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Riccardo Muti: Messa da Requiem di Giuseppe Verdi al Sacrario di Redipuglia

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Grande emozione al Sacrario si Redipuglia per il concerto dedicato ai caduti di tutte le guerre diretto dal maestro Riccardo Muti. Tra i settemila spettatori, anche i presidenti di Italia, Slovenia, Croazia e Austria. Evento di portata internazionale che è stato trasmesso in diretta su Rai 3 e il 1 agosto su Rai Uno. Il Maestro Muti ha diretto circa 400 artisti, tra Orchestra e Coro, provenienti da tutti i Paesi che hanno combattuto nel primo grande conflitto. Sul palco l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, la European Spirit of Youth Orchestra, il Coro del Friuli Venezia Giulia cui si uniscono artisti del Coro del Teatro Verdi di Trieste e delle Accademie Musicali di Zagabria, Ljubljana, Budapest, sotto il coordinamento del maestro Cristiano Dell’Oste. Alle due formazioni giovanili si aggiungeranno musicisti provenienti da sette prestigiose orchestre di altrettante nazioni coinvolte nella Prima Guerra Mondiale (Wiener Philharmoniker, Berliner Philharmoniker, Orchestre National de France, Philharmonia Orchestra di Londra, Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, Orchestre Symphonique du Théâtre Royal de la Monnaie, Chicago Shymphony Orchestra e l’Orchestra del Teatro “Giuseppe Verdi” di Trieste). Solisti di canto saranno alcuni tra i più prestigiosi interpreti internazionali, quali il soprano Tatiana Serjan il mezzosoprano Daniela Barcellona, il tenore Saimir Pirgiu, il basso Riccardo Zanellato.
Inevitabile, per i promotori, la scelta del programma: la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi è una partitura composta nel 1874 in occasione del primo anniversario della morte di Alessandro Manzoni, in cui, come scrive Massimo Mila “è tutto il genere umano che […] stramazza fulminato, come selvaggina abbattuta di colpo dall’improvvisa palla di fucile, passando di punto in bianco dal calore di una vita intensissima al gelo della morte”. Quella morte inutile, inspiegabile, intollerabile che la guerra porta con sé, che della guerra è l’essenza stessa. Quella morte, che attraversa tutta l’opera verdiana, e che qui assume i contorni di una drammaticità cristallizzata, oltrepassando i confini della singola fede per rivolgersi all’Uomo. Una meditazione che si nutre di una spiritualità che proprio nell’uomo, nel suo ineluttabile destino ma anche nella consapevolezza delle sue forze, intravede la possibilità di una consolazione.

Foto: Fabrice Gallina

Presentazione Concerto

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