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Salute: Regione chiede a Governo attenzione su ricercatori precari Cro

Aviano, 16 apr – Una vera eccellenza del territorio, che
necessita di un ulteriore appoggio del Governo affinché venga
sanata la situazione di precarietà che coinvolge i ricercatori
del Cro. È stato questo il quadro che la Regione ha tratteggiato
quest’oggi al presidente del Consiglio dei ministri recatosi in
vista al Centro di ricerca oncologico di Aviano.

Al suo arrivo il primo ministro ha incontrato il direttore
generale dell’Irccs insieme al quale si è recato dapprima al
reparto che custodisce la bio banca e successivamente all’area
giovani; la visita si è conclusa in sala convegni alla presenza
di medici, ricercatori e personale del centro avianese. Come
ricordato dai vertici dell’istituto, è la prima volta che un
presidente del Consiglio si reca in vista all’Irccs della
pedemontana pordenonese.

In questa occasione da parte della Regione è stato ricordato
all’Esecutivo nazionale il ruolo svolto dal Cro e una
sottolineatura particolare è stata riservata alla funzione svolta
al suo interno dal volontariato che rappresenta una delle colonne
portanti della struttura, dove l’umanità è la capacità di mettere
al centro le persone è uno dei valori principali.

Sulla soluzione dello stato di precariato che riguarda i
ricercatori operanti al Cro, il presidente del Consiglio ha
ricordato come sia necessario continuare a trovare risorse nei
bilanci pubblici sia per dare continuità agli investimenti sia
per sostenere la ricerca. A tal proposito il primo ministro ha
evidenziato che nell’ultima legge di bilancio è stato compiuto un
primo passo per dare una riposta ai ricercatori precari, uno
sforzo che – in linea con quanto richiesto dalla Regione – dovrà
proseguire anche in futuro.

Infine, nel corso dell’incontro è stato trattato il tema degli
investimenti, settore di fondamentale importanza per un istituto
di ricerca scientifica. A tal proposito, con un investimento
regionale di 36 milioni di euro, il Cro potrà contare su
un’apparecchiatura dedicata alla protonterapia che permetterà
alla sanità del Friuli Venezia Giulia di essere all’avanguardia,
rappresentando un elemento di sviluppo e crescita del territorio.
ARC/AL/ep

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