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Il via ufficiale alla grande corsa ai saldi invernali scatta dopodomani in tutte le grandi città, Roma e Milano in testa. Mai come quest’anno tuttavia, la partenza è stata strisciante, da settimane sono spuntati in molte vetrine cartelli di richiamo promozioni, iniziative bruciapista dei commercianti pronti ad accaparrarsi per primi uno quota del portafoglio al risparmio delle famiglie. Palermo e Potenza sono partite per prime il 2 gennaio ma la data unica di inizio delle vendite scontate quest’anno è il 5 gennaio, giorno omogeneo sul quale hanno concordato quasi tutte le regioni. Ad eccezione del Molise (il 7) e della Val d’Aosta per ultima, il 10. Le previsioni infatti non promettono nulla di buono, per questo infatti i commercianti hanno giocato d’anticipo, con promozioni, sconti, sottocosto e sms personalizzati con anticipo saldi “riservati ai clienti affezionati”. Secondo il Codacons, oltre i due terzi degli esercizi di Roma e Milano applicano già prezzi di saldo. Viste le premesse, quest’anno le percentuali di sconto dovrebbero essere superiori alla media fin dai primissimi giorni. Nel capoluogo lombardo Federmodamilano (Confcommercio), prevede un calo del 3% rispetto al 2011: 195 euro a testa, per il valore complessivo delle vendite è di 495 milioni di euro. A livello nazionale la Confcommercio prevede 403 euro a famiglia, il 60% delle quali acquisterà in saldo. “Confidiamo che con i saldi vi possa comunque essere un’inversione nel trend delle vendite rispetto a una stagione autunno/inverno penalizzata, oltre che dalla nota depressione dei consumi, anche da una sfavorevole congiuntura meteorologica con temperature decisamente miti – ha detto Renato Borghi, presidente di Federmodaitalia e vicepresidente della Confcommercio -. Gli sconti medi, prevede Federmodaitaliamilano, saranno superiori al 40%”. Per Roberto Manzoni, presidente di Fismo Confesercenti i saldi “rimangono un momento favorevole sia per gli imprenditori del commercio che per chi compra. Visto l’andamento dei consumi del 2011, ci aspettiamo che quest’anno i saldi partano da sconti superiori alla media: ma noi – conclude – consigliamo sempre di diffidare di chi offre tagli sul prezzo troppo alti, e di comprare invece sempre da negozianti conosciuti”. Anche in Sardegna le previsioni parlano di spesa sotto la media, cui vanno aggiunti i non brillanti risultati del periodo festivo. A mettere ancor più di malumore la categoria la concomitanza del regime libero degli orari introdotto dal decreto salva-Italia e che riguarda negozi, esercizi commerciali, bar, ristoranti che in teoria possono restare aperti 24 ore su 24 365 giorni l’anno. Contrarie le organizzazioni di categoria che paventano vantaggi per la grande distribuzione a danno dei piccoli negozia. La Confesercenti parla di rischio chiusura per 76mila negozi. Resta il nodo sulla competenze che in materia di commercio spetterebbe alle Regioni. Il governatore del Piemonte Roberto Cota promette che impugnerà la norma davanti alla Corte costituzionale. La Toscana lo ha già annunciato ieri; il Lazio ‘valuta’. La fila potrebbe allungarsi.

Fonte: ANSA

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