Bearzi

Trieste – Scendono in campo anche gli infermieri del Friuli Venezia Giulia per dire no alla riforma pensionistica che obbliga a lavorare fino a 66 anni e oltre. “La misura è colma”, afferma il segretario regionale del NurSind, Gianluca Altavilla nell’annunciare che i professionisti della nostra regione non staranno a guardare e sciopereranno lunedì 19 dicembre contro una manovra che minaccia anche gli operatori sanitari. Pur garantendo la copertura indispensabile dei servizi minimi garantiti, gli infermieri del nostro territorio hanno adottato uno slogan che campeggerà negli adesivi che gli infermieri precettati indosseranno negli ospedali e nelle strutture sanitarie il giorno della protesta: “Presenti perché indispensabili; in sciopero perché indispensabile”, con un durissimo sos che denuncia la “professionalità ristretta a causa dei tagli”.

Il NurSind, nel documento di motivazione dell’adesione allo sciopero che verrà distribuito lunedì ai cittadini nelle sale d’attesa di reparti, pronto soccorso e ambulatori, precisa: “Pur consapevoli della grave situazione in cui versa il nostro Paese, riteniamo irricevibile una riforma delle pensioni che porta gli infermieri a lavorare fino a 66 anni e oltre. Ecco perchè il Nursind pone una seria di quesiti indirizzati alla politica. “Come è pensabile che una donna (la categoria è composta per l’80 per cento da personale femminile) possa esprimere la sua massima professionalità oltre i 60 anni quando la fatica fisica le ha già usurato la spina dorsale e la tecnologia richiede prontezza d’azione e di elaborazione dati? Come possiamo essere impiegati nell’assistenza diretta 24 ore su 24 nei reparti o a turni nelle sale operatorie fino a 66 anni considerando il blocco del turn over e la difficoltà di conciliare la vita familiare con il lavoro? Come possiamo pensare che a un infermiere di 65 anni si chieda di lavorare 60 notti l’anno e non consideralo usurato? Vivremo fino a quell’età oppure cederemo sotto le complicanze infauste descritte in diversi studi clinici sugli esiti di questo lavoro particolarmente delicato?”, sono le domande che il Nursind condivide con i cittadini e rimpalla ai politici. In altra parole: quale livello di assistenza potrà essere garantito da personale infermieristico vicino alla soglia dei 70 anni?

Il senso di frustrazione è all’apice: ad esso si aggiungono il blocco contrattuale fino al 2014, il blocco del turn over, il demansionamento, per non parlare poi degli infermieri precari ben oltre tre anni di contratto a tempo determinato e del lavoro pubblico sempre più simile a quello privato con maggiori restrizioni: niente anticipo del TFR, niente detassazione del lavoro notturno e straordinario, orari di vista fiscale di 7 ore anziché 4. Per il NurSind è ora di agire per salvaguardare la professione con i suoi diritti e dall’altro la qualità e sicurezza della salute dei cittadini.

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