Prot. civile: entro 7 settembre ricognizione danni maltempo 2019

Opportunità per nuove azioni di prevenzione e messa in sicurezza

Udine, 26 ago – Entro il prossimo 7 settembre i Comuni dovranno
segnalare, attraverso il portale della Protezione civile
regionale, la ricognizione dei fabbisogni legati agli eventi del
maltempo dello scorso novembre. Gli Enti locali dovranno
specificamente indicare gli interventi di prevenzione da
realizzare sul territorio e gli ulteriori danni da riparare
rispetto alle prime urgenze messe in campo dopo gli eventi
calamitosi oltre ai danni sui beni privati e alle imprese. I dati
raccolti saranno trasmessi al dipartimento della Protezione
civile nazionale e costituiranno un’occasione importante per
ottenere ulteriori risorse statali soprattutto sul fronte della
prevenzione.

A comunicarlo durante il secondo dei tre incontri previsti con i
sindaci e dedicato al monitoraggio degli interventi legati
all’emergenza a seguito delle avversità atmosferiche dello scorso
novembre (ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione civile
n.674/2020) è stato oggi il vicegovernatore con delega alla
Protezione civile del Friuli Venezia Giulia nella sede della
Regione a Udine.

Si tratta di un’ulteriore occasione, dopo Vaia, per realizzare un
monitoraggio più aggiornato dei punti di fragilità del territorio
e metterlo in sicurezza facendo tesoro di quell’esperienza. Con
Vaia è stato messo in campo un modello che ha visto i Comuni in
prima linea e dove si sono adottate soluzioni per consentire di
realizzare interventi con procedure semplificate favorendo il
rilancio delle attività imprenditoriali e professionali.

Nel dettaglio, i Comuni sono chiamati a segnalare, così come
previsto dall’Odcpc n.674 del 2020, i fabbisogni degli interventi
su beni pubblici e sui beni privati e delle imprese che
riguardino, per i beni pubblici, le spese relative alla
realizzazione di opere anche strutturali ovvero alla riduzione
del rischio residuo nelle aree colpite dagli eventi calamitosi e
al ripristino delle strutture e delle infrastrutture pubbliche e
private danneggiate, nonché i danni subiti dai beni culturali e
paesaggistici e dal patrimonio edilizio. Per i danni a beni
privati e a imprese le misure sono volte al sostegno della
popolazione e delle attività economiche e produttive.

E’ uno sforzo ricognitivo importante con cui scattare una
fotografia evoluta dello stato di fatto e che, al di là di ciò
che va ripristinato, servirà a mettere in campo azioni preventive
e favorirà la riattivazione dei cantieri. Sul punto il
vicegovernatore ha rimarcato come il monitoraggio diventerà un
formidabile strumento che consentirà una forte iniezione di
liquidità per realizzare le opere necessarie per la sicurezza
incentivando la ripresa economica.

Come ricordato dal direttore generale della Protezione civile del
Friuli Venezia Giulia, per le avversità atmosferiche di novembre
è stato riconosciuto lo stato di calamità nazionale e su
richiesta del dipartimento nazionale sono state attuate già due
ricognizioni, ovvero quella finalizzata all’attivazione del Fondo
di solidarietà dell’Unione Europea (Fsue), che si è conclusa a
dicembre e ha consentito di segnalare circa 115 milioni di euro
di interventi già riconosciuti dall’Unione europea nella misura
prevista dal fondo, e quella riferita agli interventi immediati
di ripristino per circa 2 milioni di euro, già accreditati.
ARC/LP/pph

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