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SALUTE: ELIMINAZIONE DELLA CONTENZIONE E DEL DOLORE NEL FINE VITA

Udine, 24 maggio – L’eliminazione della contenzione nelle strutture, in modo particolare quelle dedicate agli anziani, e la gestione del dolore nell’accompagnamento al fine vita. Sono stati due dei temi che l’assessore regionale alla Salute del Friuli Venezia Giulia Maria Sandra Telesca ha voluto mettere a fuoco in occasione del convegno su La qualità dell’assistenza nelle strutture residenziali del Distretto di Udine: dai dati dell’audit alle buone pratiche, presentato dal direttore del Distretto udinese Luigi Canciani, nell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata (ASUI) con la partecipazione del direttore generale dell’ASUI Mauro Delendi.

Si tratta di due aspetti particolarmente importanti che rappresentano il cuore della Riforma della Sanità regionale in cui grande attenzione viene posta all’umanizzazione delle cure e alla centralità della persona.

L’assessore ha rimarcato il forte impegno dell’Amministrazione regionale volto a eliminare dal Friuli Venezia Giulia la contenzione nelle case di riposo, ovvero quelle pratiche sanitario-assistenziali che utilizzano mezzi chimici-fisici-ambientali applicati direttamente all’individuo o al suo spazio circostante per limitarne i movimenti. Un altro aspetto sottolineato dall’assessore ha riguardato la necessità di affrontare con più determinazione l’eliminazione del dolore perché ci sono ancora troppe persone che soffrono nelle residenze sanitarie, soprattutto nella parte finale della loro vita. Da qui l’obbligo di lenire le sofferenze; per l’assessore gli strumenti ci sono, bisogna lavorare sulla sensibilità e sulla formazione.

Durante il convegno l’assessore ha anche espresso soddisfazione per la capacità del Distretto di Udine di cogliere lo spirito della Riforma e ha rilevato come, assieme all’ASUI di Udine, stia dando concretezza al disegno messo in campo con la nuova organizzazione della salute dei cittadini, esplicata attraverso alleanze fra strutture e professionisti, senza barriere fra distretti sanitari, case di riposo, ospedali.

L’incontro ha dato conto, inoltre, dei dati relativi all’analisi effettuata nel 2015, nei mesi di maggio e ottobre, sugli ingressi in Pronto soccorso delle persone anziane ospiti di strutture protette del Distretto udinese, dove si contano 955 posti letto (1.758 quelli invece su tutto il territorio dell’Azienda).

Nel mese di maggio si sono registrati 57 accessi che salgono a 75 a ottobre. Diverse le motivazioni degli ingressi al Pronto soccorso: dalle problematiche di tipo respiratorio (24 per cento) alle cadute accidentali (23 per cento) fino a dolore (10 per cento), dislocazione di dispositivi medici, come cateteri e sondini (9 per cento) e febbre (8 per cento). Il 50 per cento degli accessi ha avuto come esito il ricovero. Il confronto fra i professionisti è partito anche da questi dati per costruire percorsi condivisi fra gli operatori al fine di promuovere buone prassi nelle modalità di gestione del bisogno e ridurre gli accessi al Pronto soccorso.

Un incontro, come hanno sottolineato Graziella Mauro, responsabile Infermieristica del Distretto, e Carla Toffoli, responsabile della Riabilitazione, che hanno illustrato la ricerca, volto sia a formare gli operatori delle strutture residenziali per anziani sia a ricercare azioni di miglioramento.

Sulla tematica, l’assessore regionale ha ricordato le diverse azioni portate avanti dalla Riforma e i conseguenti atti volti a delineare le strategie che puntano a mantenere gli anziani in salute attraverso la prevenzione e iniziative volte a favorire un invecchiamento attivo.

Non è mancata una riflessione sulla non autosufficienza. In regione vi sono, è stato ricordato, 11.000 posti letto nelle case di risposo; sono utilizzati in larga parte da anziani non autosufficienti. A fronte dell’elevato numero complessivo di anziani residenti in Friuli Venezia Giulia, questo dato si presta a una doppia lettura: da un lato è indice di una domiciliarità che funziona, grazie a una presa in carico che permette a tanti anziani di rimanere a lungo nella propria abitazione; dall’altro rivela comunque che esistono per molte famiglie difficoltà a gestire in casa un parente non più autosufficiente. Su questo aspetto Telesca ha ricordato il Regolamento per la classificazione delle case di riposo, recentemente varato, che ha come finalità quello di garantire standard  strutturali e organizzativi per offrire sempre maggiore qualità ai cittadini.

ARC/LP

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