiglia e all’educazione dei fratelli minori con la collaborazione di Don Pietro Comelli, sua guida spirituale e amico sincero. Tuttavia, Caterina continua a studiare da autodidatta, avvicinandosi alla lettura di classici italiani come Dante e Manzoni.

La giovane trascorre gran parte della propria esistenza in solitudine nella sua città natale, fino al trasferimento definitivo con sua madre nel 1836. La carriera letteraria dell’artista ha inizio nel 1839, quando Don Comelli invia segretamente alcuni suoi scritti, un commento alla traduzione di Andrea Maffei e alcuni brani della Messiade di Klopstock, alla «Favilla», un giornale culturale triestino. Inizia così il suo rapporto con l’editore Francesco Dall’Ongaro, che diventerà anche il suo mentore. L’editore oltre a ringraziarla per i “suoi eruditi articoli di critica letteraria” le consiglia di dedicarsi anche a “qualche scritto da donna” e di “descrivere i mille aspetti della natura, i costumi, le tradizioni, le vicende, gli affetti di quei campagnoli”. Caterina accetta il consiglio e a partire dal 1844 comincia a pubblicare regolarmente alcune opere dal tema rustico. Pubblica il suo primo volume di narrativa nel 1845 intitolandolo: Lis Cidulis. Scene carniche. Il libro viene consigliato da Pacifico Valussi, che diventerà un grande amico di Caterina tanto da chiamarla amichevolmente “contessina contadina”. Da questo momento altri giornali la pubblicano come «Il Giornale di Trieste» e la «Giunta domenicale del Friuli». Nell’agosto del 1847 pubblica anche per la milanese «Rivista europea» diretta da Carlo Tenca, una novella dal titolo L’album della suocera. Ma Caterina non vuole mettersi al centro della scena, desidera solo scrivere. Per questo collabora anche con riviste e periodici del Lombardo-Veneto e di Torino. A questo punto, Pacifico Valussi scrive cinque lettere intitolate La donna italiana, tra le colonne della «Ricamatrice» che la esortano pubblicamente ad occuparsi dell’educazione delle donne delle classi inferiori. Caterina accetta l’invito e comincia una corrispondenza di quattordici lettere pedagogiche intitolate Una pagina del giornale della zia – Corrispondenza di un’associata tra l’aprile e il luglio del 1858. Lettere in cui spiccano l’indottrinamento di Raffaello Lambruschini e le letture di Jean Jacques Rousseau. Nei suoi racconti di impostazione didattico-pedagogica Caterina, con vivacità, mostra una sua idea completamente nuova sull’educazione delle donne, un nuovo registro di formazione che faccia loro acquisire un registro linguistico nazionale. Nel 1848, con la Prima Guerra d’Indipendenza, Caterina si ritrova testimone oculare dei Fatti di Jalmicco. La vicenda la sconvolge al punto tale da rendere i suoi scritti politicamente più impegnati: scrive La donna di Osoppo e La coltrice nuziale, opere che riscuotono grande successo tra i patriottici. Il 30 gennaio del 1859 la Percoto viene nominata socia corrispondente dell’Accademia di Udine e ne diventa socia onoraria il 5 aprile del 1878. La scrittrice vive gli ultimi anni della sua vita in preda a precarie condizioni di salute accompagnati, tuttavia, a grandi successi. Nel 1866 viene insignita dell’Ordine del merito civile, un riconoscimento ottenuto per intercessione di Gino Capponi e Cesare Cantù. L’anno successivo incontra a Udine Giuseppe Garibaldi e a Firenze comincia a frequentare il salotto di Francesco Dall’Ongaro, riuscendo a incontrare politici e letterati dell’epoca. Nel 1868 rifiuta la nomina a direttrice dell’Educandato di Santa Chiara e nel 1871 accetta la nomina del ministro Cesare Correnti a ispettrice degli istituti femminili nelle province venete. Una vita piena che si spegne il 15 agosto del 1887. Caterina Percoto muore a San Lorenzo di Soleschiano, viene sepolta a Udine, accanto alla tomba del poeta Pietro Zorutti.

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