Santa Lucia a Pordenone. Martedì 13 dicembre

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 Come da tradizione la festa di Santa Lucia è un giorno speciale per il Natale a Pordenone, da festeggiare in piazza, ma anche in ospedale con i bambini malati. A portare gli auguri in  Pediatria e Neonatologia saranno i bambini del Corokò, che studiano canto all’accademia Vocem della Cooperativa Polinote. Essi avranno così non solo l’opportunità di esibirsi, ma anche di assaporare quella sensazione unica che si prova quando si dà gioia agli altri.

In piazza (Risorgimento) Santa Lucia arriverà invece alle 17 assieme al fedele asinello per distribuire ai bambini dolcetti e frutta. L’incontro sarà rallegrato da musiche natalizie con letture dedicate alla storia di Santa Lucia, per capire tradizioni, metafore e simboli diffuse dalle leggende.  Lucia nacque a Siracusa alla fine del III secolo in una famiglia nobile e molto ricca, assieme alla madre professava di nascosto la fede cristiana e rifiutò il matrimonio con un giovane pagano, che la denunciò alle autorità. Non volendo rinnegare la propria fede fu torturata e infine uccisa dopo diversi tentativi. Si narra anche che le furono strappati gli occhi, e per questo divenne protettrice della vista, anche se non ci sono fonti ufficiali. L’emblema degli occhi sulla coppa, o sul piatto, è da ricollegarsi dunque con la devozione popolare che l’ha sempre invocata protettrice della vista a motivo del suo nome Lucia, che vuol dire “luce”. E proprio per ricordare questa luce, terminato il racconto della sua storia, si formerà un corteo illuminato da lanterne che percorrendo Via Cossetti, piazza XX Settembre, piazza Cavour e corso Vittorio Emanuele, verso le 18.15 circa raggiungerà la Loggia Comunale. Qui si esibiranno i Pueri Cantores “Maestro Onofrio Crosato” e si terrà una performance a cura di Dance Mob di Cinzia Piscopo, ispirata alla celebre Santa.

 

Prosegue in biblioteca Civica l’approfondimento sulle piccole tragedie di Aleksandr Puškin sulle scene musicali russe, in collaborazione con l’Associazione Italia Russie, a cura di Anna Giust, giovane, ma già rinomata slavista e musicologa friulana. Peculiarità della tradizione operistica russa è infatti l’attingere al patrimonio letterario nazionale. Il ciclo si prefigge dunque di guardare alla letteratura del poeta russo attraverso il filtro della musica, che rappresenta per la Russia uno dei maggiori canali di espressione della sua storia culturale. A sua volta, questa selezione offre uno scorcio su un repertorio generalmente poco conosciuto all’interno della storia musicale russa, che si caratterizza per la transizione estetica dal tardo romanticismo al modernismo avvenuta a cavallo tra XIX e XX secolo. Alle 16.30 di martedì 13 dicembre in saletta Degan l’attenzione sarà sul dramma Il festino in tempo di peste, di César Cui, il meno noto tra i rappresentanti della cosiddetta Scuola dei Cinque. Attivo come critico musicale per periodici russi e stranieri, Cui è più noto per la pubblicazione del volume La musique en Russie (1880), che a lungo influenzò la ricezione europea della musica russa del secondo Ottocento, presentandola nella dicotomia tra la ‘scuola nazionale’ e una tradizione occidentalista. In ambito compositivo Cui si rivolse a Puškin in più occasioni. Il poeta trasse il soggetto da La città della peste dell’inglese John Wilson, che tradusse in russo, aggiungendovi però due canzoni considerate fra le sue più belle. Secondo lo storico della letteratura Dmitrij Mirskij “una di queste, l’Inno in onore della peste è una delle cose più terribili e stregonescamente suggestive che Puškin abbia mai scritto”. Questa scena drammatica nella quale il poeta esemplifica il peccato di blasfemia, di oltraggio a quanto vi è di sacro nella vita e negli affetti, mostra un gruppo di amici durante un banchetto in una città in cui infuria la peste. In un accesso di arroganza e sfida a tali sentimenti un giovane innalza un inno alla morte nera.

 

Martedì  13 dicembre nello Spazio Morbido della Biblioteca Civica si tengono le letture per bambini da 0 a 6 anni e i loro genitori “Matilde mi racconti una storia?, uno dei tanti progetti dedicati dalla Biblioteca all’infanzia e all’adolescenza, realizzati per iniziativa della biblioteca civica, tutto l’anno, ma in particolare durante le festività natalizie. Le storie di Matilda sono un appuntamento fisso del martedì (fino al 20 dicembre). Altro appuntamento a cadenza settimanale sono le “Le letture del venerdì” (fino al 16 dicembre). Sempre in biblioteca, martedì 13 e giovedì 15, alle ore 15, c’è Leggiamo insieme, letture ad alta voce per e con i ragazzi delle scuole superiori: Gianantonio Collaoni e Serena Privitiera leggeranno insieme ai ragazzi delle scuole superiori il romanzo dello scrittore pordenonese Andrea Maggi Il sigillo di Polidoro. Interverrà l’autore.

 

Comune di Pordenone

Martedì 13 dicembre

 ?ore 16.30, auguri in pediatria e Neonatologia con il gruppo vocale Corokò

 ?ore 16.30, biblioteca civica, Le piccole tragedie di Puškin sulle scene musicali russe. Il festino in tempo di peste, di Cèsar Cui. A cura di Anna Giust e Associazione Italia Russie.

?ore 17, piazza Risorgimento, Arriva Santa Lucia

 ?ore 17, biblioteca civica, Spazio Morbido, Matilde mi racconti una storia? Per i bambini da 0 a 6 anni e i loro genitori

 

 

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