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Sanaa – C’è un supertestimone

monterealeMartedì sera Sanaa, una ragazza di 18 anni di origine marocchine, è stata uccisa dal padre perché amava un ragazzo italiano. C’é un supertestimone nell’omicidio di Sanaa Dafani, la ragazza marocchina di 18 anni accoltellata ieri a Montereale Valcellina (Pordenone). Si tratta di un cittadino che ieri sera si trovava nella frazione Grizzo di Montereale Valcellina L’uomo è sospettato di essere il responsabile dell’omicidio della figlia, che aveva 18 anni e viveva ad Azzano Decimo e del ferimento del fidanzato, di 31 anni, di Montereale Valcellina, ricoverato in ospedale a Pordenone per ferite da arma da taglio.
L’aggressione – secondo la ricostruzione dei Carabinieri – è avvenuta mentre i due si trovavano in auto nella frazione Grizzo di Montereale Valcellina. Uscita dall’auto, per sfuggire all’aggressione, la ragazza è corsa in direzione di un vicino boschetto dove è stata raggiunta e accoltellata dal padre.

A dare l’allarme – si è saputo dai Carabinieri – è stato il fidanzato, che presenta ferite da arma da taglio. Il giovane è stato portato in ospedale a Pordenone. Le sue condizioni non sono gravi e al momento non destano preoccupazione.

La ragazza – si è saputo dai Carabinieri – è stata uccisa con colpi di coltello che l’hanno raggiunta alla gola. Insieme al fidanzato – è stato accertato – si stava recando al ristorante “Spia” di Montereale Valcellina, di cui il giovane è socio. Il padre li avrebbe fermati mentre erano a bordo dell’Audi quattro del giovane e li ha aggrediti. Nessun particolare è trapelato finora sui motivi dell’aggressione anche se l’ipotesi che al momento gli investigatori ritengono più probabile è che l’uomo non approvasse la relazione della figlia con il giovane.

potrebbero esserci motivi religiosi alla base del gesto. Stavano assieme da 6 mesi e il padre li aveva già minacciati. Si sono conosciuti nel ristorante dove lei faceva la cameriera

FONTE: ANSA

MONTEREALE VALCELLINA (Pordenone) – Prime parziali ammissioni da parte di El Ketawi Dafani, fermato martedì sera dai carabinieri con l’accusa di aver ucciso a coltellate in un boschetto di Monte­reale Valcellina la figlia diciottenne Sanaa perché non condivideva la relazione che aveva con l’italiano Massimo De Biasio, cristiano e di tredici anni più vecchio.

AMMISSIONI – Il marocchino è stato interrogato per tutta la notte e – da quanto si è appreso – dopo un primo silenzio assoluto, all’alba ha cominciato a rispondere alle domande. Dalle sue risposte i carabinieri hanno ricavato la conferma della sua presenza sul luogo del delitto e alcune contraddizioni che potrebbro avvalorare lo scenario ricostruito sulla base di testimonianze di persone che conoscevano e frequentavano la coppia di giovani. La loro relazione era osteggiata dal padre della ragazza per la differenza di età, ma soprattutto per la diversa religione dell’italiano. I rapporti fra la coppia e il presunto assassino, già molto tesi – secondo tali testimonianze – erano peggiorati dopo la decisione della ragazza di andare a vivere con il giovane, una scelta che per suo padre era in contrasto con lo stile di vita musulmano. Secondo una prima ricostruzione del delitto, El Ketawi Dafani ha atteso la coppia a Grizzo di Montereale Valcellina mentre in auto andavano al ristorante dove la ragazza lavorava e di cui il giovane è socio; ha bloccato la loro auto e ha ammazzato la figlia e ferito il fidanzato che tentava di difenderla.

