Bearzi

Riserva di Miramare: sventasta battuta di pesca nell’area protetta della riserva


Nella notte tra il 7 e l’8 agosto, durante un servizio mirato al contrasto della pesca illecita, la Squadra Nautica di Trieste individuava un barca da pesca con tre individui a bordo intenta a calare una lunga rete all’interno dello specchio acqueo protetto della Riserva di Miramare. Intimato ai pescatori di fermarsi, questi anziche’ ottemperare, tagliavano la rete e dopo aver tentato uno speronamento, si davano alla fuga verso il mare aperto favoriti anche dalle avverse condizioni meteo. Gli operatori riuscivano a riconoscere un membro dell’equipaggio. L’uomo è un pescatore triestino già noto per precedenti analoghi.
La rete da pesca, lunga circa 600 metri, dopo esser stata recuperata anche con l’ausilio di personale della Riserva Marina, veniva posta sotto il vincolo del sequestro e i numerosi pesci rimasti impigliati venivano liberati.
L’imbarcazione veniva invece rinvenuta la mattina successiva, assicurata alle cime di uno degli impianti di mitilicoltura di fronte alla cava di Sistiana e, dopo essere stata recuperata, veniva sequestrata. A bordo non vi era traccia dell’equipaggio pertanto, la Capitaneria di Porto, procedeva a un’attività di ricerca.
Il pescatore triestino, veniva denunciato per vari reati tra i quali la pesca di frodo all’interno della Area Protetta di Miramare, la violazione alla sicurezza della navigazione e agli abbordi in mare e per resistenza aggravata a P.U.
Sono tutt’ora in corso le indagini per l’identificazione degli altri due componenti dell’equipaggio.

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