Rock Opera: gli show spostati a dicembre

Grandi notizie per gli amanti della musica rock…e della musica classica. Lo spettacolo Rock Opera, originariamente in programma il 30 marzo a Trieste e il Primo aprile a Udine non è stato cancellato ma soltanto rimandato ai prossimi 8 e 9 dicembre 2020. L’Orchestra e il Coro del Teatro Nazionale dell’Opera di Novi Sad, diretti dal Maestro Fedor Vrtacnik, arriveranno quindi in inverno al Politeama Rossetti e al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, per portare il loro originalissimo spettacolo fatto di classici del rock n’roll rivisitati in chiave orchestrale.

Dopo aver emozionato e riempito i principali teatri balcanici e dell’est Europa, Rock Opera arriva dunque anche nel nostro Paese, e in Friuli con ben due date, pronto a unire due generi all’apparenza distanti ma che in realtà hanno moltissimo in comune. Quello proposto dall’orchestra serba è uno spettacolo unico nel suo genere in cui 50 elementi tra solisti, musicisti classici e big band si alternano sul palco e riescono nell’ardua impresa di mantenere l’energia e la potenza dei classici del rock e di riviverli in una veste completamente nuova ma non per questo meno suggestiva.

E la scaletta meriterebbe una serie di saggi a sé stanti per l’importanza e l’influenza che i brani che la compongono hanno avuto nella vita di milioni di persone. Ci sono “Smoke on the water” dei Deep Purple, uno dei brani iconici del genere ed entrato nella cultura popolare tra i pezzi più belli mai dedicati al mondo dei casinò, c’è “Stairway to heaven” dei Led Zeppelin, canzone del 1971 che ancora oggi resta una delle vette più alte mai raggiunte da musicisti “armati” di batteria e chitarre elettriche, c’è “I can’t get no satisfaction”, la prima hit mondiale nella storia dei Rolling Stones (uscita ufficialmente il 6 giugno 1965), c’è “Highway to Hell” degli AC/DC e non mancano i Pink Floyd con la loro “Another brick in the wall”.

Classici intramontabili a cui si aggiungono brani forse meno “importanti” in assoluto, ma che riacquistano una vita nuova rivisti in chiave orchestrale. Tra questi citazione d’obbligo per “Eye of the tiger”, “Light my fire” dei Doors, “Angels”, “Proud Mary” e “Something”, uno dei pezzi scritti da George Harrison per i Beatles.

Molto suggestiva anche la sezione dedicata ai Queen di Freddie Mercury, presenti con ben quattro brani: “Somebody to love”, “We Will Rock You”, “We are the Champions” e l’imprescindibile “Bohemian Rapsody”, forse la prima canzone in assoluto ad aver fatto avvicinare in maniera credibile rock e opera.

Quello tra musica orchestrale e rock and roll non è un binomio inedito e negli ultimi anni ha trovato sempre più spazio grazie a direttori che hanno deciso di superare gli steccati fra i generi per creare spettacoli unici. Forse i primi in assoluto in questo campo sono stati i musicisti della Prague Classics guidati da Friedemann Riehle. Il loro lavoro, Rock The Opera, ha toccato anche l’Italia nel 2019 e in collaborazione con vari ensembe del nostro Paese ha realizzato uno show in cui altri brani di band iconiche come gli U2 e i Beatles hanno trovato nuova luce in veste classica.

Nel mondo c’è anche chi ha deciso di operare all’inverso, rivedendo in chiave hard rock e metal le composizioni di alcuni dei compositori più importanti della storia. È il caso del “Vivaldi Metal Project”. Nato da un’idea del tastierista e produttore italiano Mistheria, il gruppo è composto da alcuni dei musicisti più importanti della scena hard’n’heavy attuale (tra gli altri hanno collaborato Rick Wakeman, Dino Fiorenza, Mike Portnoy, Steve Di Giorgio, Bill Hudson e Coen Janssen) e ha calcato i palchi di tutto il mondo con una rivisitazione delle “Quattro stagioni” dell’artista italiano. E le ultimi indiscrezioni parlano di uno nuovo spettacolo in programmazione che riguarderà altri autori di musica classica del 1700 e 1800 e di un disco di inediti in fase di realizzazione. C’è ancora vita per il rock…e per la musica classica.

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