fonte: corriere.it

11:21 – sanaa: si ipotizza omicidio premeditato

(ANSA) – MONTEREALE VALCELLINA (PORDENONE), 16 SET – L’omicidio di Sanaa Dafani, la ragazza di origine marocchina di 18 anni uccisa a coltellate ieri sera a Montereale Valcellina (Pordenone), potrebbe essere stato premeditato. Lo si rileva dalle ipotesi di reati per le quali i Carabinieri della Compagnia di Sacile (Pordenone), poche ore dopo il delitto, hanno sottoposto a fermo il padre della ragazza, El Ketawi Dafani, di 45 anni, quale indiziato dei reato di omicidio pluriaggravato, tentativo di omicidio e porto abusivo di arma. Fra le aggravanti ipotizzate nei riguardi di El Ketawi Dafani – si e’ saputo – oltre a quella del rapporto di parentela, vi e’ anche quella della premeditazione. (ANSA). YT8-DF

11:21 – sanaa: carfagna, saro’ parte civile nel processo

(ANSA) – ROMA, 16 SET – Il ministro per le pari opportunita’ Mara Carfagna si costituira’ parte civile nel processo per l’ omicidio di Sanaa Dafani, la giovane marocchina uccisa ieri sera perche’ avrebbe voluto convivere con un italiano. Lo ha annunciato lo stesso ministro.(ANSA) MAS/MST

09:43 – ragazza uccisa in friuli, fidanzato ha cercato di difenderla

(ANSA) – PORDENONE, 16 SET – Ha cercato di difendere disperatamente la fidanzata dalle coltellate del padre che ha poi raggiunto la figlia nel bosco e l’ha uccisa squarciandole la gola. E’ la ricostruzione che hanno fatto i Carabinieri della Compagnia di Sacile (Pordenone) degli ultimi minuti di vita di Sanaa Dafani, la ragazza marocchina di 18 anni uccisa ieri sera a Montereale Valcellina (Pordenone) dal padre, El Ketawi Dafani, di 45 anni, che non approvava la sua relazione con Massimo De Biasio, di 31 anni, e soprattutto la sua decisione di andare a vivere con il fidanzato. Massimo De Biasio e’ stato ascoltato dai Carabinieri per pochi minuti la scorsa notte nell’ospedale di Pordenone. (ANSA). YT8-DF

09:42 – ragazza uccisa in friuli, nel bosco si cerca arma delitto

(ANSA) – MONTEREALE VALCELLINA (PORDENONE), 16 SET – Decine di Carabinieri del Comando Provinciale di Pordenone stanno setacciando il boschetto di Grizzo di Montereale Valcellina alla ricerca del coltello con il quale El Ketawi Dafani, cittadino di 45 anni, ha ucciso ieri sera la figlia Sanaa, di 18 anni, e ferito il fidanzato, Massimo De Biasio, di 31. Gli investigatori sono convinti che l’uomo si sia liberato dell’arma subito dopo il delitto lasciandola nel bosco. Le ricerche sono particolarmente difficili per la presenza di un fitto sottobosco e per la pioggia che e’ caduta abbondante per tutta la notte. (ANSA). YT8-DF

C’é un supertestimone nell’omicidio di Sanaa Dafani, la ragazza marocchina di 18 anni accoltellata ieri a Montereale Valcellina (Pordenone). Si tratta di un cittadino che ieri sera si trovava nella frazione Grizzo di Montereale Valcellina, proprio nel momento in cui è stato compiuto il delitto. Richiamato dalle urla della ragazza e del fidanzato – Massimo De Biasio, di 31 anni, ferito insieme alla giovane – il testimone ha visto un’automobile allontanarsi ed è riuscito anche a leggere i numeri e le lettere della targa. E’ stato lui – secondo quanto trapelato nel pomeriggio a Pordenone – a chiamare i Carabinieri della Compagnia di Sacile (Pordenone) che, nel giro di pochi minuti, sono giunti sul posto. Non si è riusciti a sapere se, oltre ai numeri di targa e al modello dell’automobile che si allontanava, il testimone è riuscito a vedere anche l’assassino. Gli elementi forniti dal testimone e le dichiarazioni rese immediatamente dal fidanzato di Sanaa hanno consentito ai Carabinieri di risalire al padre della ragazza, raggiunto e fermato nella sua abitazione a Piezzo di Azzano Decimo (Pordenone) poco dopo l’omicidio. L’uomo – El Ketawi Dafani, di 45 anni – è tuttora sottoposto a fermo nel carcere di Pordenone quale indiziato di omicidio pluriaggravato e tentativo di omicidio.



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