RIFORMA COSTITUZIONE: NUOVE OPPORTUNITÀ PER REGIONI SPECIALI

Trieste, 5 ottobre – “La Riforma della seconda parte della Costituzione offre alle Regioni a Statuto speciale e alle Province autonome la possibilità di utilizzare al meglio l’autonomia già esistente e parallelamente apre nuove opportunità, come quella di consolidare l’autonomia anche attraverso la possibilità di assumere delle competenze nuove”.

Lo ha affermato la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani nell’anticipare il tema del convegno su Riforma costituzionale e autonomie speciali, in programma a Udine venerdì prossimo 7 ottobre presso l’Auditorium Comelli, con inizio alle ore 17.00.

L’incontro sarà introdotto dal presidente del Consiglio regionale Franco Iacop, cui seguiranno le relazioni di due tecnici: Elena D’Orlando, docente di Diritto regionale italiano ed europeo all’Università degli Studi di Udine, e Franco Pizzetti che insegna Diritto costituzionale all’Ateneo di Torino.

Successivamente, accanto al sottosegretario della Presidenza del Consiglio (con delega agli Affari regionali e alle Autonomie), Gianclaudio Bressa, sul futuro delle specialità alla luce della Riforma si confronteranno in una tavola rotonda la stessa Serracchiani insieme ai presidenti delle due Province autonome di Trento e Bolzano, rispettivamente Ugo Rossi e Arno Kompatscher, e l’assessore alle Riforme della Sardegna, Gianmario Demuro.

Il saluto istituzionale della città di Udine sarà portato dal sindaco Furio Honsell. Per le conclusioni interverrà il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Enrico Costa. “La specialità – ha spiegato Serracchiani – non è privilegio ma capacità di gestire in autonomia partite importanti come Sanità, Trasporto pubblico, Coordinamento degli Enti locali”.

“Il Friuli Venezia Giulia ha dimostrato responsabilità mettendo in campo in tre anni di legislatura riforme complicate”, ha sostenuto Serracchiani, sottolineando come “la specialità non può essere interpretata in modo statico, con lo sguardo rivolto al 1963 (l’anno dello Statuto del FVG, ndr), ma deve essere attuata in modo dinamico, adattandola di volta in volta ai nuovi bisogni”.

Ecco quindi che il dibattito che si svilupperà venerdì assume una connotazione particolare: sono ancora attuali le autonomie differenziate? Come vanno declinate? Quali devono essere le competenze e come devono svilupparsi le relazioni con il Governo centrale, anche e, forse, soprattutto, sotto il profilo finanziario? Domande alle quali, prima di tutto, cercheranno di dare una risposta gli esperti costituzionalisti, preparando il terreno della discussione politica nel corso della quale sarà interessante approfondire le conoscenze sugli altri modelli di specialità.

A questo proposito, si affronteranno i modelli Alto Adige e Trentino che hanno la base giuridica nell’accordo italo-austriaco sottoscritto a Parigi esattamente 70 anni fa, il 5 settembre del 1946, dall’allora presidente del Consiglio italiano e ministro degli Esteri Alcide Degasperi e dal ministro degli Esteri austriaco Karl Gruber.

Così come si parlerà di Sardegna il cui Statuto, approvato con legge costituzionale nel 26 febbraio 1948, prevede speciali condizioni di autonomia legate alla particolare situazione socioeconomica in cui l’Isola venne a trovarsi alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Se ormai per tutte le diverse realtà ad autonomia differenziata il contesto è profondamente mutato dalla loro istituzione (sancita dall’articolo 116 della Costituzione e rafforzata della revisione del Titolo V) oggi la Riforma della Carta fondamentale apre di certo uno scenario nuovo “ma credo – ha ancora detto la presidente del Friuli Venezia Giulia – che per le Regioni e le Province autonome vi è la possibilità e l’occasione per rafforzare il loro ruolo”.

“Condizione essenziale – ha ribadito Serracchiani – è che l’autonomia vada riletta nel senso della responsabilità, dell’utilizzo corretto, utile e opportuno della specialità. Per far capire al Paese che c’è un’autonomia utile, anzi addirittura indispensabile alla competitività dell’Italia intera e al risanamento dei conti pubblici”.

Al convegno si potrà assistere fino ad esaurimento dei posti a disposizione nell’Auditorium. È prevista una diretta internet sulla web tv della Regione Friuli Venezia Giulia www.fvg.tv.

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