Regionali: Tondo tranquillo. Fontanini scalpita

urna elettorale

Le elezioni regionali che si sono svolte in tutta Italia avranno ripercussioni sulla nostra regione dove il PDL oltre che con la Lega è alleato con l’UDC? E il sorpasso della lega sul PDL in Veneto che conseguenze avrè sugli equilibri in Friuli?Per Renzo Tondo (Pdl), presidente del Friuli Venezia Giulia, “la vittoria annunciata e prevista di Luca Zaia in Veneto non fa che confermare e rafforzare la collaborazione tra le due regioni”. Tondo non si è detto preoccupato per l’incremento dei voti della Lega Nord nella vicina regione. “Era tutto scontato perché l’effetto Zaia era previsto”. Secondo Tondo il risultato del Carroccio in Veneto è stato generato anche “da come è stato scelto il candidato. Cioé da come è stato sostituito Giancarlo Galan, cioé con una scelta romana. Questo – ha concluso il presidente del Friuli Venezia Giulia – ha forse demotivato qualche nostro uomo nella campagna elettorale”. ANSA

Per Renzo Tondo (Pdl), presidente del Friuli Venezia Giulia, “l’astensionismo che ha caratterizzato queste elezioni regionali è il frutto della campagna elettorale priva di contenuti, ma piena zeppa di insulti”. Tondo ha precisato che “la vittoria del Centrodestra è limpida e netta” e se “anche il Lazio sarà del Pdl la vittoria sarà addirittura un trionfo”. Il Presidente del Friuli Venezia Giulia ha tuttavia auspicato un abbassamento dei toni. “Ora avremo davanti a noi tre anni senza elezioni – ha ricordato Tondo – c’é da sperare che il clima si faccia più disteso e si possa impiegare con profitto questo tempo per le necessarie riforme”. ANSA

Per Pietro Fontanini, segretario della Lega Nord del Friuli Venezia Giulia, “la nostra grande avanzata in Veneto, dove abbiamo superato il Pdl di dieci punti, é la più concreta testimonianza che la gente ha capito il nostro messaggio. Ora servirà un chiarimento in Friuli Venezia Giulia sprattutto con l’Udc”. Fontanini si è detto molto soddisfatto delle regionali “che hanno testimoniato il fallimento della linea dei centristi. L’Udc, infatti – ha spiegato Fontanini – ha fatto fiasco in Veneto e anche in Lombardia e in Piemonte. Non può continuare così. Vorrei – ha aggiunto Fontanini – che l’Udc ritornasse a essere un partito moderato che dialoga con noi e con il Pdl”. In questo contesto Fontanini ha rilanciato la ‘sfida’ al presidente del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo. “Questo dato elettorale parla da solo – ha spiegato il segretario leghista – nel senso che ora Tondo dovrà fare chiarezza con l’Udc e procedere a una verifica sul programma. Significa – ha aggiunto – che quando un segretario di un partito della coalizione fa delle richieste, l’assessore Roberto Molinaro (Udc) non può far finta di non sentire”, ha concluso Fontanini. ANSA

“Affrontare la ‘questione del Nord'”: è la richiesta dell’europarlamentare del Pd, Debora Serracchiani, a commento del voto regionale di ieri e di oggi “La crescita impetuosa del partito dell’astensione e l’avanzata della Lega in larga parte d’Italia – ha detto Serracchiani – dovrebbero imporre una profonda e onesta riflessione al centrosinistra e in particolare al Partito democratico”. “Dove c’é, non sottovaluto l’affermazione dei nostri candidati – ha precisato Serracchiani – ma è chiaro che oggi si approfondisce una questione del nord che deve finalmente essere affrontata senza esitazioni e senza pregiudizi”. Secondo l’europarlamentare “é vitale per la salute della democrazia riuscire a motivare nuovamente la partecipazione di cittadini, che si sentono ormai delusi o irrilevanti, ma è altrettanto fondamentale porsi seriamente il problema di un partito territoriale populista che si insedia saldamente ben oltre il Po e – ha concluso – lancia una pericolosa ipoteca su tutto il Paese” ANSA

“Queste regionali sono elezioni che devono far riflettere. Bisogna ritornare fra la gente e lavorare sul territorio”. Lo ha detto il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Gianfranco Moretton. “Gli eventi degli ultimi tempi e la situazione reale del Paese – ha spiegato Moretton – ha sicuramente creato disaffezione dei cittadini verso l’attuale governo nazionale e mondo politico in genere. Sicuramente bisogna dire che le valutazioni delle prime proiezioni ci obbligano alla prudenza ma certamente evidenziano la volontà degli elettori di non sentirsi più rappresentati nei loro bisogni e nelle necessità del quotidiano”. Secondo Moretton “é necessario tornare alla politica vera, attiva sul territorio, per essere realmente rappresentativi al di la delle direttive o scelte delle segreterie nazionali. Sarà dunque necessario lavorare sul territorio, tornare fra la gente, ascoltare le loro richieste per poterli rappresentare per tornare credibili e rispettosi rappresentanti delle loro scelte” ANSA

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