Salute:Telesca, contro dipendenze servono programmazione e prevenzione

Trieste, 12 nov – “L’unico strumento efficace nel contrasto al
consumo di droga, soprattutto tra i giovani e i giovanissimi, è
ricorrere a un sistema d’informazione e prevenzione del fenomeno
che coinvolga tutti gli attori istituzionali, dal sistema
sanitario, alle forze dell’ordine, ai servizi sociali, alla
scuola, proprio come quello messo in campo in Friuli Venezia
Giulia”.

Questa la posizione dell’assessore regionale alla Salute, Maria
Sandra Telesca, la quale ha evidenziato che “non è certo con
iniziative isolate come la ‘Giornata regionale per la lotta alla
droga’ che si fa una prevenzione seria, vera, efficace e
duratura. La letteratura scientifica dimostra che iniziative
sporadiche di sensibilizzazione, come ‘l’esperto che parla agli
studenti’ di quanto faccia male e sia pericolosa la droga, sono
insufficienti. Il lavoro dei Servizi per le dipendenze disegna un
quadro composito e mutevole, reso sempre più complesso dalla
comparsa sul mercato di nuove sostanze stupefacenti e di svariate
modalità di accesso ad esse. Proprio per questo la Regione ha
definito una programmazione che supera la logica degli interventi
estemporanei e nel Piano prevenzione 2014-2018 ha rafforzato la
collaborazione con le scuole”.

Nel 2017 la Direzione salute regionale ha siglato un accordo
quadro con l’Ufficio scolastico regionale per definire e
sostenere le linee d’intervento e ha stanziato 100.000 euro per
la promozione delle life skills attraverso i Dipartimenti di
prevenzione, inoltre sono stati attivati programmi d’intervento
precoce (early detection) per persone con comportamenti di
dipendenza e di consumo a rischio con i medici di medicina
generale e gli assistenti sociali. A maggio 2017 è stato avviato
un percorso formativo per gli operatori delle aziende sanitarie
operanti nelle scuole, incentrato in particolare sulla formazione
di équipe che lavorino in modo sinergico, attraverso obiettivi e
approcci metodologici condivisi, anche sulla base di esperienze
come ‘Androna Giovani’ (Trieste) e ‘Progetto Top’ (Pordenone).
Infine, non va tralasciata l’esperienza dei tavoli tecnici sul
gioco d’azzardo patologico e sui trattamenti alcologici, i quali
hanno permesso di evidenziare situazioni di criticità e disagio
che posso favorire le dipendenze.

Telesca ha quindi rimarcato che ricondurre il fenomeno delle
dipendenze solo alle sostanze stupefacenti è “riduttivo e
pericoloso, perché vanno considerate anche la crescente
diffusione delle dipendenze comportamentali (gioco d’azzardo,
videogiochi, slot-machine) e la cultura dell’alterazione a tutti
i costi e del ‘divertimento chimico’ soprattutto tra i
giovanissimi. I dati dimostrano come i minorenni che si rivolgono
ai servizi presentano situazioni di grande complessità, nelle
quali l’abuso di sostanze rappresenta solo uno dei sintomi della
loro sofferenza. Se nella maggioranza dei casi la motivazione al
consumo è la voglia di sperimentare e di divertirsi – ha concluso
l’assessore -, in altri può essere la risposta a un malessere
preesistente, il quale causa l’emersione di problematiche che
altrimenti rimarrebbero silenti”.
ARC/MA

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