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Salute: Reti ictus e sclerosi multipla esempi di integrazione positiva

Trieste, 5 apr – I benefici per i pazienti derivanti
dall’integrazione tra le diverse professionalità dell’ambito
socio-sanitario sono stati tra i temi centrali dell’ottavo
congresso nazionale della Società italiana di riabilitazione
neurologica (Sirn).

L’evento, che ha preso il via questa mattina a Trieste e
proseguirà fino a sabato, vede la partecipazione di esperti di
settori diversi (neurologi, fisiatri, fisioterapisti e psicologi
provenienti da tutta Italia), interessati a garantire, attraverso
una maggiore interazione tra i diversi ambiti, prestazioni
migliori ai propri pazienti.

Risultati che in Friuli Venezia Giulia sono stati ottenuti, ad
esempio, con la nascita della Rete regionale per la gestione del
paziente colpito da ictus e del Percorso diagnostico terapeutico
assistenziale (Pdta) per le persone affette da sclerosi multipla.
Grazie alla prima è stato infatti quasi raddoppiato il numero di
interventi di trombolisi effettuati nel biennio 2015-17, passati
da 274 a 457 l’anno, con una diretta riduzione dei decessi e
delle disabilità e quindi un minor ricorso alla riabilitazione.

Il Pdta per le persone affette da sclerosi multipla, varato
quest’anno e sviluppato attraverso un lavoro condiviso tra le
aziende sanitarie e i rappresentanti dei pazienti, in particolare
l’Associazione italiana sclerosi multipla (Aism), rappresenta un
ulteriore esempio di integrazione virtuosa. La sclerosi multipla,
che in Friuli Venezia Giulia colpisce 2145 persone e ha un picco
d’esordio tra i 20-40 anni d’età, è infatti una malattia cronica
spesso invalidante che richiede un elevato impegno assistenziale
multi-professionale e l’immediata presa in carico da parte
dell’assistenza territoriale.

Il percorso definisce la rete per la presa in carico dei soggetti
colpiti, della quale fanno parte i medici di medicina generale, i
distretti sanitari, i centri di riferimento regionale e le
associazioni dei pazienti, e ha introdotto la figura del ‘case
manager’ che coordina le professionalità e le risorse messe in
campo e rappresenta il punto di riferimento del paziente e della
famiglia.

Inoltre, particolare attenzione è stata posta alla diagnosi
tempestiva della malattia e alle modalità della sua
comunicazione, ma anche alla soddisfazione dei numerosi bisogni
dei pazienti: dalla cura, alla riabilitazione, al lavoro, al
trasporto, alla messa a disposizione di ausili, fino
all’assistenza domiciliare e al ricovero. Infine, è stato
definito, con la collaborazione dell’Irccs Burlo Garofolo, il
percorso dei pazienti in età evolutiva, che prevede il
coinvolgimento del nucleo familiare, della scuola e del contesto
sociale.
ARC/MA/ep

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