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Si sono ritrovati in tanti questa mattina a Udine per lo sciopero organizzato dall’Unione degli Studenti “. Oltre 150.000 in tutta italia sono scesi in piazza per protestare contro i tagli alla scuola Seguono le foto

Il fuoco incrociato della finanziaria 2008 e della riforma Gelmini, che prevedono tagli per 8 miliardi di euro, mira alla totale privatizzazione della scuola italiana. Seppur camuffata come l’ennesima riforma per migliorare il sistema scolastico italiano, questa è solamente una LURIDA MANOVRA ECONOMICA volta a risanare il bilancio statale e a finanziare la guerra.
In tutta Italia la voce degli studenti si è levata forte e chiara, ma tutt’oggi è rimasta inascoltata dalle alte sfere della politica.
Noi siamo il futuro del mondo e noi dobbiamo essere ascoltati! (Movimento Studentesco)





































NOI DICIAMO NO A:

  • Tagli indiscriminati all’istruzione pubblica (8 miliardi di euro solo nell’ultima finanziaria)
  • Precariato, riduzione del personale scolastico (42.000 docenti e 15.000 personale A.T.A. solo quest’anno), blocco del turn over
  • Piano di riordino degli indirizzi con conseguente estinzione di alcuni di essi, tagli all’orario scolastico (in particolare alle ore di laboratorio, essenziali negli istituti tecnici), accorpamento degli istituti più piccoli
  • Decentramento amministrativo in materia scolastica e in particolare sul diritto allo studio
  • Presidi manager che amministrano le scuole come aziende, scegliendo essi stessi i professori da assumere
  • Spese esorbitanti delle famiglie per il mantenimento degli studi dei figli (libri di testo, trasporti, tasse…)
  • Locali scolastici fatiscenti
  • Corsi di recupero inesistenti o mal organizzati
  • Trasformazione delle scuole in fondazioni private
  • Innalzamento del numero di alunni per classe
  • Voto di religione
  • Voto di condotta, provvedimento più volte utilizzato per intimorire gli studenti contrari a questa riforma

NOI DICIAMO SI A:

  • Portare la spesa pubblica corrente sulla conoscenza e i saperi fino al 10 % del Pil
  • Reintroduzione sul posto di lavoro con formula immediata
  • di tutti i precari
  • Ritiro del taglio al quadro orario inerente alle attività laboratoriali nei tecnici, professionali e filiera artistica; mantenimento degli indirizzi esistenti, caratterizzanti ciascuna scuola
  • Legge quadro nazionale per il diritto allo studio che definisca i livelli essenziali delle prestazioni di competenza regionale
  • Reintroduzione della graduatoria nazionale per l’assunzione dei professori
  • Istituzione del “reddito di formazione”, sussidio statale dato alle famiglie per pagare le spese scolastiche dei figli
  • Piano d’urgenza di edilizia scolastica
  • Piano di finanziamento straordinario al fine di coprire l’assistenza totale per il recupero debiti
  • Mantenimento della Scuola come ente pubblico
  • Tetto massimo di 20 alunni per classe in modo da favorire migliori condizioni di lavoro
  • Insegnamento facoltativo della religione, senza che essa conceda crediti agli studenti che si avvalgono del suo insegnamento

La maggior parte dei provvedimenti presi dal ministro dell’istruzione sono dovuti a politiche economiche risalenti agli anni ’80, portate avanti da governi sia di destra che di sinistra! Basta coinvolgere la scuola nelle manovre economiche, il sapere non si vende!

Oltre ai tagli alla conoscenza, il pacchetto sicurezza 2009 varato dal governo si scaglia pesantemente contro gli stranieri, manifestando apertamente il razzismo e la xenofobia tipici della lega nord. Si parla tanto di integrazione ma essa viene osteggiata da provvedimenti come l’introduzione del reato di clandestinità accompagnato dal reato di fiancheggiamento contro i cittadini che aiutano gli immigrati non in regola, l’aumento del tempo di permanenza all’interno dei CIE e l’obbligo per i medici di denunciare i pazienti non in regola.

Questa moda securitaria ha portato anche all’istituzione di ronde dove privati cittadini dovranno vigilare sul resto del popolo: norma inutile, pericolosa e che riporta alla mente vecchi ricordi.

Questo attacco alla libertà delle persone è portato anche a Udine, con il progetto della Provincia che prevede l’installazione di 93 telecamere (al modico prezzo di 888 mila euro) nei pressi degli edifici scolastici udinesi. Oramai da anni assistiamo alla installazione di nuove telecamere in giro per la nostra tranquilla città: come occhi famelici vigilano sulla nostra vita invadendo i nostri spazi. La privacy non è un optional, la privacy è libertà.

MOVIMENTO STUDENTESCO – Udine

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