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Sblocco licenziamenti, Tilatti: “promuovere cultura dell’autoimprenditorialità”

Un antidoto allo sblocco dei licenziamenti? «Promuovere la cultura dell’autoimprenditorialità. Il Friuli Venezia Giulia ha bisogno di nuove imprese, coloro che rischiano di restare senza lavoro, pensino seriamente ad avviare in proprio una attività. Non saranno lasciati da soli: ci sono strumenti finanziari adeguati a sostenerli e le associazioni di categoria, come Confartigianato, sono pronte ad accompagnare in ogni passo i neo imprenditori». 

Il presidente di Confartigianato Fvg, Graziano Tilatti, analizza in modo propositivo lo scenario che si aprirà da qui a qualche settimana, dopo che il Governo parrebbe deciso a limitare il blocco dei licenziamenti al 30 giugno per la manifattura, con un prolungamento a fine anno solo per le aziende che chiedono ancora la cassa integrazione ma senza contributo addizionale. 

Le previsioni sindacali sono di alcune migliaia di persone che si troveranno senza lavoro, da 2.500, nel manifatturiero,  fino a 10mila, se si considera anche il terziario,  secondo le stime diffuse da Cgil. «Numeri che naturalmente ci interrogano – considera Tilatti – e rispetto ai quali riteniamo che un’utile politica attiva del lavoro sia irrobustire la cultura d’impresa. Gli strumenti ci sono per mettere in campo il proprio know how. Crediamo sia importante sfruttare le opportunità che i momenti di cambiamento come questo possono offrire». 

Sono del resto incoraggianti i numeri delle aperture che proprio gli artigiani del Friuli Venezia Giulia registrano nel primo trimestre del 2021, dopo il sostanziale fermo dell’anno della pandemia. Nei primi tre mesi dell’anno c’è stato un incremento del 6,1% rispetto all’analogo periodo del 2020: complessivamente 643 nuove iscrizioni agli Albi artigiani Fvg. «Ciò significa che abbiamo avuto più di 10 nuove imprese per ogni giorno lavorativo – sottolinea Tilatti -. È un’intraprendenza che va coltivata e diffusa», conclude, ribadendo «il pieno appoggio dell’associazione» a chi deciderà di diventare imprenditore di se stesso. 

Secondo le ultime rilevazioni dell’Ufficio studi di Confartigianato-Imprese Udine su dati Unioncamere-Infocamere, il maggior incremento di nuove aperture nel primo trimestre si è avuto in provincia di Pordenone (+12% sul 2020, pari a 177 aperture), seguita dalla provincia di Trieste (+10%, con 132 aperture). Terza la provincia di Udine, dove l’incremento però è stato minimo, cioè 2,6% (anche se equivale a 276 nuove imprese) e all’ultimo posto, in terreno negativo, Gorizia, dove il calo è stato dell’1,7%. Nei primi tre mesi si sono aperte 58 aziende rispetto alle 59 dello stesso periodo dell’anno scorso. 

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