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Protesta a Trieste: giornalisti insultati, minacciati e aggrediti

Giornalisti insultati, minacciati e aggrediti, troupe televisive (Tg3, Rainews24, Udinese tv…) alle quali è stato impedito di effettuare i propri servizi e a volte i collegamenti in diretta, un generale e pesantissimo clima di odio e attacco agli operatori dell’informazione. Ormai a Trieste le manifestazioni “No green pass” sono diventate triste e consueto teatro per i nemici dell’articolo 21 della Costituzione. Rumorose minoranze che si scagliano a volte con violenza contro chi sta semplicemente facendo il proprio lavoro, ostacolano il diritto dovere di informare e dunque di essere informati, minano le basi stesse di una democrazia.

E poi c’è il web. Quel territorio senza regole, dove tutti pensano di poter insultare e minacciare chiunque senza doverne poi rispondere, che è diventato il web. “Falso”, “manipolatore”, “mafioso”, meritevole di andare “in galera” o addirittura “in pronto soccorso”. Così un collega dell’emittente televisiva regionale Telequattro è stato letteralmente lapidato sui social per aver raccontato la verità durante un collegamento in diretta nella prima giornata di sciopero promosso dal Clpt dei lavoratori portuali dello scalo di Trieste contro l’introduzione dell’obbligo del Green pass per accedere ai luoghi di lavoro. Il collega, al quale va la solidarietà dell’Ordine dei giornalisti e dell’Assostampa Fvg (solidarietà ovviamente estesa alla testata per la quale lavora e a tutti gli altri colleghi attaccati), è stato contestato in diretta per aver riferito che, nonostante lo sciopero davanti al Molo VII, che lui stesso riconosceva limitasse l’operatività dello scalo, al terminal vicino c’erano dei portuali che lavoravano. Il tutto documentato dalle immagini del collega operatore. Dopo le contestazioni in diretta, sui social si è scatenata l’ormai tristemente consueta caccia all’uomo, con tanto di nome e cognome a individuare il presunto nemico del popolo, meritevole appunto per qualcuno di finire addirittura all’ospedale per aver fatto il suo lavoro e detto la verità.


Ordine dei giornalisti e Assostampa Fvg – dopo l’incontro della settimana scorsa con il prefetto di Trieste – non possono non appellarsi nuovamente alle istituzioni, affinché vi sia la massima vigilanza nei confronti di queste manifestazioni di intolleranza, violenza e minacce verso chi ha la “colpa” di lavorare e raccontare i fatti, piacciano o meno a una parte in causa.

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