Bearzi

Presentazione della pubblicazione sostenuta da Provincia e Fondazione Crup.

Il segno degli Antonini in Friuli. Fontanini: “Patrimonio che deve rimanere ai friulani”.
Presentazione della pubblicazione sostenuta da Provincia e Fondazione Crup. D’Agostini: “Importante opera culturale per valorizzare una significativa parte della storia del Friuli”.

Il palazzo della Provincia, l’immobile che ha ospitato fino a qualche anno fa la Banca d’Italia, la sede del polo umanistico dell’Università di Udine e il palazzo di piazza Garibaldi, ora sede del Cism, Centro internazionale di scienze meccaniche. Sono i gioielli più preziosi che la famiglia Antonini ha realizzato e lasciato in eredità alla città di Udine: edifici di eccezionale valore dal punto di vista architettonico, storico ma anche artistico in considerazione degli autori chiamati a costruirli, in primis il Palladio, e a ornarli di affreschi e pitture. Alla storia di questo prestigioso casato che si interseca con la storia di Udine e del Friuli, è dedicato il volume “Gli Antonini, cittadini di Udine, signori di Saciletto” presentato a palazzo Antonini-Belgrado in un affollatissimo Salone del Consiglio provinciale affrescato, per volontà degli stessi Antonini, dal Quaglio alla fine del 1600. Un lavoro editoriale importante sostenuto da Provincia, Fondazione Crup e Deputazione di Storia Patria per il Friuli. “Attraverso questo lavoro si raccontano le glorie di questa famiglia che dalla Carnia, nucleo originario del Friuli, ha portato al nostro territorio un beneficio immenso. Un patrimonio, penso al palazzo della Provincia che, una volta chiuso l’ente, deve rimanere dei friulani e non gestito da Trieste. Auspico sia possibile trovare un accordo con il Comune di Udine affinché subentri nella proprietà e continui a dare risalto e valorizzare questa struttura fino ad oggi ben conservata” ha affermato introducendo l’incontro il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini. Invito raccolto dall’assessore alla cultura del Comune di Udine Federico Pirone che ha confermato l’impegno dell’amministrazione locale per l’unità e nell’interesse della città di Udine e del Friuli ribadendo anche la disponibilità, in prospettiva futura, affinché il patrimonio rimanga alla città. Pirone ha definito la pubblicazione un’importante operazione culturale che riconduce a unità il piano della conoscenza degli archivi con quello della storia e dell’architettura della città e dei suoi palazzi, spesso poco conosciuti, mediante le vicende di una prestigiosa famiglia. Per il presidente della Fondazione Crup Lionello D’Agostini, “si tratta di un’opera di grande livello che narra le vicende di una famiglia e dei suoi personaggi e della traccia indelebile lasciata nella storia del Friuli. Un vero e proprio investimento quello fatto dalla Fondazione attraverso questa pubblicazione, per rilanciare ancora una volta l’importanza della cultura, delle nostre radici e della nostra storia, per mantenere viva la conoscenza e la consapevolezza della nostra identità friulana per una sua maggiore tutela soprattutto in chiave futura”. Anche da parte dell’Università di Udine, rappresentata dal direttore del Dipartimento di studi umanistici Andrea Zannini, l’indirizzo a continuare a valorizzare in senso civico e mantenere vivi i luoghi degli Antonini aprendoli sempre più ai cittadini, attraverso veri e propri itinerari di scoperta legati a questi edifici sulla scia della recente e positiva esperienza di apertura del palazzo ex sede della banca d’Italia.

Powered by WPeMatico

facebook
565