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SALUTE:ANZIANI, REGIONE FVG INCENTIVA INCLUSIONE SOCIALE E PREVENZIONE

Udine, 8 mag – Cullare l’illusione che tutte le patologie si
curino con i farmaci e alimentare la convinzione che la vecchiaia
stessa sia da affrontare come una malattia sono due pregiudizi da
combattere.

Che la vecchiaia non sia una malattia ma una condizione, lo hanno
infatti ribadito oggi tutti i relatori della tavola rotonda
“Invecchiare in salute si può?”, organizzata dal festival
“vicino/lontano” di Udine nell’ambito della più ampia riflessione
“Guarire dalla vecchiaia?” su cui è stato incentrato il
pomeriggio di incontri a Casa Cavazzini per dare un contributo al
tema su cui è imperniato il Premio Terzani quest’anno, ovvero il
concetto di “vulnerabilità”.

Entro il 2050 il numero degli anziani passerà dall’11% al 22%
della popolazione mondiale e la quota degli ultraottantenni
risulterà quadruplicata. Il Friuli Venezia Giulia, del resto, è
già oggi la seconda regione d’Italia per numero di cittadini
anziani. All’ultimo censimento, infatti, l’incidenza delle
persone anziane sul totale della popolazione è del 24 %, pari a 4
punti percentuali al di sopra della media nazionale. Nei prossimi
vent’anni il numero degli anziani in regione è destinato a
aumentare considerevolmente e già nel 2025 si stima la presenza
in FVG di 338.602 anziani (il 27% della popolazione), con una
percentuale di ultra 85enni pari al 18,5% degli ultra 65enni.

I dati, illustrati dall’assessore regionale alla Salute e
protezione sociale Maria Sandra Telesca, sono stati inquadrati
all’interno del programma di governo di questa legislatura che
identifica il “problema demografico” come la prima questione
strutturale sociale che, assieme al peso della non
autosufficienza che grava sulle famiglie, va affrontata.

“La Regione ha ben chiara l’urgenza imposta dal cambiamento della
società e per questo da tre anni ha lavorato per orientare i
servizi del sistema sociosanitario verso i nuovi bisogni”, ha
ricordato Telesca, affermando che i rischi connessi ai processi
di evoluzione demografica possono essere affrontati con successo
tramite la valorizzazione delle potenzialità degli anziani.

Va in questa direzione l’approvazione della legge regionale
sull’invecchiamento attivo e l’incentivazione delle forme di
residenzialità e “domiciliarità innovativa” – come i condomini
solidali – per favorire la creazione di ambienti abitativi che
permettano agli anziani di rimanere il più a lungo possibile
nelle loro case, condurre una vita indipendente e dare un
contributo alla comunità di appartenenza.

Ovviamente anche la riforma della sanità regionale si è adattata
a questi principi. “Abbiamo bisogno di pochi ospedali e di
riorientare meglio le risorse”, ha ricordato Telesca, ribadendo
che mettere mano alla riforma sanità non vuol dire tagliare, ma
investire sull’appropriatezza delle cure e sul “capitale della
prevenzione”.

Introdotta dai saluti del presidente di vicino/lontano,
Alessandro Verona e moderata da Paolo Mosanghini, la tavola
rotonda organizzata in collaborazione con Federfarma ha visto i
contributi di rappresentanti dei medici di medicina generale e
dei farmacologi.

Romano Paduano, segretario regionale della Federazione italiana
dei Medici di Medicina generale, ha sottolineato come la
capillarità che caratterizza il nostro sistema socio sanitario
rappresenti al tempo stesso “la difficoltà maggiore ma anche la
grande forza che permette di mantenere la prossimità e una ‘cura
sartoriale’, a misura di persona”.

“Il grazie va alla Regione che ha accettato di mantenere questa
località e non ha centralizzato come in buona parte richiesto
dalle direttive nazionali nel tempo”, ha aggiunto Paduano.

Il farmacologo Federico Pea (Università di Udine) ha strutturato
il suo contributo elencando alcuni consigli utili per affrontare
al meglio la condizione della vecchiaia. “Gli stili di vita sono
fondamentali e, rispetto agli anni Settanta, in cui si cercava di
limitare l’attività fisica degli anziani, oggi invece si è capito
quanto essa abbia importanza per il mantenimento di una buona
salute”. Almeno 20 minuti al giorno di camminata a passo veloce e
meno farmaci per risolvere patologie che non richiedono una
essenziale somministrazione sono i due elisir di lunga vita
secondo il farmacologo.

Anche secondo Francesco Pascolini, presidente di Federfarma Fvg,
i farmaci servono per alcune patologie ma, in generale, ad essi
non deve essere demandato il ruolo che è invece proprio della
prevenzione. “Mantenere il sistema di assistenza sociosanitaria
che il mondo ci invidia è il primo assioma da tenere presente”,
ha sintetizzato Pascolini.
ARC/EP

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