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Scuola: raccolta denaro delle famiglie in modo “poco trasparente”

23 Febraio 2012 – Raccolta di denaro delle famiglie, versato volontariamente, condotta in modo “poco trasparente” e utilizzato talvolta per “sanare buchi di bilancio o coprire spese per le quali dovrebbero essere impiegati finanziamenti statali”. E’ la denuncia di Adiconsum, l’associazione cislina dei consumatori, nei confronti di alcuni istituti scolastici, secondo la quale alcune scuole ometterebbero di segnalare la natura volontaria di un contributo che, generalmente, va dai 20 ai 300 euro ad alunno. “La mancata dicitura – spiega il segretario Adiconsum, Giuseppe De Martino – impedisce alle famiglie di detrarre i contributi volontari nella misura del 19% per le persone fisiche”. De Martino ricorda che “il contributo è volontario quindi non deve essere obbligatoriamente versato” e che il “bollettino deve riportare la dicitura ‘erogazione liberale’ e specificare almeno una delle seguenti motivazioni: ‘per innovazione tecnologica’, ‘per l’ampliamento dell’offerta formativà o ‘per l’edilizia scolasticà. Adiconsum infine sottolinea che “gli istituti scolastici pubblici non possono imporre o richiedere tasse extra rispetto a quelle previste dalla legge”.

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